Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Con Cuisine et confessions ritorna al Rossetti la compagnia canadese Le 7 Doigts de la Main

Data:

Al Rossetti di Trieste, Politeama del Friuli Venezia Giulia. Dal 5 al 9 gennaio 2017

Quando si sta bene a tavola si esce dallo scorrere della quotidianità e si entra in una dimensione senza tempo. Se poi si è ospiti di qualcuno, spesso non si sa quel che si gusterà e così si attende quel che verrà offerto con  particolare attenzione. Lo stesso accade quando si assiste a Cuisine et confessions, creato e messo in scena dalla compagnia di teatro-circo canadese Les 7 Doigts de la Main costituita da artisti di diverse provenienze e che da quattordici anni si esibisce con numerosi spettacoli in molte parti del mondo. Si inizia subito con delle suggestioni sensoriali che sollecitano l’olfatto, per niente usuali quando si entra in sala: i profumi tipici di una cucina coinvolgono immediatamente e incuriosiscono.

A tavola ci si racconta e in cucina ci si può esibire; questa è la cornice, il canovaccio entro il quale questo spettacolo circense, che si svolge a teatro, ripartisce in modo armonioso i numeri che altrimenti si ridurrebbero ad una semplice esibizione dotata certamente di attrattiva, ma in qualche modo limitata. Una cucina attrezzata è l’ambientazione scelta, il luogo principe della socializzazione e dell’incontro, dell’affettività che si scopre attraverso ricordi personali evocati da un piatto e che si ha voglia di condividere con gli altri, siano essi sconosciuti o amici intimi. Lega il nostro presente a volte privo di punti di riferimento con le radici dimenticate, con ciò che siamo e con i luoghi da cui proveniamo, mentali o geografici che siano.

paola_pini_corriere_dello_spettacoloLa poesia intrinseca nel mondo delle acrobazie e dei clown si potenzia così ulteriormente e risponde ad un pubblico che, curioso, ha delle aspettative molto diverse rispetto a quando si siede sotto un tradizionale tendone.

Gli artisti in scena fanno di tutto e con movimenti fluidi e ritmo, elegante ma sostenuto, trasformano tutto in danza. In particolare, Melvin Diggs è specialista nei salti acrobatici, Anna Kichtchenko e Anna Kachalova e Camille Legris nelle poetiche acrobazie aeree;  spesso sono accompagnate e sostenute nelle diverse esibizioni da Mishan Ferrero, amante anche del bortsch, la tipica zuppa dell’Europa centro-orientale; Matias Plaul, ironico e carismatico, figlio di Osvaldo, di cui narra la tragica sorte che lo vide quarant’anni fa desaparecido in Argentina e che lega il racconto ad un impressionante numero con la pertica in cui appare quasi sospeso nel vuoto; Pablo Pramparo è invece innamorato di una spettatrice, le fa una pubblica dichiarazione d’amore e la invita sul palco per servirle un’omelette, dopo aver coinvolto gli altri artisti in un intrigante numero di giocoleria, in cui le fruste da cucina diventano clavette; infine, la giocosa e chiacchierona Nella Niva dà inizio, seguita poi dagli altri, ad una suggestiva danza d’avanguardia sulle note del Bolero di Ravel arrangiate e in forma di canto. La presenza costante di tutti in scena, a volte coinvolti insieme in un’unica esibizione, a volte invece da soli o a coppie, impedisce di cogliere quel che avviene ovunque e così non ci si accorge se qualcuno sta accendendo il fuoco sotto la pentola e ci si perde a volte anche l’apparizione o la sparizione di presenze ingombranti, come un banco da lavoro o dei divani a tre posti che sembrano essersi spostati da soli. I tempi appaiono legati soltanto allo svolgimento delle esibizioni, ma poi, alla fine, grazie ad un efficacissimo trucco cui l’intero pubblico è invitato a partecipare, si scopre che tutto è stato calcolato con precisione svizzera.

Perché piace? Perché le persone che vi hanno assistito fanno fatica ad andarsene, vedendo che gli artisti ancora sul palcoscenico lasciano che i bambini provino a ripetere quello che hanno visto poco prima? Come mai, diversamente da altre volte tanti sono così restii a tornare nel “mondo reale”? Il pubblico è stato coinvolto non soltanto per assaggiare, ma anche per contribuire alla realizzazione delle pietanze, offerte a tutti alla conclusione. Tutto questo crea un ambiente familiare: se si mangia assieme a qualcuno con cui ci si è divertiti, si indugia ad andar via.

La cucina, dice Matias Plaul, è un atto d’amore in cui si brinda alla vita; sa nutrire corpo e anima. Come ogni spettacolo che si rispetti, con qualche sollecitazione in più.

Paola Pini

Trieste, Il Rossetti, Politeama del Friuli Venezia Giulia
Dal 5 al 9 gennaio 2017
 
Cuisine et confessions
 
Con:
Melvin Diggs, Mishan Ferrero, Anna Kachalova, Anna Kichtchenko, Camille Legris, Nella Niva, Matias Plaul, Pablo Pramparo.
Creazione e regia di Shana Carrol e Sébastien Soldevila
Assistente artistico e direttore di palco: Sabrina Gilbert
Direzione musicale: Sébastien Soldevila
Sound engineer: Colin Gagné
Disegno luci: Éric Champoux
Scenografia: Ana Cappelluto
Props: Cloé Alain- Gendreau
Costumi: Anne Séguin Poirier
Apparato acrobatico: Yannick Labonté
Acrobatic design: Jerôme Lebaut
Acrobatic coaching: Francisco Cruz
Assistente alla scenografia: Clara Maria Gonzalez
Consulente per la cucina: Mat & Alex Winnicki – Satai Brothers
Manager di produzione: Luc Paradis
Direttore tecnico: Yves Touchette
Musiche originali e arrangiamenti: Nans Bortuzzo, Raphaël Cruz, Colin Gagné, Spike Willner, Dj Pocket
Ispirato al libro “Young and Hungry” di Suzanne Taylor
Foto: ©Alexander Galliez
Coproduzione: CNCDC CHÂTEAU VALLON (Ollioules, France), ESPACE JEAN LEGENDRE Theatre de la Compiègne (France), GRAND THÉÂTRE DE PROVENCE (Aix-en-Provence, France), THOU (Montréal, Canada), Tom Lightburn producer (Vancouver, Canada)
Tour italiano a cura di mdspettacoli
 
 

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