Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Amicizia complice e esplosione di crude gelosie e punizione dell’ipocrisia nella brillante commedia francese “LA STRATEGIA DEL PAGURO”

Data:

Al Teatro Olimpico di Roma dal 18 al 22 gennaio 2017

Come mai da qualche tempo a questa parte le compagnie teatrali Italiane ed alcuni dei maggiori attori nostrani rivolgono la loro attenzione agli scrittori Francesi come E. Assous e C. Michel, J. Balasco e I. Michell, per l’allestimento dei loro spettacoli? La risposta per chi come noi operatori culturali e pratica esperta del settore è facile; si tratta di commedie fresche, vivaci e brillanti che funzionano alla perfezione come orologi di precisione riprendendo dal genere della “pochade” e dei “vaudeville”avendo il merito di affrontare con ironico sarcasmo problemi di viva attualità. Questo è il caso delle tematiche relazionali e di coppia in particolare, che furono portate al successo un paio d’anni fa’ dalla briosa piéce dai dialoghi serrati “la patè de la maison” con S. Ferilli, M. Micheli e P. Quartullo che avendo compreso che la formula è giusta; la recupera con questo lavoro di C.Michel che porta per una settimana all’olimpico come protagonista e regista insieme ad Andrea Farina e Grazia Schiavo che l’ha presentata ad “applausi” di G. Marzullo, panoramica trasmissione informativa sulle scene del “bel paese”. L’argomento è d’estrema attualità visti i numerosi femminicidi di quest’ultimo periodo e l’autore propone un’alternativa prendendo spunto dai documentari scientifici che Brinna una moglie avvizzita e pantofolaia di Mattia,segue in tv mentre svolge le incombenze casalinghe che le hanno tolto lo smalto di un tempo. Mattia che Farina impersona con profonda immedesimazione psicologica nei diversi stati d’animo delle contingenze situazionali,non prova logicamente più niente per lei e traendo ispirazione da un’osservazione di lei vorrebbe sbarazzarsene con la complicità del compagno d’infanzia Sergio, detto “Piombo” per non provare più emozioni dopo essere stato lasciato dalla consorte. Egli da capellone coatto con i calzoni rotti e rattoppati, come una certa moda indecorosa dell’oggi,si installa in casa dei coniugi con una serie grottesca e surreale d’invenzioni bugiarde e sleali suggerite da un astuto padrone di casa, in realtà ospite di Brinna cui l’intrigante Sergio è psichicamente suddito.Mattia gli cede la sua camera da letto e gli fa tenere atteggiamenti ribelli ad un gratuito lutto, che trovano la giustificazione di Brinna tesa a riacquistare classe  e “charme” e squisita dolcezza sensibile con un transfert psicologico. A questo punto i due soggetti maschili sono bravi ad  assumere sentimenti differenti e modi di comportarsi diametralmente opposti al progetto iniziale,per cui la trama si rivolgerà come un “boomerang” contro Mattia, che Farina descrive in piena crisi d’identità ed isteria nervosa, mentre Sergio che diventa borghese con un Quartullo adesso pienamente riconoscibile, s’insedia da signore in  quella casa dove non doveva restare più d’una settimana come esprime il titolo transalpino della commedia.Secondo un noto proverbio italiano si potrebbe dire “chi la fa l’aspetti”. Ciò è valido sia per Mattia che per Sergio che da alleati diverranno rivali e poi di nuovo per forza amici quando Brinna scoprirà i loro subdoli inganni e smonterà la strategia del paguro. Ma qual è? Ottima la performance triangolare da vivace teatro da camera che si potrà ammirare fino a domenica 22 gennaio.

Susanna Donatelli

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