Il comico palermitano tra teatro, web e il sogno di un palco con Fiorello
Da dodici anni vive di palchi, di risate, di quella quotidianità trasformata in spettacolo. Vittorio Barbera, comico, attore e autore palermitano, è uno dei volti più vivaci della nuova scena siciliana.
“Ogni esperienza è materiale per raccontare”
Vittorio non ha dubbi:
“La vita ogni giorno è un grande spettacolo che si mette in scena. Ogni esperienza, negativa o positiva, bella o brutta, ti porta a saper raccontare. Io vivo di questo: prendo la quotidianità, quello che mi capita, e la edulcoro con una grande risata. Che poi è la stessa che ogni giorno ci salva e ci permette di andare avanti”.
Un percorso fatto di scelte giuste e sbagliate, di passi indietro e di scuse chieste, ma sempre con l’obiettivo di dare voce a qualcosa in cui tutti possano riconoscersi. “Mettere in scena la realtà e il vissuto di ognuno di noi per poter parlare di sé e di tutti. Sbagliare, cadere e rialzarsi. Questo è spettacolo e vita vera”.
Tra centinaia di esibizioni, quasi giornaliere, ce n’è una che porta nel cuore più di tutte: “A volte ritornano”, la commedia scritta e diretta da lui stesso e andata in scena a novembre 2025.
“Racconto, seppur in maniera romanzata, tutto il mio vissuto. Sarà sempre la parte più vera di me. Lì ho messo tutto, artisticamente e umanamente. Mi ha dato tanto, ma ho deciso di non riportarla più in scena. Ora spazio a nuove avventure”.
Una passione nata da piccolissimo. “Ho sempre amato il mondo dello spettacolo e ho sempre sentito dentro di me una vocazione nel dover raccontare qualcosa. Far stare bene gli altri facendoli ridere, perché far ridere gli altri salva anche me”. Fondamentale l’incontro, 12 anni fa, con il maestro Mario Pupella e con i grandi dello spettacolo siciliano: “Il lavoro dell’artista è un continuo processo evolutivo dove non si smette mai di studiare”.
I suoi punti di riferimento? Una lista che è una storia della comicità italiana.
“A livello di showman è e sarà sempre Fiorello. A 5 anni dicevo di voler essere lui. Quando mi dicono che lo ricordo provo una sensazione strana: da un lato mi sento onorato, dall’altro sento una grande pressione addosso perché… lui è lui”.
E poi Carlo Verdone, Aldo Giovanni e Giacomo, i concittadini Ficarra e Picone, Totò, Sordi, Proietti. Senza dimenticare la musica, “parte integrante del mio modo di fare show”, e uno sguardo affettuoso alla sua città: “Vorrei spendere una parola per la nuova scena palermitana di cui faccio parte: siamo in tanti giovani artisti che ogni giorno fanno con passione quello che amano, spesso collaborando. È bello vedere che a Palermo ci sia così tanto fermento”.
E se gli chiedi con chi sogna di condividere il palco, la risposta è una sola: “Fiorello. Sempre e solo lui”.
Per Barbera, alla comicità di oggi manca una cosa: il coraggio.
“È come se non si potesse dire più niente perché tutti rischiano di offendersi. Io sono per il rispetto di tutto e tutti, ma la comicità è e sarà sempre dissacrante. Si può parlare di tutto, anche della morte, prendendola in giro, perché è proprio il contornare tutto da ironia e risata che lo rende possibile”.
È la stessa filosofia che porta avanti sul web con uno dei suoi personaggi più amati, IL MALESSERE PALERMITANO: “Prendere in giro e denunciare tante dinamiche che ci ritroviamo a vivere. La comicità è denuncia, è lo specchio di quello che siamo”.
Un piano B? Nemmeno contemplato.
“Avrei potuto avere l’opportunità di avere un piano b. Ma preferisco campare di pane e acqua e fare quello che amo, piuttosto che avere una sicurezza economica in più ma essere infelice”.
E il futuro è già pienissimo: il tour in Sicilia, la nuova commedia teatrale con la sua compagnia Panormos Officina Artistica, i contenuti web e una grande novità: è stato scelto per un film diretto da Pasquale Fabio Vella, con Giusy Lo Cascio e altri esponenti dello spettacolo siciliano.
“Fra 10 anni mi trovo a fare ancora quello che amo, ovviamente con la speranza di aver alzato ancora di più l’asticella. A me basta fare ciò che amo per sentirmi pienamente vivo”.
Nel suo percorso anche la televisione, dal locale al nazionale: le esperienze con Paolo Bonolis e soprattutto quella in Rai, nel programma Tribù di Raffaele Di Placido su Rai 3, puntata dedicata alla sua Palermo.
“Un’esperienza che ho condiviso col mio migliore amico, anche lui artista, musicista. Quando abbiamo finito ci siamo guardati e abbiamo detto: ‘I sogni di cui da bambini parlavamo, pian piano stan prendendo tutti forma’”.
E chiosa: “Io sono ancora quel bambino nel tempo che sogna”.
Testo e foto Irene Cinardi

