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“AgGregazioni”. Monologo che non convince

Data:

Roma, Teatro Ambra Jovinelli (Via G. Pepe 43/47 – Metro A Vittorio Emanuele) dal 28 al 30 aprile 2016

Ivan Ivanovic Njuchin sul palco dell’Ambra Jovinelli? Il personaggio cechoviano, protagonista de “I danni del tabacco”, col corpo e la voce di Claudio Gregori, in arte Greg, apre lo spettacolo AgGregazioni, in scena per soli tre giorni dal 28 al 30 aprile. Già questo è sufficiente a spiazzare lo spettatore, che si aspetta una carrellata di personaggi più vicini all’umorismo “greghiano”. Subito dopo, in effetti, inizia il racconto, in stile noir anni 40, in cui Greg può giocare con le voci dei tanti personaggi interpretati, uniti dal filo rosso delle indagini del detective Mallory sulla scomparsa di Polpetta, un povero bullo di quartiere che è rimasto sconvolto da qualcosa di insolito: il sorgere di un’idea! Tra locali fumosi, ambientazioni in chiaroscuro e le belle musiche suonate dal vivo dall’orchestra in scena, si incontrano diversi personaggi, tra il surreale ed il grottesco, tutti permeati dal riconoscibile stile dell’attore.

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Spettacolo che nasce dall’omonimo libro di Greg, in forma di monologo, e questo non giova alla performance, purtroppo. I personaggi, divertenti nella loro concezione, non bastano a fornire il giusto sprint alla serata, che rimane in attesa di un decollo che non avviene mai. Il ritmo, privato dei tempi comici chirurgici a cui ci ha abituato quando è in compagnia di Lillo, non rende merito all’umorismo di Greg, che rimane schiacciato da quella che è la prova più ardua per un attore, il monologo appunto. Canta, declama poesie-freddure, dà voce a più personaggi, fa sorridere, inseguendo quel teppistello di borgata fulminato da un barlume di pensiero, giungendo al finale amaro e noir, ma non convince in una lunghissima (aimè) ora e quaranta minuti di lentezza.

Paolo Leone

LSD Edizioni presenta: Claudio Gregori in AgGregazioni, scritto e diretto da Claudio “Greg” Gregori. Scene di Andrea Simonetti. Con la Swing Band diretta dal Maestro Attilio Di Giovanni al pianoforte.
Si ringrazia l’ufficio stampa del teatro nelle persone di Maya Amenduni e Benedetta Cappon

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