È un Amleto che prende Shakespeare, lo trasporta nella cultura pop degli ultimi decenni e lo restituisce al pubblico in una versione completamente nuova, dissacrante, ironica e sorprendentemente efficace.
È questa la vera forza di Amleto², lo spettacolo visto il 30 settembre 2026 al Teatro Bellini: partire da un’opera scritta da un autore vissuto centinaia di anni fa e dimostrare quanto possa ancora essere attuale quando viene contaminata, reinventata e persino “saccheggiata” dalla cultura contemporanea.
Quello proposto è uno Shakespeare in salsa pop, dove il teatro classico incontra il musical, la televisione, il cinema e soprattutto l’immaginario degli anni ’80, ’90 e 2000.
Le citazioni e i riferimenti alla cultura pop entrano continuamente nella narrazione, creando un cortocircuito volutamente straniante: l’Amleto che tutti conosciamo viene smontato, contaminato e ricostruito attraverso linguaggi molto più vicini alla sensibilità dello spettatore contemporaneo.
Ed è proprio questa contaminazione a rendere lo spettacolo dissacrante senza essere fine a sé stessa. La rilettura non vuole certamente prendere in giro Shakespeare, ma giocare con il suo universo, dimostrando come i suoi personaggi possano sopravvivere anche quando vengono catapultati in un immaginario completamente diverso da quello originale ed essere comunque trasportabili ai giorni nostri, 500 anni dopo la loro scrittura.
Particolarmente riuscito è il rapporto con la cultura degli anni ’80, ’90 e 2000, che diventa quasi un secondo linguaggio dello spettacolo. Il musical, le icone pop, la televisione e i riferimenti alla cultura di massa si fondono con la tragedia shakespeariana, creando una sorta di Amleto pop e surreale, capace di alternare momenti esilaranti ad altri più teatrali e intensi.
A rendere ancora più convincente questa operazione contribuisce una scenografia bellissima, curata nei dettagli e perfettamente coerente con l’estetica dello spettacolo, oltre a un cast di ottimi attori, capaci di sostenere una messa in scena caratterizzata da continui cambi di registro, tra comicità, parodia, musical e momenti più drammatici.
Il risultato è uno spettacolo che non pretende di essere fedele all’Amleto che abbiamo studiato sui libri, ma che sceglie consapevolmente di tradirlo per poterlo raccontare nuovamente.
Shakespeare viene quindi dissacrato, contaminato e modernizzato, ma senza perdere completamente la sua anima.
Amleto² è, in definitiva, un incontro riuscito tra teatro classico e cultura pop, dopo si abbatte continuamente la quarta parete con tanto coinvolgimento del pubblico , una rilettura coraggiosa e irriverente che dimostra come un’opera vecchia di secoli possa ancora parlare al pubblico contemporaneo proprio attraverso ciò che, apparentemente, le è più lontano.
Shakespeare in salsa pop, dunque. Dissacrante, colorato, ironico e pieno di citazioni. Un modo decisamente originale per riportare Amleto nel presente.
Marco Assante

