Eduardo De Felice e il suo album “E’ così”. Un sound anacronistico, ma anche contemporaneo

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Eduardo De Felice è un giovane cantautore italiano, un cantautore dal sapore un po’ “anacronistico” e che di questo si compiace. Il musicista è arrivato al suo album “E’ così”, del quale, accanto ad altre curiosità, ci parla in questa intervista.

Ciao Eduardo, come ti presenteresti brevemente ai nostri lettori?

Ciao a tutti, mi chiamo Eduardo De Felice, sono nato a Napoli, dove tutt’ora vivo, e sono un cantautore, un sognatore, e un tecnico di radiologia.

copertina è cosìDa dove questo gusto per il cantautorato italiano?

Fin da bambino ho sempre ascoltato con piacere i vinili di Battisti, di Dalla, e di tanti altri cantanti e cantautori della scena italiana e questo mio gusto, che ne è l’inevitabile conseguenza, è cresciuto con me, insieme alla passione per la musica e l’esigenza di esprimere anch’io attraverso questa le mie emozioni, sensazioni e stati d’animo.

A tuo parere si assisterà a un ritorno di questo genere musicale?

Direi che è già da un po’ di anni che si sta assistendo a questo ritorno, anche se i nuovi cantautori italiani sono un po’ più “nascosti” rispetto a quelli di un tempo, perché ormai purtroppo si tende a privilegiare un certo tipo di musica commerciale “usa e getta”, molto spesso studiata a tavolino con i vari prodotti da talent e similari. Ma la nostra fortuna è che esiste internet e quindi possiamo anche scegliere di bypassare il bombardamento mediatico delle major e delle grandi radio e metterci a fare una buona ricerca cercando di pescare ciò che vogliamo in questo vasto oceano che è il web.

Nel tuo nuovo album “E’ così” ravvisiamo gli aspetti dei quali ci hai parlato. Come descriveresti questo disco?

Prendendo come spunto un termine che ho letto in una delle recensioni finora fatte al mio disco, e che mi trova molto d’accordo, lo descriverei come un album anacronistico, in quanto sia per la copertina che per la scelta stilistica, segue quel filone cantautorale italiano degli anni ’70-’80.

E già partendo dal titolo si può intuire che è un disco naturale, che ho voluto realizzare in maniera semplice, senza troppe costruzioni o strategie a tavolino. Questo è ciò che in questo momento storico avevo voglia di esprimere, a dispetto di tutto, e fortunatamente ho avuto la possibilità di farlo, anche grazie a Claudio Domestico (Gnut) che ha curato la produzione artistica, e ad Andrea De Rosa con l’etichetta Apogeo Records che ha creduto in questo progetto.DSC00272x

Ed il fatto che venga considerato anacronistico in questa era è per me motivo di orgoglio e soddisfazione, perché era proprio ciò che volevo.

C’è un brano di questi al quale ti senti particolarmente legato?

Essendo tutte canzoni che ho scritto io, rappresentano tanti momenti della mia vita, e quindi sono inevitabilmente legato ad ognuna di loro. Poi le canzoni vanno anche un po’ a momenti e stati d’animo, ma se ora dovessi sceglierne una direi sicuramente “Al momento sbagliato”.

Progetti per il futuro?

Nel breve termine è prevista l’uscita di un altro videoclip, realizzato da Upside per la regia di Mario Pistolese, che mi accompagna ormai da anni essendo anche il regista dei precedenti videoclip “Succede così” e “Cosa posso farci”.

Poi a Giugno ci sarà uno showcase di presentazione del disco, seguito da qualche data live, mentre per il resto… poi si vedrà. Procediamo un passo alla volta.

Stefano Duranti Poccetti

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