La scorta di Matteo Renzi

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Si avvicina la fatidica data dell’8 giugno 2023, ore 13, quando, presso il Tribunale di Firenze, ottavo piano, dal Gup dottor Angelo Pezzuti, saranno discussi argomenti esplosivi che riguardano non solo l’imputato Alessandro Maiorano, ma anche l’ex presidente del consiglio italiano Matteo Renzi.
Renzi, ricordiamolo ai nostri lettori, denunciò per stalking e diffamazione aggravata  Maiorano giustificando la querela con un’ansia perenne di cambiamenti di stile di vita del senatore per la pressione avuta attraverso alcuni video e post su Facebook di Alessandro Maiorano, dove lo stesso raccontava episodi particolari che avrebbero riguardato la vita di Renzi.
Dopo la presentazione della denuncia, la polizia postale e la Digos effettuarono alcune perquisizioni in casa dell’ex dipendente di Palazzo Vecchio, sequestrando telefonini, pc e molto materiale cartaceo, su disposizione del procuratore aggiunto della procura della Repubblica di Firenze, dottor Luca Tescaroli.
In sostanza Maiorano nei video raccontava di presunte fatture e assegni falsi, uno nello specifico di 300.000 € riconducibili (secondo l’ex enfant prodige di Palazzo Vecchio) ad un avvocato della famiglia Renzi, e di una presunta tangente da ben 40 milioni di euro relativa alla realizzazione del Mater Olbia, nonché di un’altra tangente depositata da tre politici in un conto ugandese.
Si parlava poi di una presunta relazione sentimentale tra lo stesso Matteo e Elena Boschi, di un’altra relazione tra l’avvocato di Matteo Renzi con il presidente del tribunale di Firenze, e anche di giri di soldi con cui il senatore avrebbe comprato una villa a Piazzale Michelangelo.
Ma soprattutto nei video Alessandro Maiorano parla di un giro di escort, escort le quali sarebbero state portate in casa Renzi in Via Nazionale 196 a Roma dalla scorta stessa del senatore, adducendo reati di peculato e favoreggiamento della prostituzione. Una bella “patata bollente” per i giudici fiorentini. C’è da sottolineare che i video e le dichiarazioni dell’ “ex impiegato comunale più incazzato di Firenze” sono sempre state supportate da prove foniche, carte, documenti, fatture e tanto altro, le quali vanno a rafforzare l’unica richiesta che Maiorano chiede ai giudici e cioè che in tutta questa boccaccesca vicenda fiorentina emerga la verità.


Quel giorno toccherà all’avvocato di Maiorano, il professore Carlo Taormina, parlare e far capire alla corte che nessuno stalking o diffamazione è stato fatto verso Renzi. Ricordiamo che sulla testa di Renzi pende una denuncia per calunnia che l’avvocato Carlo Taormina presentò alla Digos di Firenze nelle mani dell’ex capo Digos Dottor Lucio Pifferi e del suo funzionario Dottor Cesare Taraschi.

Abbiamo raggiunto al telefono il Maiorano per avere da lui un parere su tutta questa storia, la risposta del Bandito da Firenze è stata: “Non vedo l’ora di far succedere a Firenze uno dei più grossi scandali che la storia ricordi, vediamo poi chi rimarrà in piedi tra i due!”.

Poi prosegue: “Porteremo a testimoniare nomi roboanti della politica, jet set, imprenditori e l’Emiro del Qatar Althani. Questo signore, al secolo Matteo Renzi, si metta bene in testa che non ho fatto nessun reato e che sarò assolto come nel luglio 2021 dalla dottoressa Laura Bonelli.”

Luca Tattei

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