A tu per tu con Manuel Frattini, un eroe da fiaba

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In occasione del debutto del musical Robin Hood al Teatro Nuovo di Milano, abbiamo incontrato il protagonista assoluto, l’icona del musical italiano: Manuel Frattini, che affronta il ruolo del titolo. Versione musical della fiaba dell’eroe senza macchia e senza paura che ruba ai ricchi per donare ai poveri, lo spettacolo di Beppe Dati vede la regia di Mauro Simone. Lo andiamo a trovare in camerino.

Il tempo non passa per Manuel: in forma, dolce e cordiale come sempre. Ancora una volta interpreterà il ruolo di un personaggio positivo, dopo la precedente esperienza del 2008.

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Manuel, cosa cambia in questo nuovo “Robin Hood”, dieci anni dopo?

E’ vero, era il 2008. Lo spettacolo è lo stesso, ci sono però due brani inediti. La produzione ha voluto fare un family show che non significa però uno spettacolo solo per bambini: è per tutte le età, molto attuale. C’è molta interazione, è divertente, spiritoso, emozionante e porta messaggi sani: coraggio, onestà, lealtà. Purtroppo nel mondo di oggi avere queste caratteristiche vuol dire essere un eroe! Una volta, era la normalità… Purtroppo non ci siamo evoluti in meglio.

 Tu sei sempre in perfetta forma, ed è evidente che ti diverti ogni volta che Sali su un palco.

Assolutamente sì! Non ho mai lavorato perché “dovevo”. Ho scelto il teatro, che non è un ambiente facile, perché è il mio ambiente. Faccio quello che mi piace e sì, mi diverto sempre!

Parlaci dei tuoi compagni di lavoro.

Lady Marian è Fatima Trotta, che viene dalla televisione. Ero un po’ scettico all’inizio, ma solo perché la TV ha dinamiche molto diverse: qui è alla sua prima esperienza teatrale, ma si è rivelata bravissima, molto talentuosa ed abbiamo creato una bellissima partnership! In totale il cast è formato da diciotto artisti: alcuni sono più navigati, come Andrea Verzicco, un bravissimo Sir Snake, altri meno, come Giulio Benvenuti, che impersona Little John, ma tutti con un grande talento ed una gran voglia di fare. C’è davvero un’armonia fra noi che non è così facile da trovare.

Cosa puoi dirci delle coreografie?

Gillian (Bruce, ndr) ha fatto delle bellissime coreografie, non tralasciando un pezzo di tip-tap… Che non può mancare se ci sono io. Mi è stato detto che danzo poco, ma in realtà la danza c’è, eccome.

Prossime tappe del tour?

Siamo quasi alla fine, ci manca Assisi poi per il momento termineremo. Mi aspetta un progetto con Stefano D’Orazio… Ma non dico ancora nulla!

Chiara Pedretti

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