Non avevo capito…  Poesie di Pinuccia Mazzola

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“La mia vita racchiusa in grappoli di poesie e qualche pensiero”

La sensibilità di Pinuccia Mazzola dopo tre opere in prosa con questo libro sboccia nuovamente come una delicata e profumata rosa vermiglia nel suo già fecondo giardino creativo. “Non avevo capito” è più che una silloge ma è un coronamento emozionale. I suoi versi sono vellutate orme che percorrono un armonico cammino attraverso un universo fatto non solo d’amore ma anche di dolore. La poetessa mette in ogni composizione sé stessa condividendo la sua profondità con il mondo circostante. Il suo verso libero avvolge musicalmente le pagine come fosse un variopinto foulard che accarezza la setosa epidermide di una donna innamorata. Una donna innamorata non solo della vita e della sua famiglia ma anche del mare che con la sua mutevole immensità  rappresenta l’instabilità emotiva dell’essere umano. Il mare vive la sua vita in modo volubile perché anche la sua apparente pacatezza può essere il preludio di un fortunale.

(…) La risacca lambì le mie palpebre,

le mie tempie, le mie membra

in attesa d’amore.

 

La poliedrica artista è anche una valente pittrice. Il suo amore per i colori la porta a trasferire la loro gradazione su alcune liriche come fossero eufoniche modulazioni dettate dallo scorrere delle stagioni.

 

(…) in primavera, il giallo delle ginestre

Scaldava eccitando il mio vivere

Lo placavano le viole.(…)

L’autrice come una farfalla si libera della sua crisalide. Pinuccia vive intensamente la sua metamorfosi. Un passaggio improvviso ma meditato attraverso nuove fasi dell’esistenza, anche se il passato con le sue sofferenze rimane indelebile.

(…) Non avevo capito, che quando bastava uno sguardo

Per accendere la nostra sintonia,

Avrebbe avuto una fine. (…)

I suoi ricordi alimentano l’artistica sorgente della commozione. L’amore mai dimenticato che vive dentro di lei.

Affondò le sue labbra nelle mie

Capii di poter perdere il respiro

E rinascere (…)

Ma l’Arte come la farfalla non è solo l’immagine dell’infinita forza che ha la fragilità e la bellezza.

(…) Io sulle punte con il “tutù” imprestato da una nuvola

Che danzavo simile a farfalla (…)

La farfalla non è solo il simbolo dell’incanto ma è anche l’icona della magnificenza.  La sua bellezza attrae ma dura solo un attimo. Un impetuoso frammento di vita che solo un’artista come Pinuccia Mazzola ha la forza di imprigionare. Pinuccia Mazzola è una donna illuminata dalle Muse, una fine poetessa che  nei suoi versi personifica il pensiero dell’anima.

Giuliano Angeletti

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