“Alfabeto Runico”. Il trio arriva al suo primo disco

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Alfabeto Runico” è un gruppo formato da due contrabbassi e una cantante e violista. Andrea Resce, Nicola Scagliozzi e Marta dell’Anno, sono questi i nomi dei componenti, che sono arrivati di recente al loro primo omonimo disco. Ascoltiamoli.

Partiamo dal vostro nome, perché “Alfabeto Runico”?

Il nome nasce dal nostro primo concerto che si è svolto in provincia di Foggia, in un posto che si chiama I Sotterranei, un centro di ricerca di arti performative.
Eravamo tre contrabbassi in scena, a quel tempo faceva parte del progetto anche Stefano ma -vivendo lui a Barcellona- diventava difficile organizzarsi ed ha così preso un’altra strada. Abbiamo immaginato che come lo scienziato del romanzo “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne trova un manoscritto in un alfabeto antico cioè in un alfabeto runico, anche noi trovassimo un manoscritto in una lingua stranissima, bizzarra che era l’alfabeto runico del sanseverese antico. Siamo scesi in questi sotterranei indossando delle lampade da speologi che hanno illuminato solo i primi due brani, iniziammo a dire cavolate, ad inventare un testo in una lingua strana prendendo spunto dal dialetto sanseverino, cioè del paese in cui suonavamo.
Successivamente abbiamo scoperto che c’è tutta una magia intorno all’alfabeto runico ed inoltre le poche tracce che ci sono, si trovano nella Basilica di San Michele a Monte S. Angelo in provincia di Foggia dove c’è il culto micaelico. Poiché crediamo fermamente nella magia della musica, abbiamo creduto fortemente che questo nome fosse giusto per noi, in realtà all’inizio il gruppo si chiamava ( e si chiama ancora sui nostri primi video) “Alfabeto Runico (del sanseverese antico)”.

Come è nato il gruppo? La band è nata al completo o qualche elemento si è aggiunto in un secondo momento?

Il gruppo è nato con tre contrabbassi invece che due della formazione attuale, ma come abbiamo detto prima, Stefano ha preso un’altra strada. Noi siamo amici da vent’anni, abbiamo frequentato insieme lo stesso Conservatorio a Foggia e poi ognuno ha preso la propria strada: Marta abita a Parigi, Andrea a Trieste e Nicola in provincia di Foggia. Il trio è nato per una esigenza di fare musica insieme, anche se gli strumenti non sono formalmente giusti, nel senso che per avere un quartetto d’archi bisognerebbe avere più frequenze medie, per avere una ensamble che sia rock ci mancano le percussioni.

Siete arrivati al vostro primo omonimo disco, come potreste descriverlo?

Alfabeto Runico è un mélange di stili, generi: è un riassunto di tutte le feste popolari, di esperienza di musica classica, di musica raggae. E’ una sorta di visione di tutti questi stili mescolati in maniera acustica perchè, quello che vogliamo sempre, è cercare di sfruttare l’acustica del posto in cui ci esibiamo senza alcun tipo di amplificazione.

Ho visto che sarete impegnati in molte date e non solo in Italia.

Sì, quest’estate ci dedicheremo alla presentazione del disco, parteciperemo a numerosi Festival , in Italia, Francia e Svizzera. Il tour in Francia è stato prodotto da Podolica Production che è una casa di produzione di managing francese. Vivendo in Francia, per me è semplice, almeno una volta l’anno, riuscire a portare il nostro progetto qui.

Progetti per il futuro?

I progetti per il futuro sono svariati, innumerevoli. Nel senso che c’è l’esigenza di scrivere insieme, di mettere a frutto tutte le esperienze diverse e tutte quelle che abbiamo fatto insieme e tradurle in canzoni.

Stefano Duranti Poccetti

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