“Parenti serpenti”. Un presepe esilarante e drammatico

Data:

Roma, Teatro Eliseo, dal 6 al 18 marzo 2018

Animali pericolosi, inafferrabili, viscidi, raggelanti, spietati. Forse affascinanti, ma che possono rivelarsi fatali. I serpenti? Non solo. Benvenuti nella più classica delle famiglie, quella di Parenti Serpenti, in scena al Teatro Eliseo fino al 18 marzo. La scrittura di Carmine Amoroso, autore della pièce, divenne un film cult nel 1992 grazie a Mario Monicelli, che girò a Sulmona le riprese, imprimendo per sempre sulla pellicola l’ipocrisia del nucleo familiare. Si dirà che non tutte le famiglie sono come quella riunita per la cena di Natale dagli anziani genitori Saverio (Lello Arena) e Trieste (Giorgia Trasselli), ma ne siamo sicuri? A volte basta una variante improvvisa, come la proposta che i due fanno ai figli di decidere chi tra loro ospiterà i genitori nell’ultimo tratto di vita, per sgretolare ogni perbenismo e sentimentalismo e rivelare tutta l’incapacità affettiva e il meschino materialismo di ognuno, pronti a scannarsi vicendevolmente, tutti contro tutti.

Parenti Serpenti ph Nicol+¦ Beardo DSC_0828Spettacolo godibilissimo, messo in scena con cura dal bravissimo Luciano Melchionna, la cui regia frizzante, dinamica, coinvolgente, riesce a sgretolare la quarta parete e rendere la platea il vicinato di questa famiglia sull’orlo di una crisi di nervi, anzi, devastata da una crisi di nervi. Non è mai facile proporre su un palcoscenico un grande successo cinematografico (nato proprio dalla scrittura di Amoroso), ma in questo caso il prodotto è davvero eccellente. A cominciare dalla scena, bellissima e chiaramente simbolica di Roberto Crea, che cattura subito l’attenzione a sipario aperto (non si chiuderà mai). La casa di famiglia è un enorme soprammobile, una di quelle bolle di vetro con l’acqua dentro, fatte per essere agitate e far così vorticare la neve finta all’interno. Qui non c’è la bolla di vetro, lasciata alla fantasia dello spettatore, ma tutto si svolge in questo microcosmo, neve finta compresa. Il cast è ricco di talento ed energie, e fa perno sui due attori cardine, Lello Arena e Giorgia Trasselli, rispettivamente Saverio e Trieste. Di Lello Arena colpisce, ogni volta, la facilità con cui riesce a cambiare registro, dal comico all’introspettivo, rendendo il suo personaggio anche il narratore in terza persona dell’amara storia. Giorgia Trasselli è perfetta nel suo ruolo, disincantata e insofferente nei confronti dell’incalzante demenza senile del marito, quanto ingenuamente premurosa nei confronti di quei figli che, appunto come i serpenti, troveranno la soluzione a quella destabilizzante proposta, una soluzione definitiva quanto spietata. Ogni personaggio è delineato perfettamente dalla regia, i movimenti degli attori debordano nella platea, travolgendola nel momento della rissa tra fratelli, e la scena, geniale nell’ideazione e semovente, diventa il presepe più velenoso e ipocrita che possa esserci. Davvero un bel lavoro questo Parenti Serpenti, divertente e commovente. Un plauso alla regia, a tutto il cast, alle musiche degli Stag, alle luci di Salvatore Palladino, ai costumi Milla. Tutto concorre al successo di questo spettacolo, oltre al testo e alla storia sempre attuale. Terzo, meritatissimo, anno di tournèe, non è un caso. Sarà che forse ci riconosciamo nei serpenti? Non lo ammetteremo mai.

Paolo Leone

Roma, Teatro Eliseo, dal 6 al 18 marzo 2018
Produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016 presenta:
Parenti Serpenti, di Carmine Amoroso. Con: Lello Arena (Saverio), Giorgia Trasselli (Trieste). E con: Raffaele Ausiello (Michele), Marika De Chiara (Milena), Andrea de Goyzueta (Alessandro), Carla Ferraro (Gina), Serena Pisa (Lina), Fabrizio Vona (Alfredo). Scene Roberto Crea; Costumi Milla; Musiche Stag; Disegno luci Salvatore Palladino. Regia di Luciano Melchionna.
Foto Nicol Beardo
Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Eliseo nelle persone di Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio

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