In scena il 15 maggio 2026 al Teatro Nazionale di Milano.
In Autogol – Calcio Spettacolo c’è un odore preciso che apre lo spettacolo: quello degli spogliatoi, un misto di gesso, sudore antico e attese. È lì che Gli Autogol (Alessandro, Michele e Rollo) decidono di tornare, come chi rientra nella stanza dove ha imparato a ridere per la prima volta. Non è nostalgia: è un rito di fondazione. Lo spettacolo scorre come una partita che non si gioca mai davvero, perché il campo è la memoria condivisa di chiunque abbia infilato una pettorina storta, litigato per chi “sta in porta”, o giurato che “Oggi non corro, ho la pubalgia”. Ma qui il pallone è solo un pretesto: il vero gioco è la comicità.
Gli Autogol alternano gag storiche e invenzioni fresche con la naturalezza di chi conosce il ritmo del pubblico come un allenatore conosce il fiato dei suoi. Le imitazioni dei giocatori e degli allenatori di Serie A non sono semplici caricature: sono piccoli ritratti antropologici, lampi di verità travestiti da parodia.
Ogni voce, ogni tic, ogni inflessione diventa un gesto tecnico, un dribbling comico che strappa risate pulite, immediate, quasi infantili.
Il cuore dello spettacolo, però, è altrove: nell’ironia. I tre si muovono come una squadra che ha passato anni a provare schemi invisibili, fatta di sguardi, respiri, micro‑tempi. È un trio che non recita: gioca. E nel gioco ritrova la sua origine, quella del teatro dell’oratorio di San Genesio ed Uniti, in provincia di Pavia, dove tutto è cominciato e dove, continua a pulsare la loro idea di comicità: popolare, fisica, contagiosa.
Autogol – Calcio Spettacolo non è una partita, e non vuole esserlo. È un atto d’amore verso il pubblico che li ha seguiti sul web e verso quel pubblico più antico, quello che si siede in platea e aspetta che la risata arrivi come un passaggio filtrante. È un ritorno alle radici, ma con la maturità di chi ha imparato a trasformare la quotidianità in teatro. Dopo lo spettacolo si esce con la sensazione di aver assistito a qualcosa di semplice e prezioso: la comicità che torna a casa, si toglie le scarpe da calcio, e si mette a raccontare storie.
Giuliano Angeletti

