Nisida, poesia di Giuseppe Costabile

Data:

 

Nisida

 

Cosa ci resta di questa vita

“homo sine pecunia, imago mortis”

E ne più dove, ormai nel sonno

Come Mazzarò al fatal sospiro?

 

Età dell’oro, o mia rimpianta

Dove il seme era speranza

Di padre in figlio la discendenza

La terra, la mia casa tra le stelle.

 

Eppur parve semplice cambiare

Scappare, dimenticare la tradizione

E i santi, insostenibile leggerezza

E decadenza nelle tue ossa.

 

Volli riposare, ancora un po’

Dormire giustamente, giurai

Domani chissà, lieto pellegrino

Tra le mani di un Dio, e tu mortale.

 

Ma la vita è sogno, fa e disfa

Come la tela di un ragno ballerino

Ed io sono quell’impavido bambino

Nella culla della speranza, mia Nisida.

 

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