Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Giovanna Chinaglia, un’artista in stile british

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Quando si descrive chi è artisticamente Giovanna Chinaglia, artisticamente la Contessina, non si può mai dimenticare quello che lei fa nella vita di tutti i giorni. A più di 40 anni portati magnificamente, è una docente di lingua inglese, business e marketing, abituata a formare rigorosamente in “English” i manager delle multinazionali e di grandi realtà aziendali presenti in territorio veneto. Insomma, è una donna dal pugno duro e dalla parola ferma, che riesce a descriversi con quell’umiltà che quasi non ti aspetti. Ed è altrettanto normale che Giovanna parli di sé sorseggiando del thè, raccontando della sua recente esperienza come testimonial Stargazer MakeUp London o delle collaborazioni con L’Oreal, tante esperienze che l’hanno resa una fotomodella fra le più ricercate del momento. Lei, che per i canoni della moda rientra nella categoria delle “curvy”, ha la capacità di ironizzare anche su questo: “Semplicemente, io sono sana”(healthy is better than skinny) . Anche perché, col fisico che si ritrova, c’è poco da scherzare. Un misto di eleganza e sensualità, di passione e di timidezza. Qualche contraddizione che la rende affascinante, ricercata e “sogno” di tanti fotografi che la ritraggono in bianco e nero.

Insomma, una fotomodella atipica.

Partiamo dalle origini, forse può aiutare! Non ho vere e proprie radici, i miei genitori sono italiani ma sono cresciuta in posti diversi, ho studiato in Inghilterra, ho vissuto in Messico ed ora vivo a Treviso. La mia famiglia e’ sparsa in tre continenti: Europa, Canada e Australia. Questo fortunatamente mi ha permesso di vivere e respirare da cosmopolita.

Insomma, cittadina del mondo.

Cosa volevo fare da grande? Da bambina, in base ai cartoni animati che guardavo, sognavo di diventare una pallavolista, un pompiere, un ‘astronauta, l’infermiera (e avevo paura del sangue!) . Oggi sono felice di quello che faccio, sono fortunata poiché mi occupo di ciò per cui ho studiato.

Questo nel quotidiano. E poi c’è la fotografia.

È vero, ma i due mondi si intersecano. Se di fatto penso di essere una donna con cui è piacevole bere un caffè e fare una chiacchierata nella sua semplicità, ammetto di avere un carattere ed una personalità complessa da gestire. Sono molto elitaria, schiva a determinati atteggiamenti, restia a specifici contesti. Poi, curo molto la mia immagine senza scadere nel volgare, mi prendo cura del mio io e questo richiede molto equilibrio. Reputo che tutti questi elementi siano fondamentali anche nel campo della fotografia, come modella intendo.

Dove tu “sguazzi” da quando avevi 16 anni…

Ho cominciato posando per gli hair stylists di L’Oreal e Vidal Sasson,un approccio strano forse..  per superare i miei complessi più che altro. Era un gioco, nulla più … E forse lo è ancora oggi, che di anni ne sono passati trenta…Era il periodo delle grandi modelle Renee Simonsen, Yasmin Pavaneh, Linda Evangelista, Yashmin Ghauri..lo star system che implacabile lasciava il segno sulle passerelle ed io bambina sognavo ad occhi aperti..Un gioco…

Quel gioco è diventato… altro.

Sia chiaro: questo è un sogno che da solo potrebbe bastare per riempire una vita intera. Ho sempre voluto rimanesse un secondo lavoro, ma ho anche voluto affrontarlo con professionalità e serietà, altro fattore che fa la differenza. Semplicemente, mi sono resa conto che la fotografia faceva parte di me e tuttora e’ parte integrante della mia vita, non vivrei senza.

E che grazie alla fotografia…

Sono cambiata in positivo, senza dubbio. La fotografia mi ha fatto vincere l’eterno non piacersi di sé, mi ha permesso di superare la timidezza, la paura, il rapporto col cibo. Mi ha dato tante vittorie. Insieme, io e la fotografia, abbiamo raggiunto straordinari traguardi essendo un ‘ottima compagna di vita.

Alcuni personali, altri pubblici.

È così: sono stata scelta due anni fa come testimonial di Stargazer MakeUp London, ho firmato con la mia immagine il loro catalogo, e sono una L’Oreal Girl. Resto convinta di una verità: solo ad una certa età si acquisisce la consapevolezza di esprimere davvero tutta se stessa, tutto il proprio corpo e tutta la propria sensualità.

Di Giovanna Chinaglia si ha traccia anche al Festival del Cinema di Venezia 2016.

Insieme all’amica e fotografa Cecilia Pennisi (Studio Fotografico Pennisi Photo Artist, Venezia , la stessa fotografa che ha scattato il mio calendario bouduoir 2017) ho realizzato un set speciale per quella straordinaria occasione, poi mi ha fatto molto piacere  essere stata invitata a partecipare come modella al ModelSharing più grande d’Italia il Romantic Photo Day organizzato nell’estate 2016 da Alberto Photo Still presso la magnifica cornice del Castello di Valbona, con la partecipazione di quasi cento persone tra fotografi, indossatrici e video makeri. Ora insieme  alla nota fotoreporter bolognese Maria Grazia De Siena, sto realizzando alcuni scatti che parlano della condizione della donna nei confronti di una società che impone la bellezza come canone pricipale. Seguirà una mostra..E poi in cantiere ci sono altre pubblicità…

Il lavoro non ti manca…

Fortunatamente no ed io continuo nel piacere di farmi fotografare per mezzo di una straordinaria forma d’arte quale è la fotografia: io mi sento sempre molto onorata nel poter contribuire con la mia figura a questa forma espressiva di bellezza.

Sei anche una fotomodella di nude-art.

Sì, nel senso stretto ed elitario del genere. Lo scatto nude per me rappresenta un momento d’amore di una vita precedente, è un modo per continuare ad amare il mio corpo in una colonna sonora che mi accompagna nel tempo.

Tanta sensualità abbinata a tanta… eleganza.

Mi piace innanzitutto sentirmi donna, elegante, spesso vestita in tailleur, tacco alto, una camicia selezionata. Amo gli accessori e tutto ciò che non sia appariscente. Sono una donna pratica, concreta, che ama l’arte , capace di prendere un aereo per vedere una mostra, amo la moda, lo stile, il gusto. Non sono appariscente ma spero di lasciare un mio ricordo a cui non voglio dare un nome.

La gente sa che fai foto?

Qualcuno sì, qualcun altro no. È una mia scelta, voglio sperare che si interfaccino con me non per le mie curve, ma per il mio cervello. Vivo bene il mio essere una bella donna, ma vorrei trasmettere personalità non immagine.

Che messaggio vuoi lanciare con le tue foto?

Vorrei che rivelassero tante interpretazioni oltre a quella di partenza del photo artist, che in ciascuna di esse si veda la mia poliedricità e che comunque mantenesse sempre un minimo comune denominatore: la dinamicità della mia passione. E vorrei che ciascuno veda con quanto amore io lavori davanti all’obiettivo, riuscendo successivamente ad interpretare un messaggio con la propria mente e la propria creatività . Quando sentirò di non trasmettere più nulla stando davanti all’obiettivo, e mi accorgerò quindi che le foto saranno tutte uguali beh, allora sarà il momento  di cogliere l’attimo per stare dietro l’obiettivo imparando a fotografare.

Luca Fina

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