Katerina, quando la fotografia diventa un viaggio alla scoperta di se stessa

Data:

 

Ci sono incontri che arrivano per caso e che, senza che ce ne accorgiamo, finiscono per cambiare il modo in cui guardiamo noi stessi. Per Katerina tutto è iniziato proprio così: con un messaggio sui social, un fotografo che l’ha notata e una proposta che, all’inizio, le aveva fatto nascere più dubbi che certezze. Da quel primo shooting nel cuore di Milano è iniziato un percorso fatto di fotografia, moda, concorsi e nuove esperienze. Un percorso che, soprattutto, le ha insegnato a guardarsi con occhi diversi. Oggi Katerina, studentessa di Scienze Giuridiche alla Milano-Bicocca, vive questo mondo con curiosità, senza lasciarsi definire dai risultati. Perché dietro le immagini, le passerelle e i concorsi c’è soprattutto il desiderio di conoscersi, mettersi alla prova e trovare la propria strada. E forse è proprio questo il viaggio più interessante.

Come è iniziato il tuo ingresso nel mondo della fotografia e della moda?

È iniziato tutto in maniera completamente casuale, nel giugno di quest’anno. Un fotografo mi ha trovata attraverso i social e mi ha proposto di realizzare uno shooting nel pieno centro di Milano. Fino a quel momento non avevo mai avuto esperienze in questo ambito e avevo anche poca sicurezza nella mia immagine. Avevo però tanta curiosità e la voglia di scoprire un mondo che ancora non conoscevo. Alla fine ho deciso di accettare, nonostante i dubbi e le insicurezze.

Che cosa è cambiato dopo quella prima esperienza?

È cambiato soprattutto il modo in cui percepivo la mia immagine. Ho iniziato a guardarmi con occhi diversi e ho acquisito molta più sicurezza in me stessa. Quella prima esperienza mi ha fatto capire che potevo mettermi in gioco anche in un ambiente che, fino a poco prima, sentivo molto lontano da me.

Da lì sono arrivati anche i concorsi. Che rapporto avevi con questo mondo prima di iniziare?

Non sono mai stata una grande appassionata di concorsi di bellezza. Quest’anno, però, ho sentito il bisogno di dire sì alle opportunità che entravano nella mia vita, senza farmi condizionare dalla paura di ciò che non conoscevo. È così che, dopo essere stata contattata sui social, ho partecipato al mio primo concorso.

Come hai vissuto quella prima esperienza?

È stata molto intensa e, in alcuni momenti, anche difficile da gestire. Il mio errore principale è stato concentrarmi esclusivamente sul risultato finale. Volevo arrivare al podio e, proprio per questo, non sono riuscita a vivere davvero il presente e a godermi il percorso. Il concorso non è andato come speravo e il giorno dopo mi sono fermata a riflettere.

E che cosa hai capito?

Mi sono chiesta che cosa volessi realmente ottenere da queste esperienze. La risposta non era una fascia e nemmeno una coroncina. Avevo bisogno di vivere esperienze in questo ambiente, di mettermi alla prova, di godermi il processo e soprattutto di acquisire maggiore sicurezza in me stessa.

Hai trovato una risposta anche nella tua passione per lo yoga.

Sì. Essendo appassionata di yoga, mi piace collegare questo concetto al principio del Vairāgya, inteso come distacco dal risultato. Significa concentrarsi sul presente e sull’azione che si sta compiendo, senza lasciarsi ossessionare dal traguardo finale. Da quel momento ho iniziato a vivere i concorsi in maniera completamente diversa.

Quindi oggi il risultato conta meno?

È diventato qualcosa di accessorio, non più il mio obiettivo principale. E, paradossalmente, proprio questo cambio di prospettiva mi ha permesso di avvicinarmi a nuove ambizioni e di vivere esperienze sempre più interessanti in questo mondo.

Che cosa rappresenta oggi per te la fotografia?

Essenzialmente, per me la fotografia è uno strumento per fermare e cristallizzare un’energia che desidero trasmettere. Credo di aver dato, forse involontariamente, una mia definizione personale di ciò che considero arte. La fotografia è diventata anche un canale attraverso cui posso entrare in contatto con persone, realtà e collaborazioni interessanti.

E che cosa significa per te parlare di fotografia come forma d’arte?

Significa accettare che non debba necessariamente piacere a tutti. Non tutti devono sentirsi parte di questo mondo. L’arte, secondo me, acquista valore proprio perché è soggettiva e riesce a suscitare emozioni diverse in ogni persona.

Quanto ti affascina, invece, il mondo dello spettacolo?

Mi ha sempre affascinata e nutro molta stima per le persone che ne fanno parte. Sinceramente, un giorno mi piacerebbe poter entrare, in qualche modo, a far parte di questo ambiente e scoprire dove potrebbe portarmi.

I social hanno avuto un ruolo importante nel tuo percorso. Come li vivi?

Vedo i social come un mezzo attraverso cui esprimere se stessi. La mia attività sui social l’ho sempre considerata innanzitutto una fonte di ispirazione per me stessa e, successivamente, anche per le persone che mi seguono. Non mi definirei un’influencer: cerco semplicemente di raccontare il mio mondo attraverso le immagini, dando forma e rendendo percepibili anche quelle sensazioni e quelle sfumature che non sempre sono facilmente comunicabili a parole.

E quali pensi siano gli aspetti positivi dei social?

Personalmente scelgo di concentrarmi soprattutto su quelli positivi. A mio parere, molti dei lati negativi che vengono associati a questo mondo sono spesso la conseguenza di un uso scorretto o inconsapevole dello strumento. Come ogni mezzo, anche i social dipendono molto da come scegliamo di utilizzarli.

Nel quotidiano ti definiresti una persona esibizionista?

No, non mi definirei propriamente così. Essere esibizionisti significa avere una tendenza marcata a mettersi in mostra e ad attirare l’attenzione degli altri. A me piace sicuramente prendermi cura di me stessa, sentirmi carina, cambiare e migliorare il mio aspetto, ma non lo faccio con l’obiettivo di mettermi in mostra o attirare l’attenzione.

Che cosa cerchi allora quando ti guardi allo specchio?

Innanzitutto, non mi piace cercare l’approvazione degli altri. L’approvazione che cerco e che continuerò sempre a cercare è quella personale. I progetti che scelgo di intraprendere e l’immagine di me che desidero trasmettere sono il risultato di scelte che faccio con l’obiettivo di sentirmi bene con me stessa, essere a mio agio e rimanere coerente con i miei valori e con la mia personalità.

Ti capita di confrontarti con le altre ragazze?

Non mi piace paragonarmi alle altre ragazze. Al contrario, una cosa che tendo a fare spesso è osservare e riconoscere negli altri quei particolari che possono ispirarmi. Credo che anche questo sia uno dei significati più belli della convivenza tra individui: poter osservare gli altri senza necessariamente mettersi in competizione, ma lasciandosi arricchire dalle loro peculiarità.

E guardando al futuro, dove ti piacerebbe arrivare?

Sinceramente sono un po’ scaramantica e non amo parlare troppo dei miei progetti futuri. Ad essere ancora più onesta, non ne ho nemmeno molti già definiti. Nella vita cerco di immergermi nel flusso, anche quando è caotico, e di provare ad arricchirlo di un senso.

Se però potessi scegliere una cosa da portare con te nei prossimi dieci anni, quale sarebbe?

Non posso rispondere esattamente a dove mi vedo tra dieci anni, perché non so quale strada prenderò. Però so bene come voglio sentirmi: felice, in armonia con me stessa e consapevole delle mie scelte.

Manuele Pereira

 

CONTATTI SOCIAL
@ketrinkw
CREDITS FOTOGRAFICI
@arcesigianantonio
@f1rst_portraiture_
@artigiano.della.luce

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati