Passa per gli enigmi la crescita della consapevolezza

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Milano, Progetto Stanze

Prosegue il nostro viaggio tra gli spettacoli rappresentati in sedi “non teatrali”. Qualche settimana fa eravamo stati spettatori di un Romeo e Giulietta ospitato in un circolo Arci. Questa volta la location è stata di segno molto diverso: nel pieno centro di Milano, la sala meeting di un prestigioso studio legale internazionale.

Abbiamo assistito all’Idiota, il primo testo in scena in Italia di Jordi Casanovas, un autore non ancora quarantenne, tra i nomi di punta della nuova drammaturgia catalana. La pièce è inserita nel progetto Stanze (“esperienze di teatro d’appartamento”), ideato nel 2011 e realizzato da Alberica Archinto e Rossella Tansini. Si tratta di una rassegna di spettacoli  rappresentati in case private, musei (e case-museo), in studi di artisti e architetti, in laboratori e magazzini. L’obiettivo è “contribuire alla formazione di un nuovo pubblico per il teatro, di ridurre le distanze tra gli spettatori e le esperienze della scena contemporanea”. Gli appuntamenti a Milano sono con cadenza mensile, mentre sono in programma date a Roma, Piacenza e Milano.

Lo studio legale Nctm che ha ospitato lo spettacolo non è nuovo a iniziative di supporto artistico, come ci ha spiegato la Direttrice Artistica di nctm e l’arte, Gabi Scardi. Oltre ad ospitare eventi e presentazioni, vengono infatti aiutati giovani artisti emergenti e nella stessa sede di Milano sono presenti realizzazioni artistiche. Non è quindi un caso che la dichiarazione dei valori aziendali sia esplicitamente ispirata alle Lezioni Americane di Italo Calvino (“Letteratura e arte, si sa, precorrono i tempi, indicando agli uomini la strada del futuro”).

Per via della insolita ambientazione, lo spettacolo non utilizza di fatto una reale scenografia. E’ un confronto, a tratti molto serrato, tra un uomo e una donna. Lui (Roberto Rustoni, che ha curato anche la regia) è una persona di mezza età, incerta e spaventata, alle prese con gravi problemi economici. Per cercare di risolverli, accetta, in cambio di una somma importante, di sostenere un colloquio e di rispondere a domande, secondo un contratto dalle clausole che si riveleranno sempre più vessatorie.

Lei (Giulia Trippetta) è incaricata da una fantomatica Organizzazione, nell’ambito di una “importante indagine” di porre domande sempre più personali, incalzanti, provocatorie. Il malcapitato non può sottrarsi al gioco. Il contratto, firmato senza prestare attenzione, è infatti irto di vincoli ineludibili.

Man mano che il gioco crudele delle domande prosegue, emerge il vero filo conduttore: un doloroso, lacerante, indesiderato viaggio dell’uomo verso la piena consapevolezza di sé. Dalla iniziale distrazione superficiale (la mancata presa d’atto delle condizioni del contratto) il protagonista evolve verso la piena lettura dei propri stati d’animo, impara ad accettarli, trova il coraggio di dichiararli apertamente, innanzitutto a se stesso.

idiota8Le domande che la inquisitrice in camice bianco somministra sono Enigmi. (“Come fa un uomo senza ripari, sorpreso da un violento acquazzone, ad avere i vestiti completamente zuppi senza essersi bagnato neanche un capello?”).

Quesiti che impongono l’abbandono del cosiddetto buon senso, che presto si rivela in realtà una prigione di schemi mentali che impediscono di vedere e prestare attenzione ai dettagli importanti della vita

Ad accrescere la drammaticità della situazione, l’Esaminato vede in diversi video le persone a lui più o meno care e apprende che su di loro ricadrebbero in maniera dolorosa le conseguenze delle mancate o errate risposte agli Enigmi.
Una chiara metafora di come non fare i conti con se stessi in sincerità si ripercuota inevitabilmente su chi ci è vicino.

Il gioco trova infine il suo epilogo quando il carico psicologico risulta insopportabile. La ribellione è totale. Il protagonista arriva a mettere in conto anche il sacrificio della propria vita.

Cade (apparentemente) a questo punto il mistero sulla Organizzazione, che rivela il suo scopo. Individuare per conto delle Banche (???) il limite umano, il punto di rottura, la soglia dei sorprusi oltre cui non è opportuno spingersi, pena la ribellione.

Da qui l’acronimo dell’Idiota: Indagine per la Determinazione dell’Indice di Obbedienza e Tolleranza all’Autorità.

Una fine che ci è parsa un po’ posticcia, e che ricalca il Mito nostrano dei Poteri Forti, Misteriosi e Spietati.

Questo finale non inficia l’interesse per uno sviluppo avvincente e interessante, quasi un cammino verso la Consapevolezza, condotto con riuscite venature di sarcasmo, arroganza, irritante acutezza dalla giovane e brillante Giulia Trippetta.

Roberto Rustioni ci ha restituito sgomento, smarrimento e disperazione ma anche la faticosa e positiva evoluzione, attraverso la empatia, in una più lucida consapevolezza di sé.

Guido Buttarelli

Regia Roberto Rustioni    Aiuto regia Francesco Piotti
Con Giulia Trippetta e Roberto Rustioni
Traduzione di Francesca Clari, in collaborazione con Francesco Fava
Disegno Luci  Gianluca Cappelletti
Scene e costumi Francesco Esposito
Contributi video Pablo Solari   Ideazione video  Igor Renzetti
Una produzione Fattore K in collaborazione con Fabulamundi, Playwriting Europe e Associazione Olinda Produzione
Con la partecipazione di Matilde Archinto e Giulia Gariboldi

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