“Grisù Giuseppe e Maria”. Storia d’una tragedia d’Italia

Data:

Al Teatro San Paolo di Torino, il 23 e il 24 marzo 2018

Sembra quasi uno scherzo leggendo il titolo, ma chi segue Gianni Clementi sa benissimo di cos’è capace e quanto impegno pone nello scrivere testi teatrali che prontamente la compagnia Campothatro di Torino mette in scena.

Non si tratta di burla o blasfemia, il fatto portato sul palco è realmente accaduto, però hanno pensato di alleggerire questa sciagura, di smussare gli angoli, facendo rivivere l’Italia degli anni Cinquanta, appena uscita dalla guerra, dove ancora regnava ingenuità associata all’ignoranza, dove la povertà portava a trasferirsi in Paesi più fertili portando con sé gli uomini, abbandonando le loro famiglie per un futuro migliore.

La commedia è basata sulla vicenda che ha scosso il Belgio, che forse le nuove generazioni non conoscono appieno e che potranno scoprire al teatro San Paolo di Rivoli di Torino.

Era l’8 agosto del 1956, una mattina nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, forse causa una scintilla elettrica e corresponsabile l’olio ad alta pressione, innesca l’incendio che causò la morte di 267 minatori tra cui 137 “musi neri o sporchi maccaroni”, così erano definiti gli italiani emigrati che lavoravano in miniera. Fu una delle più gravi tragedie minerarie della storia.

A portare in scena questa particolare pièce, è Mauro Stante, regista e attore, nella parte di don Ciro, sacerdote di una piccola chiesa di paese vicino a Pozzuoli. Egli recita portando sul palco ironica teatralità, complice il suo “aspirante sagrestano” Niko Ferrucci. La circostanza s’ingarbuglia quando una pia donna (Cristina Palermo) e sua sorella (Elena Soffiato, entrambe prese in prestito da Torino Spettacoli, attrici di Forbici follia) rimangono entrambe incinta, forse dal belloccio e laureato farmacista (Bruno Sasso), che in questa parte ha dato il meglio di sé, facendo ridere i presenti.

In queste tre ore (per noi troppo lungo) non mancheranno colpi di scena, di cui uno sarà molto toccante per lo spettatore, che certamente apprezzerà di questa messa in scena, nata con la collaborazione di Tony (Skandal) Liucci. In questa rappresentazione teatrale appaiono scene toccanti che riportano la mente a quel brutto giorno, sgravato dalle trovate divertenti che compongono i quadri dello spettacolo, rendendo piacevole la visione di questa prima nazionale.

Daniele Giordano

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