Alissia Ferraris, la fotomodella che adesso è…

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Se pensate che cinque lingue parlate e due lauree non siano sufficienti per trasformare in una modella in una imprenditrice di successo, allora la storia di Alissiia Ferraris fa davvero al caso vostro. Una storia che racconta di una ragazza bellissima, nata nella lontana città ucraina di Nikolaev, cresciuta a suon di collegio e passerella, divenuta in Italia amministratrice di un’agenzia che lavora nel campo dello spettacolo. “Per una donna qui in Italia è ancora più difficile seguire questo percorso, perché troppe volte si viene sottovalutate” racconta Alissiia Ferraris, 175 centimetri di bellezza, 28 anni portati con l’eleganza di una 18enne. “Gli uomini guardano il mio corpo, ma la parte più bella di me è il cervello”.

Come darti torto: cinque lingue parlate, due lauree in tasca…

In Ucraina ho studiato ingegneria navale, parlo correntemente italiano, inglese, russo, ucraino e tedesco. Ma per la mia crescita professionale è stata essenziale la laurea in Economia e Management. Ed ora eccomi qua, a parlare da imprenditrice…

Dopo aver iniziato come fotomodella…

In Ucraina ho seguito la scuola di moda, ma chi pensa che fosse facile… si sbaglia di grosso! C’erano 14 materie da studiare, si imparava la fotografia, il make up, l’etica del comportamento. Anni duri che mi hanno fatto crescere.

E ti hanno avvicinato al mondo della moda…

In Ucraina ho sfilato, ho fatto fotografie per varie aziende, sono stata testimonial video e fotografica per alcune campagne pubblicitarie. Ho anche partecipato a concorsi di bellezza, purtroppo valeva la logica del compromesso e quindi… mi sono fermata!

Alberto_T._Corriere_Dello_SpettacoloEd ecco che il tartufo ti ha portata in Italia…

Sì, precisamente in Piemonte, ad Alba. Sono arrivata per lavorare in fiera, per sfruttare la conoscenza delle lingue. Ho scoperto una terra meravigliosa, lavorando come interprete mi sono innamorata dell’Italia a tal punto da decidere di trasferirmi. Era il 2010, dal Piemonte mi sposto a Padova per presentare in russo e in inglese una sfilata di capi in pelle. Ancora una volta, la conoscenza delle lingue ha fatto la differenza. L’ho detto e lo ripeto: se si vuol far strada, bisogna puntare sul cervello.

Pian piano, sei passata nel “back stage” degli eventi…

Sì, ho capito che quella era la mia vocazione. E, cammin facendo, ho capito che avrei voluto qualcosa di mio. Un’attività, un’agenzia. Quasi per caso ho conosciuto Roby Sesana e insieme a lui sono entrata a far parte della “Music & Business” che prestissimo avrà sede a Milano. Un’agenzia di cui sono amministratrice che vive nel campo dello spettacolo.

Il cerchio si chiude: da fotomodella a amministratrice.

Mi piace questo ruolo, l’ho voluto e adesso che lo ricopro sento la responsabilità e la fatica. Ma la mia attività è ciò che mi gratifica davvero. Svolgiamo management per artisti, promuoviamo audio e video brand, vendiamo spazi pubblicitari per magazine e forniamo servizi tecnici professionali per serate. Naturalmente, trattiamo con personaggi della tv, del Gran Fratello, dei reality e dei programmi più in voga del momento…

Per te questo non è un punto d’arrivo.

No, è un traguardo che mi spinge ad andare oltre. Sono un’imprenditrice giovane che vuole crescere insieme alla sua agenzia. Voglio pensare in grande ma è giusto così. Certo, per una 28enne in Italia nulla è facile, tanto più che se sei donna sei sottoposta ad un pregiudizio o vieni vista solo come quella con cui ci si può bere un caffè per perdere tempo. Troppo spesso siamo sottovalutate noi donne, in realtà siamo più furbe dei colleghi uomini…

Tu lavori anche con modelle e fotomodelle: cosa deve avere una ragazza per poter far strada in questo mondo?

L’aspetto fisico conta eccome, altezza e misure sono essenziali per poter essere prese in considerazione. Tante esperienze poi le si fanno sul campo, imparando a destreggiarsi per evitare truffe o fregature. Quello che dico è che i compromessi vanno sempre evitati…

Corriere_dello_SpettacoloTra dieci anni dove ti vedi?

Vorrei portare la mia agenzia all’estero, pur continuando a lavorare con l’Italia. Magari proprio in Ucraina, dove il fascino italiano grazie alla musica e al cibo è in continuo crescendo.

Cos’hanno di diverso le ragazze italiane da quelle ucraine?

Forse siamo noi ucraine ad essere veramente divise fra quelle che vogliono coltivare i loro sogni con fatica e quelle che invece vogliono tutto e subito. Purtroppo a noi ragazze ucraine manca il riconoscimento in Italia dei diplomi ottenuti nel nostro Paese, questo è davvero un peccato.

Un ostacolo per chi ambisce ad un ruolo di imprenditrice.

Senza dubbio, perché all’inizio bisogna superare lo scoglio della lingua e quello delle leggi. Ma alla lunga chi vuole… la vince!

C’è qualcuno a cui devi dire grazie?

Ai miei genitori che mi hanno cresciuta forte e decisa e… a me stessa, perché nessuno mi ha mai aiutato nella vita. Sono a capo di un’Agenzia che lavora in tutta Italia, sono orgogliosa di me stessa e presto promuoveremo un musical su Papa Francesco. Insomma, non male…

Alberto T.

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