Al Teatro Verdi di Trieste va in scena “Coppélia”, il balletto di Delibes con le coreografie di Roland Petit

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi – dal 22 al 27 aprile 2016

Coppélia o La ragazza dagli occhi di smalto” è l’unico balletto presente, in questa stagione, nel cartellone del Teatro Verdi di Trieste. Il soggetto è tratto dal racconto “DerSandmann” (L’uomo della sabbia) di E. T. A. Hoffmann, lo scrittore, compositore, pittore, giurista e critico musicale, esponente di punta del romanticismo tedesco che ispirò, tra i tanti grandi autori, Fedor Dostoevskij, AleksandrPuškin, NikolajGogol’, Edgar Allan Poe eHans Christian Andersen. Nel testo originale, di poco precedente al “Frankenstein” di Mary Shelley,il mito fantastico della creatura inanimata cui l’essere umano cerca di dar vita ha un tono orrorificoe il soprannaturale ha il tragico sopravvento sulla realtà del quotidiano.

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La coreografia che Roland Petit creò nel 1976 sulle belle e tanto popolari musiche di LéoDelibes, ammirato anche da  PëtrIl’ičČajkovskijsoprattutto per le sue opere liriche, viene proposta sotto la supervisione coreografica del suo allievo Luigi Bonino in questo allestimento della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma con il Corpo di Ballo della Fondazione Teatro San Carlo di Napoli (il Maĭtre de Ballet è Lienz Chang) e l’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste diretta da Alvise Casellati. Come spesso accade, nella trasposizione scenica si è persa la dimensione maggiormente inquietante sostituita da quell’elemento grottesco che in modo lieve permette di giungere ad un lieto fine dal gusto un po’ amaro. Forse è da qui che nacque l’idea di farne un balletto con le caratteristiche di una pantomima che conceda molta enfasi alla gestualità degli interpreti. in “Coppélia” tutto ciò è grandemente esaltato per tutto lo svolgimento della vicenda, arrivando all’apice nella danza che l’elegante mago Coppelius (interpretato da Massimo Sorrentino e Gianluca Nunziata) esegue con la bambola. Dagli oggetti presenti sul palcoscenico, ai giochi meccanici, fino ai movimenti che nel secondo atto si svolgono intorno al tavolo nel laboratorio di Coppelius, alle scene ed ai costumi di Ezio Frigerio, tutto è molto curato e anche il trucco delle ballerine si inserisce perfettamente nell’idea di fondo, ricordando le illustrazioni di certe raccolte tedesche di fiabestampate negli anni ’30 del Novecento. La più eseguita composizione di Delibes è qui resa con freschezza e allegria, da un corpo di ballo e da solisti giovani e convincenti: Swanilda (AnbetaToromani e Luisa Ieluzzi), Franz (Alessandro Macario e Alessandro Staiano), assieme al già citato Coppelius  interpretano i rispettivi ruoli con grazia e leggerezza, senza strappi, dando grande enfasi alla gestualità, ma senza esagerare; nel primo cast emerge un tono più drammatico che con il secondo cast si smorza in favore di una maggior ironia. Entrambe le versioni sono gradite dal pubblico che applaude molto spesso a scena aperta e l’orchestra sa ben accompagnare quel che avviene in scena, contribuendo in modo determinante alla riuscita dello spettacolo, che risulta così essere un gradevole intermezzo fra “La Cenerentola” di Rossini da poco conclusa e la “Boheme” di Puccini attesa a partire dal 13 maggio.

Paola Pini

COPPÉLIA
Balletto in due atti e tre scene su musica di LéoDelibes
Coreografia di Roland Petit
Direttore Alvise Casellati
Libretto di Charles Nuitter e Arthur Saint-Léon ispirato al racconto di E.T.A. Hoffman DerSandmann (L’uomo della sabbia)
Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi – dal 22 al 27 aprile 2016 “Coppélia o La ragazza dagli occhi di smalto” è l’unico balletto presente, in questa stagione, nel cartellone del Teatro Verdi di Trieste. Il soggetto è tratto dal racconto “DerSandmann” (L’uomo della sabbia) di E. T. A. Hoffmann, lo scrittore, compositore, pittore, giurista e critico musicale, esponente di punta del romanticismo tedesco che ispirò, tra i tanti grandi autori, Fedor Dostoevskij, AleksandrPuškin, NikolajGogol’, Edgar Allan Poe eHans Christian Andersen. Nel testo originale, di poco precedente al “Frankenstein” di Mary Shelley,il mito fantastico della creatura inanimata cui l’essere umano cerca…

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