Continua l’analisi psico-caratteriale della dissoluzione della microcellula sociale del regista TOLCACHIR con “Il caso della famiglia Coleman”

Data:

Al Teatro Argentina di Roma, fino al 12 ottobre 2017

Sull’orlo del successo riscosso lo scorso anno dallo spettacolo ”Emilia”, vincitore del premio Le maschere del teatro 2017 per le migliori attrici protagonista e non con G. Lazzarini e P. Lanciotti, lo Stabile di Roma apre la stagione con il primo lavoro pluripremiato in 30 paesi del mondo dell’argentino Claudio Tocalchir, rappresentato tra l’altro a Madrid, Lisbona, Parigi, Dublino e New York; inserito nel progetto “Storie di famiglia”. Esponente della giovane generazione drammaturgica della nazione di Papa Francesco, il regista trentasettenne di Buenos Aires, focalizza la sua attenzione su quella crisi di valori e non solo economica attraversata sulle sponde del Rio Della Plata con la sua compagnia Timbre 4. Partendo dai sobborghi della capitale Argentina e dalla sua esperienza esistenziale, facendo della sua casa un teatro ed una scuola per arte recitativa. Mentre nel precedente testo si esaminava  l’esplosione della coppia matrimoniale; qui invece assistiamo alla dissoluzione della famiglia originaria, promiscua, povera, litigiosa ed anaffettiva, in cui ognuno è chiuso nel suo spazio ed egoismo opportunistico. Insomma si vive insieme ma non ci si capisce, si pensa per sé, ci si sente soli, senza rinunciare a strumentalizzare gli altri e trasformare magari le pareti in un ring per uno stressante gioco al massacro dialettico. Il focolare è impostato sul matriarcato con la vecchia nonna ”Labuela” Leonarda impersonata con compassato portamento e poche parole da Cristina Maresca, circondata dall’imbelle figlia Memè, interpretata con debole personalità da Miriam Dorico, per cui i suoi 4 figli sono portati a vivere con estrema libertà e scontrarsi tra loro: bGabi è più matura della madre, lavora e guadagna per tutti,oppure ricorre a pericolosi espedienti come farsi dare medicine scadute per la nonna ricoverata in ospedale.Veronica è la sorella maggiore che si rifiuta in un primo momento d’accogliere la mamma bisognosa d’attenzioni,in cambio di cure per i nipoti ”nanetti” ignorati dalla mamma secondo lo zio Marito,reso da Fernando Sala.Alla fine proprio su lui si rovescerà la punizione, o ”nemes” divina mitologica di tanta etica illecita pragmatica e di condotta,oltre alla violenta reazione parentale improntata alla massima didascalica catulliana ossimorica ”odi et amo”. Lui scoprirà,con la premura del medico del nosocomio,d’avere una grave malattia ed allora Gabi paleserà un affetto materno,mentre il gemello Damian per la carenza sentimentale, diverrà ladro, alcolista ed irruento capellone. Sarà forse,appunto il tragico umorismo finale ad incanalare paradossalmente l’animo dei personaggi sulla via dei recuperati spiriti fraterni. Lo spettacolo si replica fino al 12 c. m.

Susanna Donatelli

IL CASO DELLA FAMIGLIA COLEMAN
 (La omisión de la familia Coleman)
scritto e diretto da Claudio Tolcachir
con Cristina Maresca (Abuela), Miriam Odorico (Memé), Inda Lavalle (Verónica),
Fernando Sala (Marito), Tamara Kiper (Gabi), Diego Faturos (Damián),
Gonzalo Ruiz (Hernán), Jorge Castaño (Médico)
aiuto regia Macarena Trigo – disegno e luci Ricardo Sica
Produzione TEATROTIMBRe4 // Maxime Seugé y Jonathan Zak
in lingua originale con sopratitoli in italiano

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