TROILOVSCRESSIDA di Ricci/Forte al Festival dei Due Mondi

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Festival dei Due Mondi di Spoleto

Troilovscressida è il progetto di ricci/forte realizzato per il Festival dei due Mondi di Spoleto con gli allievi del Teatro Biondo di Palermo.
A partire da Troilo e Cressida di William Shakespeare, Stefano Ricci costruisce uno spettacolo teatrale che analizza i ruoli sociali di uomini e donne e del loro bisogno di apparire più che essere.
Utilizzando il contesto di una classe scolastica viene presentata la vicenda della guerra di Troia, studiata dagli allievi e interpretata nelle vesti moderne. I banchi si trasformano in fortezze in cui ripararsi, i corpi cadono dalle sedie, vengono trascinati o rimangono incollati al pavimento con delle scarpe che diventano magnetiche.
Le parole poetiche trovano i loro momenti solenni per essere ascoltate e le membra lottano e danzano sul palco dell’aula trasversale e fuori, per tendere a un significato altro, sempre più allusivo e intricato.
Elena di Troia è il pretesto della guerra e ricorda a greci e troiani quanto siano disposti a fare per la loro vanità, per il desiderio di apparire e di raggiungere il consenso e l’approvazione generale. Intanto ciò che si perde sfugge alla vista e per mantenere Elena e il potere i troiani rendono le proprie mogli bottino di guerra.
I segreti vengono sussurrati al microfono, il pubblico viene invitato a curiosare nell’intimo degli uomini che si mettono a nudo, assume il ruolo di coscienza, di dio giudicante.

07/07/2017 Festival di Spoleto. Teatro San Simone, spettacolo Troilovscressida. Nella foto Sara Calvario, Toty Cannova, Bruno Di Chiara, Marta Franceschelli, Salvatore Galati, Anna Gualdo, Alessandro Ienzi, Francesca Laviosa, Piersten Leirom, Nunzia Lo Presti, Alessandra Pace, Lorenzo Randazzo, Giuseppe Sartori, Simona Sciarabba, Claudio Zappala'
07/07/2017 Festival di Spoleto. Teatro San Simone, spettacolo Troilovscressida. Nella foto Sara Calvario, Toty Cannova, Bruno Di Chiara, Marta Franceschelli, Salvatore Galati, Anna Gualdo, Alessandro Ienzi, Francesca Laviosa, Piersten Leirom, Nunzia Lo Presti, Alessandra Pace, Lorenzo Randazzo, Giuseppe Sartori, Simona Sciarabba, Claudio Zappala’

Il caos della guerra viene ricreato con gli alunni che devono fare un tema e iniziano a scarabocchiare col gessetto ovunque: sul pavimento e nell’aria. Ogni gesto si amplifica a iconografia per tradurre un messaggio morale sempre più intenso. Allora quando si fa riferimento ai “nuovi campi di concentramento” che conducono a delitti “che restano delitti” perché “la testa che soffochi è la tua” viene da pensare al nostro tempo e le guerre del medio oriente che ci sembrano lontane quanto l’epica, ma che invece sussistono e ne siamo coinvolti.
Il costo che si paga nel gioco del potere è sempre più alto del premio e se Troilo e Cressida si sono giurati amore eterno devono arrendersi al caso che li vuole traditore e “puttana”. Seppure non per scelta il marchio delle loro azioni devono portarlo via con sé per il peso delle promesse fatte.
Parlano la nostra lingua questi innamorati, anzi parlano in dialetto palermitano Achille, Aiace e le loro donne mentre si mettono la gelatina e il rossetto, in un trafiletto che si astrae dal contesto restituendoci un legame quotidiano di chiacchiere tra amici che tirano in ballo i loro destini e giudizi.
Le quasi due ore di spettacolo hanno messo a dura prova gli attori che riescono a tener alta la tensione e dare corpo e anima a ciò che interpretano, provando e non fingendo di provare tra urti urla e pianti.
Un teatro vivo fino a confondere i confini con la realtà nell’allestimento meta-teatrale dove ognuno interpreta se stesso in un altro tempo e contesto.
Il testo prende in prestito il gergo quotidiano e volgare per inasprire i giudizi e trovare un sedimento solito nella realtà che ora ci appartiene più di tutte: quella virtuale.
La sensazione è di cadere in trance, di essere travolti da un autocarro e di uscirne storditi, dopo aver visto troppe cose, di aver sentito troppe parole è difficile rimanerne attaccati a una e si rischia di perdere tutto.
Il ritmo incalzante e la molteplicità dei ruoli interpretati, con un filo narrativo più allusivo che esplicativo non permette di affezionarsi a nessun personaggio in particolare, a nessuna battaglia precisa e si rimane un po’ distaccati. Il coinvolgimento è intellettuale, la regia vuol entrare nelle menti per far scattare una reazione logica, di autocoscienza sociale, ma il cuore ne rimane escluso, se non sedotto dai giochi teatrali dell’empatia psicologica del pianto e del riso.
Troilovscressida è un’esperienza più che uno spettacolo che si avrebbe il bisogno di replicare per poterla davvero comprendere e quindi prenderla con sé.

Federica Guzzon

da William Shakespeare
traduzione e adattamento ricci/forte
regia Stefano Ricci
con Sara Calvario, Toty Cannova, Bruno Di Chiara, Marta Franceschelli, Salvatore Galati, Anna Gualdo, Alessandro Ienzi, Francesca Laviosa, Piersten Leirom, Nunzia Lo Presti, Alessandra Pace, Lorenzo Randazzo, Giuseppe Sartori, Simona Sciarabba, Claudio Zappalà
movimenti Piersten Leirom
scene Simone Mannino
costumi Dora Argento
suono Andrea Cera
direzione tecnica Danilo Quattrociocchi
assistente alla regia Liliana Laera
direttore di scena Sergio Beghi
direttore dell’allestimento scenico Antonino Ficarra
realizzazione scene Atelier Nostra Signora Palermo
costruttori Fabio Bondi, Francesco Santoro, Giuseppe Grippi
photo credit Saulo Bambi – Museo di Storia Naturale/Firenze
photo courtesy Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze “La Specola”, Sezione di Zoologia
produzione Teatro Biondo Palermo

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