Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Colori, musica e coreografie per celebrare gli dei e la storia della terra d’Omero e Pericle

Data:

Auditorium della Musica, Sala Borgna

L’occasione di festeggiare il 60° anniversario dei trattati di Roma con l’impegno a rafforzare la politica comune di progresso e sviluppo sociale, non solo economico e finanziario, per riavvicinare i cittadini allo spirito solidale e civile del vecchio continente, ai suoi valori come auspicato da Papa Francesco, è stato pure il momento adatto per ricordare la terra che diede all’Europa la sua profonda polivalente cultura, la Grecia. Infatti allorchè Roma conquistò Corinto nel 146 a.C si disse che” Grecia capta ferum victorem coepit” trasmettendo i suoi ideali che contamirano la matrice latina. Proprio questo è stato il leit motiv dei suoni, delle danze e dei costumi policromatici che dal nord dell’Ellade, dalla Tracia e dalla Macedonia, con la seconda città di Salonicco, sono stati portati a noi nella serata evento di lunedì 27 c.m. Non mancavano nemmeno le melodie delle isole del Dodecanneso e dell’Egeo in generale che mediante lo stretto del Bosforo e dei Dardanelli,risentono delle tendenze orientali affascinanti comunicate nell’antichità da rapsodie; tali note strumentali e canore giunsero poi nella loro primitiva originalità nella Magna Grecia, che arrivò fino a Partenope. Il gruppo di ballerini era quello “Tuzeri”, diretti dall’abile competenza di Margherita De Vito, poiché entrati durante l’esibizione dei musicisti “ensemble” guidati da Theodoros Melissinopulos, illustratore dei sentimenti fondamentali del cuore Ellenico e delle tipicità del periodo bellico e post, hanno sciorinato varie danze con un ricco repertorio tra rebetiko e sirtos, epirotico della vecchia Albania. Stupende le musiche arrangiate strumentalmente dal violino,dal liuto,percussioni e la lira di Giorgios Stauridis, hanno trascinato all’entusiasmo la folta platea della sala. Melissinopoulos s’è lamentato che la Grecia sia stata scomposta e privata della luce esistenziale con la crisi economica; ma basterebbe poco, ha sostenuto, per riscoprirne le radici vitali:l’agricoltura mediterranea con vite ed olivo, nonché il commercio con la “naus” o nave. Che volesse esprimere la speranza dell’Europa a due velocità, per ora negata nel vincolo dell’unità.

Susanna Donatelli

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