Giorgia, la fotografia come riscatto

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La fotografia è diventata il suo occhio privilegiato per raccontare il mondo che la circonda, un’avventura nata per superare un momento complesso della sua vita e poi diventata fedele compagnia di viaggio. Giorgia ha 31 anni, è nata a Genova, lavora come psicologa e nella vita ha studiato psicologia clinica a Pavia. Attualmente sta frequentando la scuola di specializzazione in Inghilterra dove vive e lavora da 5 anni.

Dicevamo: il tuo cammino nel mondo della fotografia inizia 5 anni fa…

… perché soffrivo di attacchi di panico e ansia tanto da non riuscire a uscire di casa o prendere i mezzi pubblici. La fotografia mi ha aiutata a uscire di casa e ricominciare ad esplorare il mondo. Da quel momento non ho mai smesso. A livello personale mi ha fatto crescere molto perché mi ha fatto riflettere su cosa vuol dire saper esplorare e rischiare pur mantenendo un senso di sicurezza ed equilibrio. Naturalmente, mi ha fatto riflettere sul significato artistico e su come potermi esprimere utilizzando tecniche quali il collage, il photojournal o la doppia esposizione, tecnica che ho usato moltissimo negli ultimi anni.

Il tuo percorso si è sviluppato cammin facendo.

Posso dire che sembra quasi come se la fotografia sia venuta da me per aiutarmi. Negli anni le mie fotografie sono piaciute parecchio e quindi sono spesso stata invitata ad eventi o a sfilate. Ho così potuto far conoscere il mio stile, le mie fotografie sono piaciute e così pur avendo iniziato con la street photography, adesso scatto soprattutto boudoir, fashion e nudo artistico.

Com’è stato mettersi in gioco in questo ambito?

All’inizio ho avuto un po’ di paura: sono generi prettamente maschili, mi sentivo molto in soggezione, avvertivo che non venivo presa sul serio rispetto ai colleghi uomini. Questo mi ha permesso di notare quanto sia ancora difficile emergere per il mondo femminile in certi settori.

Qualche difficoltà, ma…

La fotografia per me è stata davvero un ancora di salvataggio! Un modo per tornare a vivere, per rispettare di più me stessa e gli altri punti di vista. Mi ha dato la possibilità di conoscere persone nuove, di instaurare amicizie importanti e di entrare di più in relazione con gli altri. Ma sono ancora tantissimi i mondi fotografici che vorrei esplorare, appena avrò il tempo lo farò!

Come unisci il tuo ruolo di fotografa con i tuoi account social?

Con i social ho un rapporto di tipo semi-professionale: attraverso questi mezzi di comunicazione collaboro con alcuni magazine online, stilisti ed eventi ormai da diversi anni. Nel mio piccolo, molto piccolo, mi sento una influencer ma so che per coltivare questo ruolo dovrei dedicare molto più tempo!

Chi vede i tuoi scatti, che idea deve farsi?

L’immagine che voglio lasciare penso sia la libertà della donna di potersi esprimere senza barriere, anche se purtroppo ancora oggi non è così. Da parte di noi donne, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca, occorre ancora dimostrare molto e lottare altrettanto.

Chi è Giorgia, smessi i panni della fotografa? Quanto ti piace stare tu al centro dell’attenzione?

Non sono una ragazza esibizionista, ma ho i miei momenti di esibizionismo. Nel quotidiano mi piace vestire in maniera molto comfort mentre la sera mi piace molto di più essere creativa e sperimentare nuovi look. Lo faccio soprattutto da quando vivo in Inghilterra, perché qui a nessuno importa di come vai in giro vestito ed è una cosa che amo moltissimo.

Dove ti vedi fra qualche anno?

Ho vari progetti, mi piacerebbe riprendere a fare street photography e ritrattistica. Per il resto, non riesco ad immaginare altro!

Luca Fina

 

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