Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Lucia Benedetta Taiana. Da Madonna, verso il raggiungimento di un sogno…

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Sarà che parla cinque lingue, sarà che ha una mentalità americana che la rende pratica e concreta a prima vista. Sarà anche che è bella, fresca e con una voce solare che vien voglia di stare ad ascoltarla per ore ed ore. Ecco perché Lucia Benedetta Taiana a 25 anni dopo aver lavorato in radio, al cinema ed in tv, essere stata fianco a fianco con Madonna ed essere entrata nelle case di milioni di Italiani nei panni di Diana dei Cesaroni, ora continua a sognare in grande. Giura di non montarsi la testa, promette di non essere come qualche sua collega che cammina tre metri sopra terra “perché io quel gene proprio non ce l’ho”, ma è pur vero che la carriera propende tutta verso di lei. Anche perché la voglia di studiare non le manca: in tasca ha un diploma, ha frequentato dizione e recitazione cinematografica con Barbara Enrichi, ha seguito un Workshop di teatro-danza-canto con Lara Franceschetti ed ha frequentato un Intensive course of Acting teather con “Holliwood Acting coach” Michael Rodgers. Insomma, non proprio un curriculum che tutte possono permettersi…

E pensare che da bambina volevi fare la… cantante.

Esattamente! Ma sono anche sempre stata una ragazza a cui piaceva viaggiare, d’altronde con una nonna russa e una inglese non potrebbe essere altrimenti. Ho la fortuna di parlare 5 lingue, di aver coltivato da sempre la passione per l’arte e per il bello.

lucia_benedetta_traianaEd ecco che ne è uscita una conduttrice a tutto tondo.

Nella vita ho fatto tante cose, ma ho iniziato in radio a 14 anni su Radio Reporter conducendo una trasmissione di musica e gossip. Divertimento pazzesco, ma bisognava far coincidere gli impegni con la scuola. E allora ho aspettato i 18 anni…

E a quel punto…

Mi sono buttata! Ho seguito un corso di recitazione, le persone hanno iniziato a notarmi, ho fatto i primi casting, fino a guadagnarmi qualche vetrina importante nel campo della conduzione. Da allora di acqua ne è passata, ma io sono ancora Work in progress.

C’è un qualcosa nel tuo bagaglio che non è da tutte: hai lavorato con Madonna…

Sì, nel videoclip “Celebration” girato nel 2009 a Barcellona per la regia di Ackerlund. Esperienza fantastica. Ma sono stata anche nei videoclip dei Finley, band At Work, e di Mondo Marcio, Tutto a posto.

La musica è la tua seconda casa…

Mi piace, non c’è che dire! Ho lavorato per due anni a TeamWorld.Tv lavorando in diretta con news e interviste musicali, sono stata una delle prime youtuber veejay. Il mondo della musica, insieme a quello del cinema, lo sento davvero mio.

Parliamo di grande e piccolo schermo…

Ho lavorato in ambiti che mai mi sarei sognata di varcare, anche se il mio sogno resta l’America! Ma… anche in Italia è stato tutto stupendo ed è organizzato nel dettaglio.

corriere_dello_spettacoloE gli italiani si ricordano di te…

Dite? Diciamo che sono stata Diana nell’edizione 2011 de “I Cesaroni”, ho fatto parte del cast di “Terapia d’urgenza”, “Le donne della mia vita” e nel 2014 ho preso parte agli sketch comici “Uno di troppo” con Angelo e Katia.

A questo si sommano una ventina di spot che ti hanno vista protagonista.

Detto così fa quasi impressione… ma è la verità. Qualche nome? Levissima, Vodafone, Crodino, Birra Moretti, Poste Click Italia, Giovanni Rana, salumi Principe, Cameo Ciobar, Banca Unicredit, Deutche Bank…

Eppure il tuo sogno resta…

Per scaramanzia non dico mai nulla, quindi top secret su questa domanda! Però mi sbilancio e dico: mi piacerebbe vivere a Los Angeles, restare la ragazza semplice che sono e coltivare la passione per la musica.

Un mix possibile?

Ho dalla mia il vantaggio che corro sempre, non mi fermo davvero mai. Sono open mind, pratica e solare, con la voglia di andare d’accordo con tutti.

Ci sono personaggi a cui ti ispiri?

Dico i Queen, Madonna e Rihanna per la loro capacità di innovarsi e sperimentare. E, in campo cinematografico, Brigitte Bardot. Anche loro, come me, non sanno stare fermi. Chissà che questo non mi porti fortuna…

Alberto T.

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