James Senese: non chiamatemi maestro. Dalla strada ai palchi la leggenda del jazz made in Naples

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” Non chiamatemi maestro,vi prego”.Così la pensa il mostro sacro James Senese.”I maestri sono quelli del conservatorio,la mia scuola è stata la strada”,afferma convinto nel suo integralismo che non lo lascia mai.E infatti,vedendolo esibirsi sul palco all’ età di 78 anni mette in riga tutta la sua band,che di anni ne ha molti di meno,e che a volte stentano a stargli dietro.La casa del jazz di Roma è stata la cornice di una delle tappe del suo lungo tour estivo che non prevede pause; “le mie vacanze sono sul palco”ammette.E forse è proprio il jazz unito ai ritmi afro-latini che gli danno un’ energia indistruttibile,unica,appassionata.

Lo vedi suonare,e senti di ascoltare una leggenda vivente.”Il mondo che sto cercando”,il suo ultimo album uscito pochi mesi fa, è la sintesi del suo modo di vivere: libero,senza sovrastrutture,autentico e verace,come lo spirito napoletano che lo accompagna.Omaggia suo fratello,così chiama Pino Daniele,quando canta”Chi tene o’ mare”,e sono brividi.Dagli inizi con Mario Musella e gli showman,ai Napoli Centrale,fino ad arrivare alla lunga collaborazione con l’ indimenticato Pino, Senese non si ferma,accelera e in qualsiasi esibizione lo vedi e ti dimentichi di tante nuove generazioni canore che tanto,per non dire tutto,hanno da imparare da lui.

Sara Nicoletti

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