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“Il Trovatore” è a Trieste in un allestimento statico, rispettoso degli intendimenti di Verdi

Data:

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi, Dal 19 al 27 gennaio 2018

Il rogo di un tempo remoto, origine e causa quasi mitica di una vicenda che ha come motore interno la vendetta, è costantemente presente nelle parole dei protagonisti de Il Trovatore ed evocato, nell’allestimento del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor ora al Teatro Verdi di Trieste, anche nelle scene apparentemente più lontane a esso.

La regia di Filippo Tonon, autore anche della scenografia e delle luci, entra nello spirito del tempo in cui fu scritto ispirandosi alla contemporanea pittura dei Preraffaeliti che guardavano al XV secolo con la visione romantica del XIX, confermati dai costumi di Cristina Aceti e offrendo con questo una lettura dotata di particolare riguardo nei confronti degli intendimenti dell’Autore: “Se nelle opere non vi fossero ne’ Duetti, ne’ Terzetti, ne’ Cori, ne’ Finali etc. etc. e che l’opera intera non fosse (sarei per dire) un solo pezzo , troverei più ragionevole e giusto.” Così Giuseppe Verdi a Salvatore Cammarano il 4 aprile 1851 in attesa di ricevere da lui risposta circa la stesura del libretto per il dramma in quattro parti che andrà in scena per la prima volta appena nel 1853.

La staticità, chiaramente presente nella messinscena, appare infatti come omaggio visivo a quella corrente pittorica e a ciò che la musica e l’idea drammaturgica di Verdi indicano (basti pensare ai cinque cambi di scena richiesti con le inevitabili pause musicali, rapidamente gestiti dal personale tecnico del teatro). Adeguata a ciò la direzione dell’Orchestra, da parte di Francesco Pasqualetti e assolutamente puntuali gli interventi del Coro, preparato da Francesca Tosi.

Azucena, la gitana che il compositore avrebbe voluto indiscussa protagonista dell’opera che è seconda all’interno della “trilogia popolare” del compositore, posta tra Rigoletto e La Traviata, è anch’essa una reietta della società dominante di cui subisce il pregiudizio, l’incomprensione e l’esclusione. Si trova bloccata in un passato che le impone di punire l’assassinio della madre e l’incapacità di superarlo per vivere liberamente il presente provocherà la catastrofe collettiva.

È espressione della lacerazione di una madre che compensa con l’amore per il figlio del proprio nemico lo strazio per aver inconsapevolmente ucciso il proprio, accecata dal dovere di vendetta provocata dalla condizione di esclusa a causa delle proprie origini. Sia Milijana Nikolic che Isabel De Paoli, dotate entrambe pur con diverse caratteristiche di un timbro scuro, sanno ben rendere la furia sorda e costante, come pure la gestualità tragicamente esuberante del personaggio.

Il suo antagonista, il conte di Luna, si trova nella stessa situazione, consistente per lui nel portare avanti lo scontro generato dal padre a causa del rapimento del secondogenito; accecato anche dalla rivalità con il Trovatore per il possesso di una donna da entrambi contesa, non riesce a cogliere alcun segnale in grado di fargli intuire e poi rivelare di trovarsi di fronte al fratello scomparso. Domenico Balzani e Stefano Meo hanno mostrato con appropriatezza vocale e interpretativa il carattere rabbioso ed egocentrico del personaggio.

Trovatore_Corriere_dello_SpettacoloManrico, la cui difficile parte richiesta al tenore che l’affronti è stata svolta con attenzione e capacità da Antonello Palombi e Dario Prola, potrebbe essere definito oggi figura non risolta a seguito di ricordi della primissima infanzia, origine del suo sentirsi inadeguato in ogni ambiente, sia verso la madre e il suo mondo, sia con ciò che gli apparterrebbe per nascita e al quale di fatto ambisce amando Leonora, unico personaggio altruista della vicenda che Marily Santoro e Ana Petricevic hanno dato prova di essere ben capaci di rappresentare grazie ad una voce piena e ricca di armonici.

Ferrando, il capitano delle guardie del Conte unico testimone delle vicende passate, è interpretato da Vladimir Sazdovski in modo convincente e vocalmente ineccepibile.

I personaggi minori hanno completato i due cast, entrambi bene equilibrati al loro interno.

Negli ultimi sussulti di un Medioevo ormai finito (siamo agli inizi del Quattrocento) si assiste allo scontro di due mondi esemplificati dalla libertà del popolo zingaro (ma Azucena è schiava del suo passato) e la servitù mal tollerata del Conte, legato da vassallaggio ad un principe lontano (“Abuso io forse del potere che pieno/In me trasmise il prence!”).

A nulla valgono l’amore della zingara per il figlio adottivo, quello romantico dei due innamorati, né quello deluso del Conte per andare oltre: ciò che potrebbe diventare il sogno di pace e serenità cantato negli ultimi momenti da Azucena in carcere si realizza nell’incubo che tutti travolge, una rappresaglia evitabile se soltanto ognuno avesse tentato di ascoltare l’altro per riuscire a cogliere quel che davvero voleva esprimere.

Le ultime battute del Conte, unico sopravvissuto di questa cecità distruttiva, ben descrivono l’orrore che gli si prospetta di fronte al risultato della propria follia: “E vivo ancor”.

Paola Pini

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi
Dal 19 al 27 gennaio 2018
Il Trovatore
Musica di Giuseppe Verdi
Dramma in quattro parti su libretto di Salvatore Cammarano
dal dramma El trovador di Antonio Garcia Gutiérrez
Maestro Concertatore e Direttore: Francesco Pasqualetti
Regia, scene e luci Filippo Tonon
Costumi Cristina Aceti
Assistente alla regia: Gaia Gastaldello
Maestro del Coro: Francesca Tosi
Allestimento del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi
Foto Visual Art
Personaggi e interpreti
Il conte di Luna
Domenico Balzani (19, 21, 23, 27/I)
giovane gentiluomo aragonese
Stefano Meo (20, 25/I)
Leonora
Marily Santoro (19, 21, 23, 27/I)
dama di compagnia della principessa d’Aragona
Ana Petricevic (20, 25/I)
Azucena
Milijana Nikolic (19, 21, 23, 27/I)
zingara della Biscaglia
Isabel De Paoli (20, 25/I)
Manrico
Antonello Palombi (19, 21, 23, 27/I)
ufficiale del principe Urgel e presunto figlio di Azucena
Dario Prola (20, 25/I)
Ferrando, capitano degli armati del conte di Luna
Vladimir Sazdovski
Ines, confidente di Leonora
Momoko Nashitani (19, 21, 23, 27/I)
Rinako Hara (20, 25/I)
 Ruiz, soldato al seguito di Manrico
Andrea Schifaudo
 Un messo
Roberto Miani (19, 21, 23/I)
Francesco Paccorini (20, 25, 27/I)
Un vecchio zingaro
Fumiyuki Kato

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