Una festa danzata targata Aterballetto

Data:

Alla Fonderia di Reggio Emilia, il 16-17 Settembre 2023

Una delle poche, pochissime, realtà di danza contemporanea italiana degne di questo nome, Aterballetto, si è resa protagonista di un weekend di performances presso la propria sede, la cosiddetta Fonderia, a Reggio Emilia. La compagnia nasce nel 1979 con Vittorio Biagi, sede a Reggio Emilia, e da subito si propone con un repertorio nettamente contemporaneo. Diciotto anni di direzione di Amedeo Amodio, poi dieci di Mauro Bigonzetti (1997-2007), coreografo di grande talento che porta il gruppo ad essere conosciuto a livello internazionale. Nel 2008 la direzione passa a Cristina Bozzolini, prima ballerina del Maggio Musicale Fiorentino, ed il repertorio cresce e con nomi di primissimo piano: Jiří Kylián, William Forsythe, Ohad Naharin, Fabrizio Monteverde, lo stesso Mauro Bigonzetti, Jacopo Godani. Dal 2019 la Direttrice di Compagnia è Sveva Berti, altra stella del Maggio Musicale prima, Aterballetto (sotto la direzione di Amodio) e Balletto di Toscana poi; infine, assistente proprio di Mauro Bigonzetti.

Una compagnia di sedici danzatori, un livello tecnico molto alto, decisamente migliore di quello di certi corpi di ballo di alcuni enti lirici.

Il 16 ed il 17 settembre Aterballetto apre le sue porte alla città per la Festa della Danza. Dalla danza contemporanea all’hip-hop, due giorni di celebrazione universale e collettiva del movimento. Il sabato inizia con l’apertura delle danze da parte del Direttore Gigi Cristoforetti con il presidente della Fondazione Azio Sezzi ed il Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, per presentare il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Nazionale della Danza ed i progetti in cantiere di Aterballetto. Le danze vere invece spettano alla compagnia con Shoot Me di Diego Tortelli, su musiche degli Spiritualized e registrazioni di poesie lette dal cantante Jim Morrison. Tutti i danzatori della compagnia sono impegnati in questo lavoro, che è perfetto per come è strutturata: ognuno ha il suo spazio, ognuno ha il suo momento; il tutto si svolge in maniera fluida ed equilibrata, anche se succede di tutto: duo in contemporanea ad assoli, gruppi, qualcuno che passa, qualcuno che si ferma, chi va a terra, chi salta, chi esce di scena, chi entra, in una sorta di uniformazione fra tutti dovuta ai movimenti coreografici ed ai costumi. Tutti, danzatori e danzatrici, indossano gli stessi pantaloni e delle maglie simili ma di colori e con qualche dettaglio diverso. Difficile, come spesso, dire se qualcuno sia meglio di qualcun altro perché le parti sono davvero tutte equamente suddivise: rimane che i danzatori sono praticamente perfetti, come direbbe Mary Poppins.

Dopo la compagnia è andato in scena il mondo hip-hop/street con SoaC di Federica Galimberti e Cristiano Buzzi. Accompagnati dal bravissimo violoncellista Giuseppe Franchellucci, la coreografia è per due ballerini, Simone Panzera e Matteo Passero, che ne fanno di ogni tra salti, evoluzioni, cadute a terra, con dello spazio lasciato al caos: un susseguirsi di movimenti davvero d’effetto ed anche rischiosi, ma loro due sono veramente molto bravi. Infine abbiamo assistito a Au Fil des Torsions di Lise Pauton: un assolo fra contorsionismo e danza, le metamorfosi dell’interprete evocano immagini a cui ognuno di noi può dare la forma che vuole. Pezzo molto lento, troppo, per non dire in effetti granché.

Sia sabato che domenica, con la collaborazione di Dinamico Festival, la danza torna ad incontrare il circo contemporaneo con Instante e Lontano di Ignacio Tula e Marica Marinoni. Domenica invece, dopo la presentazione dei nuovi danzatori della compagnia e della nuova stagione, si potrà assistere a Yeled di Eyal Dadon nuovamente con la compagnia Aterballetto. Seguiranno poi due estratti dal repertorio classico, Spartacus ed Il Lago dei Cigni, a cura invece di Nuovo Balletto Classico, che deve la sua fama a Liliana Cosi.

Nel complesso la fama che da anni segue Aterballetto non può che essere confermata: anche stavolta hanno affrontato un lavoro impegnativo, come sempre con grande tecnica e professionalità: un esempio per tutti i danzatori che vogliono affrontare a livello professionale questo mondo meraviglioso.

Chiara Pedretti

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