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“Nudi e crudi”: la faccia nascosta della luna

Data:

Teatro Signorelli, Cortona. Giovedì 2 marzo 2017

Di ritorno da teatro, dove hanno assistito una rappresentazione di Così fan tutte dell’amato Mozart, i ricchi coniugi Ransome (Paolo Calabresi e Maria Amelia Monti) trovano a casa una brutta sorpresa: il loro appartamento è stato svaligiato, anzi, per meglio dire, è stato letteralmente svuotato di tutto, arredamenti compresi. Chi può aver fatto una cosa simile? La polizia brancola nel buio… Privati di tutti i loro oggetti e di uno stile di vita consolidato dagli anni, i due (soprattutto lei) riscoprono l’essenzialità e la semplicità della vita, oltre al fascino del proibito. Il ritrovamento del maltolto in un casolare di campagna sembra portare la “restaurazione” in casa Ransome, e quindi un ritorno alla vecchia quotidianità. Sembra…

Il messaggio di Nudi e crudi, romanzo di Alan Bennett tradotto e adattato per il pubblico italiano da Edoardo Erba (autore di opere teatrali quali Muratori e Locandiera B&B) è forte e chiaro: ogni essere umano ha un lato dionisiaco –per citare le parole della regista Serena Sinigaglia- fatto di passioni e desideri proibiti, un “rovescio della medaglia” spesso represso e nascosto, vittima delle pressioni e dei condizionamenti della società, cioè di fattori che limitano, mortificano e soffocano la libertà e la legittima aspirazione all’autodeterminazione che caratterizzano ciascun individuo. Questo vale anche per i benpensanti come i coniugi Ransome, la cui maschera di perbenismo cade di fronte all’imprevisto che sconvolge la loro routine borghese e li costringe a fare a meno di tutti quegli oggetti che alimentavano il loro status; inevitabilmente, la nuova situazione da “nudi e crudi” li porterà, loro malgrado, a esplorare l’altro lato della luna, con conseguenze imprevedibili. Più esplicita e gioiosa la “conversione” della moglie, che fa tesoro di quest’inattesa esperienza per uscire dalla campana di vetro o, se preferite, dalla gabbia dorata della sua vita asettica e incontrare così il “mondo”, rappresentato nel suo caso dall’indiano che gestisce il market all’angolo; il marito, invece, continua a recitare la parte del professionista ricco e rispettabile covando la propria ribellione di nascosto, facendo così aumentare la propria frustrazione e finendo, beffardamente, per implodere (letteralmente) a causa delle sue stesse contraddizioni.

Nudi e crudi affronta in chiave ironica tematiche esistenziali di portata universale, ma la pièce risulta decisamente più efficace sul piano contenutistico che su quello comico, essendo quest’ultimo affidato a un umorismo british che, pur vantando il pregio di non scivolare mai nella volgarità, funziona a corrente alternata.

Tutt’altro che irresistibili i due protagonisti (soprattutto Calabresi, un po’ monocorde), cui spesso ruba la scena il giovane androgino e camaleontico Nicola Sorrenti che, oltre al ruolo del narratore, interpreta tutti gli altri personaggi della vicenda (sia maschili che femminili), dando prova di un indiscutibile talento recitativo che in alcuni passaggi, però, lo porta a qualche eccesso istrionico.

Degno di nota il finale amaro all’insegna del rimpianto per il tempo perduto: la felicità sta nel saper riconoscere e valorizzare ciò che conta davvero, che spesso è davanti ai nostri occhi e, proprio perché così ben visibile, rischia di sfuggirci per tutta la vita; quando ce ne accorgiamo, il treno è già passato…

Francesco Vignaroli

NUDI E CRUDI
MARIA AMELIA MONTI – PAOLO CALABRESI
Una storia di Alan Bennett
tradotta e adattata per la scena da Edoardo Erba
con Nicola Sorrenti
Regia di Serena Sinigaglia

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