Il Padre. Alzheimer e dolore

Data:

Al Teatro ambra Jovinelli di Roma. Fino al 19 novembre 2017

Una delle malattie più diffuse,progressive e distruttive dell’essere umano degli inizi del XXI secolo è quella che, dal suo scopritore, porta il nome di Alzheimer, indicando il processo di disfacimento del sistema neurologico e l’annullamento delle facoltà anamnetiche dell’individuo che si riduce quasi ad un vegetale bisognoso di continue cure ed assistenza, paragonabile alle terminali della sla, cancro e Parkinson. Proprio per richiamare su tale patologia l’attenzione generale ed indurre tutti alla riflessione sulle responsabilità che ne derivano ai congiunti dei pazienti, il giovane autore francese Florian Zeller ha scritto la commedia il padre con felpata ironia e velata commozione finale.Umorismo disincantato che hanno portato un grande trionfo in Francia fin dal suo debutto avvenuto nel 2012 all’Hebertrot theatre di Parigi. Nel 2014 vinse il premio come miglior spettacolo dell’anno e poi la pièce, fu rappresentata con la stessa identica accoglienza in Inghilterra e negli USA per il problema umano affrontato ed ora il regista Piero Maccarinelli ce la propone nel Teatro Jovinelli con due attori straordinari come il settantenne Alessandro Haber e la smagliante Lucrezia Lante della Rovere dalla folta capigliatura rossa. Nella commedia interpreta la parte della bella Anna, che dopo la morte della sorella Elisabetta in un tragico incidente stradale tenuto all’oscuro del vecchio, deve badare da sola al padre Andrea ingegnere che da qualche tempo sta perdendo la memoria e la cognizione della sua identità, come avviene dalla metà dell’esistenza in avanti quando i petali cominciano a sfiorire,secondo la suggestiva espressione metaforica di Marina.Dunque su consiglio del medico, un impeccabile e compassato David Sebasti, gli affianca prima la vispa, puntigliosa e precisa ragazza come badante e somministratrice puntuale di medicine, che lui nella sua regressione allo stadio infantile inizia a circuire con fare scherzoso ed ingenuo, tanto da non risultare sgradito pure con un delizioso tip-tap,confondendo la realtà della sua professione con il sogno utopistico d’essere stato ballerino. Si dimentica il vissuto e ciò che ci ricorda, i dati dei nostri cari,per cui egli crede che lei sia ancora sposata, mentre da 5 anni è divorziata e vive con il nuovo compagno Piero che desidera essere più realistico ed oggettivo, essendo distaccato sul piano sentimentale, nonostante l’accolga per amore di Anna in casa e sia accusato d’avergli rubato l’orologio, che invece aveva dimenticato nel bagno.Tutto questo  provoca il sorriso e l’ilarità tra il pubblico, un gradevole divertimento secondo la massima goldoniana” dell’utile dulci”,temendo lui che vogliono vendere il suo appartamento con economico interesse; si sa che l’oblio può essere solo parziale per i più vicini ai malati neurologici ed il passato non è totale. Da qualche caso conosciuto abbiamo potuto verificare la veridicità di ciò.L’autore dimostra sensibilità ed arguzia nello sviscerare la tematica,che condurrà ineluttabilmente Andrea nella casa di cura per anziani allorchè la figlia e Piero si trasferiranno a Londra per lavoro e lo visiteranno di rado.Egli ritroverà però, l’affetto dell’infermiera che prima andava a medicarlo a casa ed un sentimento di rinata complicità addolcirà, forse la sua afflitta ed amara senescenza. Lo spettacolo proseguirà fino al 19/11.

Susanna Donatelli  

 

Presentato da Goldenart Production
Con Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere
e con David Sebasti
altri interpreti Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris
Regia Piero Maccarinelli
Scritto da Florian Zeller
Musiche Antonio Di Pofi
Costumi Alessandro Lai
Scene Gianluca Amodio
Luci Umile Vainieri

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