Al Teatro Carlo Felice la prima di Idomeneo

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Venerdì 16 febbraio è andata in scena la prima di “Idomeneo”, opera seria di Mozart  mai rappresentata  prima d’ora al Teatro Carlo Felice quindi una novità assoluta e certamente una piacevole scoperta.

L’opera , un capolavoro sia dal punto di vista musicale che drammaturgico, è tratta dalla mitologia greca  e racconta il dramma di un padre, Idomeneo , che per un voto azzardato fatto a Nettuno, il dio del mare , è costretto a sacrificare come vittima il proprio figlio Idamante.
Molto simile questo dramma,al dramma biblico di Abramo cui viene chiesto di sacrificare il proprio figlio Isacco. Il dramma, però,si trasforma in gaudio , allorché  il dio ,placato , perdona il re di Creta e pone sul trono regale il figlio risparmiato.
In questa produzione tutto è veramente grandioso: le scene di Volker Hintermeier ed i costumi di Malte Lubben sono solenni e magnifici : il grande scheletro di una nave in costruzione e il minotauro immenso , rendono finalmente giustizia alle potenzialità del nostro immenso palcoscenico,che è uno dei più grandi tra i teatri d’opera al mondo!
Molto ben scelti i giochi delle luci , che interagiscono in modo perfetto e quasi sincronico colla musica , merito questo ,dei due artisti Matthias Marker e Valerio Tiberi.
La regia  di Matthias Hartmann nel rispetto del libretto e della travolgente musica mozartiana ,  in modo originale e riuscitissimo attualizza l’eterno dramma dell’amore paterno e filiale , con perfetta armonia tra musica e interpretazione drammaturgica.
La direzione , affidata a Riccardo Minasi ,complice l’intesa perfetta tra maestro e orchestra, trae dalle sublimi sonorità mozartiana il meglio , sottolineando l’immensa modernità di questa musica scritta nel 1781 per il teatro di corte di Monaco di Baviera.
Il nostro coro come sempre è perfetto , sia dal punto di vista vocale che scenico:Quest’opera ci regala dei brani corali sublimi.
Il protagonista, Idomeneo re di Creta , è interpretato dal tenore Antonio Poli : il difficilissimo ruolo , impegnativo sia vocalmente che scenicamente , risulta perfettamente riuscito. Molto ben eseguita l’immortale aria ” fuor del mar ”  di cui tutti ricordiamo l’interpretazione fatta da Luciano Pavarotti.
Il ruolo di Idamante , il figlio del re di Creta , è stato interpretato dal soprano Cecilia Molinari , perfetta sia scenicamente ,tanto da sembrare realmente un maschio , che vocalmente: ottima coloritura e perfetta dizione. Il ruolo di Ilia, l’amante del giovane principe,  è stata sostenuta dal soprano Benedetta Torre , perfetta vocalmente e scenicamente . L’ antagonista in amore di Ilia , Elettra , è stata interpretata dal soprano Lenneke Ruiten : voce perfetta per questo ruolo drammatico e grande presenza scenica.
Molto apprezzato  il sopranista Giorgio Misseri , un Arbace  dai virtuosismi estremi ,come richiesto dal testo mozartiano , e con una presenza scenica  altrettanto notevole.
Molto prestante scenicamente e vocalmente pure il tenore Blagoj Nacoski , nella parte del gran sacerdote.
Magnifica la coreografia di Reginaldo Oliveira ,che ha reso con le danze ancora più sontuosa questa monumentale produzione genovese.
Certamente questa rappresentazione resterà negli annali del nostro Teatro dell’opera,come una delle più riuscite e grandiose!  Diamo merito alla direzione artistica per aver proposto un’opera non di repertorio,anche se conosciuta da noi melomani e di averla prodotta.
Applausi scroscianti con ripetute chiamate a proscenio da parte del pubblico che riempiva la grande platea , con tantissimi giovani presenti.
Repliche domenica pomeriggio alle 15 ,venerdì 23 alle 20 e domenica 25 sempre alle 15. Assolutamente da non perdere!
Stefano Ceniti

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