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Omicidio familiare per avidità di denaro privato della tensione drammatica nel thriller paradossale e farsesco “L’ispettore Drake ed il delitto perfetto”

Data:

Al Teatro Sala Umberto di Roma, fino al 19 marzo 2017

Quasi mai esiste il classico crimine irrisolvibile con l’assassino che riesce a farla franca, basti vedere i casi di Breambate (BG), Cogne, Chiari (BS) ed altri luoghi in cui l’indagini accurate degli investigatori, sulla base delle ricerche dei NAS, consentono pure a distanza di tempo d’approdare a dei risultati. Ce lo conferma il giallo poliziesco dell’albionico David Tristram che è rappresentato in questi giorni alla Sala Umberto con l’adattamento registico di Sergio Assisi, che accentua lo “humour” flemmatico dell’ispettore Drake di Scotland Yard, parodia dello Sherlock Holmes di Conan Doyle, che con il suo fido sergente alquanto sciocco ed allampanato da sembrare più che un Watson una macchietta di Charlie Chaplin con il suo manganello, deve risolvere un “noir” nella brughiera intorno a Londra determinato dall’ingordigia economica d’un lesto fante geloso del patrimonio ereditato dal gemello migliore di lui. Ciò è la solita lotta tra il bene ed il male nel contrasto antagonistico dei doppi, con sostituzioni di persona, delitti, soppressioni di cadavere e false identità, che dovrebbero creare un clima di suspense, tensione emotiva ed ansia,paura in sala, mentre l’operazione voluta dal regista, che è poi lo stesso brillante e scrupoloso, fiscale, ispettore che non può contare sull’ignorante sergente cui fa difetto non solo l’intelligenza ma pure il buon senso, getta troppo il tragico nell’esilarante e comica verve delle batttute e degli equivoci verbali,cui non mancano battute comiche partenopee.Francesco Procopio è questo ridicolo poliziotto, che capisce poco l’allusioni e direttive, irrompe sul più bello pure in mutande e resta allibito allorchè due donne pretendono d’essere entrambe la figlia del medico, di cui si trova la testa tagliata a piccole fettine e la quarta moglie è stata soppressa con l’attizzatoio del camino e bruciata. Sarà proprio una di costoro, interpretando con suadente garbo ed ossimoricamente a tratti delinquenziale minacciava di tradire il suo compagno rivelando un particolare fisico con sconcertante incognita il falso medico che con aria di arrogante sicurezza sta giocando una partita a scacchi,sicuro di vincerla. Egli è incarnato dal narcisistico Luigi Di Fiore, mentre non manca nemmeno il travestitismo napoletano di F. Sabatucci nei panni della vera Sabrina. La commedia goliardica regala risate per l’inverosimili trovate dialettiche e l’imprevedibilità delle situazioni. La scenografia drammatica è di R. Crea. Fino al 19 marzo.

Susanna Donatelli

Quisquilie Production
SERGIO ASSISI
LUIGI DI FIORE| FRANCESCO PROCOPIO
FABRIZIO SABATUCCI | BEATRICE GATTAI
L’ISPETTORE DRAKE E IL DELITTO PERFETTO

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