A Trieste “La sonnambula” di Vincenzo Bellini in un fiabesco e divertente allestimento

Data:

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi, dal 5 al 13 maggio 2017

La prima rappresentazione assoluta de La sonnambula risale al 1831; il disturbo del sonno che affligge la protagonista era stato da poco considerato utile come terapia psicologica, superando il mesmerismo e precedendo l’ipnosi che avrebbe poi portato alla psicoanalisi. La pratica prevedeva, tra l’altro, la regressione della persona fino allo stadio infantile.

Il soggetto fiabesco di Felice Romani ruota intorno a ciò e la regia di Giorgio Barberio Corsetti, con le scene di Cristian Taraborrelli (che firma anche i costumi) e il disegno luci realizzato da Francesco Sivi ne riprendono gli aspetti salienti, rapportando tutto ad un mondo infantile e giocando così sui caratteri esasperati dei personaggi e sulle dimensioni falsate degli oggetti presenti in scena, creando con essi un’interessante variazione di prospettive (mobili enormi nel primo atto, case piccole nel secondo, ma anche quattro bambole, copia dei personaggi principali, utilizzate da cantanti e figuranti come veri e propri oggetti transizionali, tipici dei primi anni di vita). Tutto questo si lega alla dimensione onirica, tanto presente in moltissima letteratura dell’epoca (basti pensare ai racconti di E.T.A. Hoffmann).

vJ2IBdtUna poltrona, una cassettiera, uno scrittoio ed un letto, tutti di dimensioni gigantesche, vengono spostati costantemente e sopra di essi salgono e scendono i personaggi nei diversi momenti dello spettacolo, creando così un gioco dinamico di ruoli tra chi sta in alto e chi sta in basso, aumentando e riducendo di volta in volta le distanze fisiche assieme a quelle emotive; attraverso le bambole si manifestano, esaltandoli, i sentimenti di ognuno e le variazioni dei toni di colore sullo sfondo seguono quelle degli stati d’animo da principio a fine.

L’orchestra è stata diretta con attenzione dal M° Guillermo GarcÍa Calvo ed entrambi i cast sono equilibrati, sia per quanto riguarda le voci che dal punto di vista della presenza scenica ed ogni cantante ha interpretato con convinzione il proprio ruolo in un’opera in cui ai solisti sono affidati numerosi brani virtuosistici: Aleksandra Kubas-Kruk e Jeanette Vecchione (Amina) hanno saputo cogliere ed offrire al pubblico tutta la dolcezza e l’ingenuità della protagonista; Olga Dyadiv ha espresso con gran verosimiglianza la capricciosità di Lisa;  Bogdan Mihai e Giorgio Misseri hanno ben espresso le variazioni di umore e di sentimenti verso l’una e l’altra, presenti nell’irascibile Elvino, mentre Filippo Polinelli è un Conte Rodolfo posato, autorevole e ben a conoscenza di quel che avviene fuori dal ristretto mondo di questo piccolo paese; ad essi si aggiungono Marc Pujol (il paziente Alessio, che nel finale posa sulle spalle dell’umiliata Lisa lo scialle che il Conte le aveva tolto nel primo atto), Namiko Kishi (Teresa) e Motoharu Takei (il notaio).

Ma quel che domina quest’opera è la presenza del Coro, molto ben preparato dal M° Francesca Tosi, che qui rappresenta la “voce del villaggio”, portata per sua natura, come ogni massa, a seguire la corrente, appoggiando ora uno ora l’altro ed interagendo costantemente con chi è di scena, fatto ulteriormente evidenziato dalla presenza, sia nel primo che nel secondo atto, di un diverso “Maestro del coro”, disponibile a dirigerlo in maniera intenzionale e consapevole, ma lasciandosi anche  trasportare a sua volta dalla folla, conformandosi così all’umore generale. Finché si tratta di una fiaba, va tutto bene.

Paola Pini

La sonnambula
Melodramma in due atti su libretto di Felice Romani, dal ballo pantomimo La somnambule, ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Jean-Pierre Aumer e dalla comédie-vaudeville La somnambule di EugèneScribe e Germain Delavigne.
Maestro Concertatore e Direttore Guillermo García Calvo
Regia Giorgio Barberio Corsetti
Regista assistente Fabio Cherstich
Scene e Costumi Cristian Taraborrelli
Maestro del coro Francesca Tosi
Allestimento della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Personaggi e interpreti:
Il conte Rodolfo: Filippo Polinelli
Amina: Aleksandra Kubas-Kruk (5, 7, 9, 13/V) Jeanette Vecchione (6, 11/V)
Elvino: Bogdan Mihai (5, 7, 9, 13/V) Giorgio Misseri (6, 11/V)
Lisa: Olga Dyadiv
Alessio: Marc Pujol
Teresa: Namiko Kishi
Un notaio: Motoharu Takei

Rappresentazioni:
Ven 05.05.2017 ore 20:30
Sab 06.05.2017 ore 20:30
Dom 07.05.2017 ore 16:00
Mar 09.05.2017 ore 20:30
Gio 11.05.2017 ore 20:30
Sab 13.05.2017 ore 16:00

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