Luisa Miller ritorna a Trieste dopo 26 anni di assenza.

Data:

1784: a Francoforte va in scena il dramma “Kabale und Liebe” (Complotto e amore) del ventiquattrenne Friedrich Schiller, ricevendo un’entusiastica risposta da parte del pubblico. 1849: dopo sessantacinque anni, al Teatro San Carlo di Napoli, debutta con successo il melodramma tragico “Luisa Miller”,composto da Giuseppe Verdi sul libretto che Salvatore Cammarano aveva tratto dall’opera di Schiller. È un’opera che costituisce un momento di transizione importante nella vita artistica del compositore ed è una buona cosa l’averla riproposta dopo tanti anni, perché si tratta di un lavoro trascuratoforse senza ragione, vista anche la presenza di moltissimi momenti di grande musica , non limitata alla ben nota Ouverture. È un momento di svolta nella produzione di Verdi e l’assistervi permette di comprendere meglio quel che verrà creato successivamente: è qui infatti che l’artistainizia a lasciare da parte i drammi corali e i personaggi “mitici” per passare ad indagare l’animo della borghesia e le emozioni provate da giovani innamorati, schiacciati dalla malvagità e dall’arbitrio di chi vuole imporre il proprio modello di vita, basato in questo caso sul sopruso, sul delitto e sull’arte dell’inganno. Il testopensato per l’operamodifica di molto l’originario dramma teatrale, sia per potersi adattare alle esigenze musicali, sia per non incorrere nei tagli o nel blocco da parte della censura borbonica, ma lo spirito di Schiller resta ben presente integrandosi perfettamente con la volontà estetica e di analisi psicologica del Maestro di Busseto, abilmente mediata dall’esperto librettista. Modi opposti di vedere l’amore (incontro d’anime anche al di là della vita per Luisa e Rodolfo, o possesso umiliante del più debole per Wurm) ma anche il ruolo di padre (sostegno e rispetto delle scelte di cuore della figlia per Miller, o imposizione di una volontà sulla vita del figlio, con la pretesa che l’intrigo di potere abbia quasi valore di norma divina per Walter). L’allestimento del Teatro Regio di Parma in coproduzione con il Regio di Torino, che la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste porta in scena fino a sabato 12 marzo, presenta diversi elementi interessanti, a partire dalla regia di Denis Krief, che firma anche le scene, i costumi e il disegno luci: lo scontro fra i due mondi, quello degli umili su cui quello dei potenti si accanisce con violenza, complice l’arroganza dell’impunità, è reso con intelligenza dalla contrapposizione fra l’ambientazione della casa di Miller, in cui predominano le rette e i colori caldi dati dalle molteplici sfumature del legno e il castello di Walter, le cui pareti sono rese con un incrociarsi di linee oblique e dove i colori, netti, si limitano al bianco, al rosso e al nero. Lo stesso scontro cromatico si riflette anche nei costumi dei protagonisti e dei comprimari, riprendendo quelli degli ambienti cui rispettivamente appartengono e pure l’azione degli artisti in scena si svolge seguendo questa logica, non soltanto nelle situazioni evidenti, ma anche e soprattutto in quelle più ambigue.

Purtroppo nelle prime recite gli interpreti, nel complesso, non hanno saputo rendere al meglio e a causa di un’indisposizione, Gustavo Porta ha dovuto abbandonare improvvisamente il ruolo di Rodolfo subito dopo la prima, ma grazie alla sua pronta sostituzione con Luciano Ganci le successive rappresentazioni hanno saputo essere all’altezza della stagione di quest’anno.

Luisa Miller
Direttore Myron Michailidis
Melodramma tragico in tre atti di Salvatore Cammarano,
dal dramma Kabale und Liebe di Friedrich Schiller
Musica di Giuseppe Verdi
Regia, scene, costumi e luci Denis Krief

Paola Pini

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