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“O’Cunto d’o Surdato”: il maestro Lello Arena

Data:

Dal 19 al 22 aprile 2018 al teatro Cilea di Napoli

“ ‘O CUNTO D’O SURDATO“ nasce dall’idea di accostare tra di loro elementi culturali e musicali profondamente affini, sia sul piano emotivo che sul piano storico.

Una città, Napoli, che più d’ogni altra sa che cos’è la guerra o meglio cosa sono le guerre, e che racconta, oggi come allora, con le sue strade, con la sua gente, con la sua struggente malinconia, l’intollerabile inutilità di tutte le guerre.

La musica di un grande maestro, Igor Stravinskij che spesso ha voluto vestire Napoli con le sue note aggiungendo magia, mistero, leggende e nuovi miti ad un luogo già unico al mondo.

Napoli, che si dice sia, fra le mille altre cose, anche una delle case del Diavolo che, nelle sue viscere nere ed infuocate di lava, continua a creare e ad inventare nuove irresistibili tentazioni per il nostro soldatino.

Che somiglia a mille altri soldati che, per Napoli, sono passati.

Alcuni lasciandoci il cuore, altri l’anima, e qualcuno anche la vita stessa.

E la bella, misteriosa, irraggiungibile, magica principessa di cui lui si innamora dove potrebbe vivere se non a Napoli?

Una storia, quella del soldato, che manca a Napoli come Napoli, con i suoi abissi ed i suoi paradisi, con la sua allegria e la sua disperazione, con le sue bestemmie e le sue preghiere manca a questa storia che, da sempre, sembra sia stata scritta apposta da lei.

E Napoli, come sempre donna bellissima ma irraggiungibile, non si lascia possedere da questa storia, ma, semplicemente, la desidera rendendola oggetto di una passione immensa, una nuova passione che la trasforma fino al punto di farla sembrare una storia appartenuta da sempre a lei e mai raccontata prima d’ora.

Lo spettacolo, in questo allestimento, ha debuttato al Teatro Stabile dell’Aquila il 3 Ottobre 2007 sotto l’egida ed il patrocinio del Comune della Città.

Ha avuto l’onore, tra i suoi moltissimi spettatori, di averne uno veramente speciale, il Presidente Giorgio Napolitano, nel corso di una recita ospitata nel cartellone della stagione dei Concerti del Quirinale in diretta su Radio Tre dalla Cappella Paolina in Roma.

Con la nuova traduzione e la regia di Lello Arena, lo spettacolo, pur restando fedele alle sue origini, recupera la componente fantastica e popolare della favole russe che ispirarono l’autore del testo restituendo alla messa in scena tutti gli elementi di gioco e di divertimento propri della tessitura drammaturgica di questo testo che, non a caso, è da sempre considerato come uno dei grandi classici del Teatro.

Nella stessa linea di pensiero si inserisce la lettura pirotecnica del repertorio musicale che, grazie al talento di otto funambolici solisti, rende onore ad una delle più geniali e straordinarie invenzioni del grande Maestro russo.

La serata inizia con un’esilarante introduzione di un riluttante Lello Arena che, spettacolo nello spettacolo, suo malgrado, ( si tratta pur sempre di un racconto che parla del diavolo) si da un gran da fare per guidare gli spettatori verso l’inizio del racconto nel quale poi ricoprirà, ahimè, il ruolo del Narratore.

Quando finalmente se ne farà una ragione, ci accompagnerà in questa meravigliosa favola nella quale sogni, paure, desideri e speranze ci riporteranno, come per magia, in una dimensione nella quale forse solo da bambini siamo stati, ora divertendoci, ora spaventandoci a morte ora emozionandoci fino alle lacrime.

I riflessi ed i sapori che si ottengono dalla sovrapposizione di queste due grandi tradizioni permettono una lettura agevole della pièce sia da parte di un pubblico che si accosta ingenuo per la prima volta a questo testo, come pure, per i suoi riferimenti mitologici e misterici, dello spettatore più esigente e smaliziato.

In questa edizione non è solo il narratore a raccontare la storia recitando tutti i ruoli ma ogni personaggio è interpretato da un attore diverso e anche l’ensemble musicale è esattamente quello voluto da Stravinskij per il primo allestimento dello spettacolo.

Marco Assante

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