“Contrazioni pericolose” di Gabriele Pignotta: l’attesa, il turbamento, il dolore e la gioia di una nascita

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Dopo il successo di “Ti sposo ma non troppo” e “Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?”, Gabriele Pignotta torna a Trieste, sul palcoscenico del Politeama Rossetti, dal 19 al 20 marzo 2026. Nella sua nuova commedia “Contrazioni pericolose”, è anche autore e regista; compagni di viaggio sono Giorgio Lupano e Rocío Muñoz Morales.

La commedia è ambientata in una graziosa e rasserenante sala parto, dove la protagonista Martina, interpretata da Rocío Muñoz Morales, arriva poiché sta per dare alla luce la sua bambina. La situazione si fa frenetica, con un ostetrico, interpretato dallo stesso Pignotta, che cerca di calmare non solo la partoriente, ma soprattutto il suo accompagnatore misterioso, un elegante e sciccoso amico che non è a conoscenza del fatto fondamentale che la bambina, che la sua migliore amica sta per partorire, sia proprio sua figlia.

Il ruolo dell’ostetrico Francesco è indispensabile e rappresenta l’impegno del personale ospedaliero nonostante le imprevedibili e frequenti difficoltà. “Contrazioni pericolose” viene descritta come una commedia che segna un punto di svolta nella carriera di Pignotta, con temi di riflessione su esperienze ed emozioni di una generazione in cerca di equilibrio.

Quando il sipario si apre, appare questa sala parto dai colori tenui e riposanti, un posto che dà la serenità dove la serenità proprio non alberga, perché comunque è un luogo dove c’è attesa, dolore, tensione, paura, ignoto. L’ostetrico Francesco (notare che non è un “dottore” ma è comunque oggetto di fraintendimenti da parte dei pazienti) è il personaggio fondamentale, come il servo nella commedia classica o nella commedia dell’arte: è colui che cerca di risolvere tutte le situazioni con la comprensione, col sorriso e l’ironia, sebbene sia un uomo con i suoi problemi personali, uno dei quali è il non potere avere figli. Però ce la fa a risolvere tutto nelle vite degli altri…sperando di poter risolvere anche la sua vita.

Il trio di attori è molto affiatato e i due atti sono leggeri e spassosi per il pubblico in sala. Le battute e i cambi scena sono sottolineati da canzoni come “Giudizi universali” di Samuele Bersani, “Futura” di Lucio Dalla, “Aver paura di innamorarsi troppo” di Lucio Battisti e mi pare di avere riconosciuto anche “Immagini che lasciano il segno” di Tiromancino-Federico Zampaglione (anche un po’ scontati, francamente, devo dirlo) che stimolano riflessioni su comportamenti familiari.

Rocío Muñoz Morales è bella, simpatica e talentuosa nel mostrare un modo goffo e impacciato di muoversi sul palco, mentre affronta le sfide del parto. Giorgio Lupano appare affascinante ed elegante, rappresenta l’uomo forte, risolto nel lavoro e carrierista, ma con fragilità nascoste; ha una buona intesa con Rocío e supporta Pignotta nel suo abile ruolo.

Gabriele Pignotta è… Gabriele Pignotta: simpatico, allegro, risolutivo, accattivante, solidale, affabile; la sua regia è molto efficace nello sdrammatizzare vizi e virtù. La scenografia di Alessandro Chiti è eccellente, ricreando con cura la stanza d’ospedale in cui si svolge il travaglio. Gli arredi e il gioco di luci creano un contrasto rilassante con l’ambiente frenetico dell’ospedale. Il tutto si svolge con armonia e abilità, gli attori sono molto bravi e simpatici nonché molto adatti ai rispettivi ruoli.

È una pochade in costumi e situazioni attuali, lasciando anche spazio a momenti e battute un po’ grevi, come era prevedibile d’altronde, visto l’argomento!

Spettacolo piacevole, non strascinato, di durata breve (1h e 45m con intervallo), che ha visto nel finale i tre attori rimanere sul palco e intrattenersi amabilmente col pubblico, godendosi i numerosi e calorosi applausi.

Però…c’è un “però”. Personalmente non ho molto apprezzato Rocío Muñoz Morales durante i ringraziamenti: nell’elogiare il comportamento delicato e garbato dell’ostetrico/Pignotta, nei confronti di una parte del suo corpo molto coinvolta, si è sollevata la camicia da notte mostrando una sorta di complessa e composita corazza color carne. Beh, ritengo che questa caduta di stile non fosse tano necessaria, era andato tutto così bene…o sono troppo bacchettona?

Da Trieste per oggi è tutto

Rosa Zammitto Schiller

 

CONTRAZIONI PERICOLOSE

di Gabriele Pignotta

 

Personaggi e interpreti:

Martina Massimo: Rocío Muñoz Morales

Ostetrico Francesco: Gabriele Pignotta

Massimo Martina: Giorgio Lupano

Regia: Gabriele Pignotta

assistente regia: Fabio Avaro

scene: Alessandro Chiti

costumi: Rosalia Guzzo

Musiche: Stefano Switala

luci: Maximiliano Lumachi

produzione: ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale

 

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