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Diverte e convince molto “L’Italiana in Algeri” di Rossini in scena a Trieste con la direzione di George Petrou

Data:

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi, dal 25 maggio al 3 giugno 2018

L’allestimento proposto dalla Fondazione Lirica Giuseppe Verdi di Trieste per “L’Italiana in Algeri”, in coproduzione con la Fondazione Teatro di Pisa funziona in ogni suo aspetto, fatto generalmente non scontato in particolare quando si tratti di un’opera di Gioachino Rossini: creazioni molto agevoli all’ascolto, sono in realtà di complessa realizzazione come quando ci si trova a realizzare un prezioso congegno a orologeria nel quale anche la pur minima imperfezione rischia di inficiarne il funzionamento. Qualità vocali, presenza scenica, ambiente scenografico, regia e direzioni di Coro e Orchestra devono essere fra loro coerenti ed equilibrate qui forse più e meglio che in altri contesti.

Sia con la prima che con la seconda compagnia di cantanti tutto ciò si è verificato e tale felice combinazione, unita alla dinamica regia di Stefano Vizioli molto attenta ai dettagli anche grazie alla presenza complice di numerose controscene, ha tenuto il pubblico incollato a livello visivo all’azione oltre che, ovviamente, all’ascolto.

Le colorate scene di Ugo Nespolo, dalle tinte dense e prive di sfumature, ricordavano certe illustrazioni per l’infanzia e hanno così favorito l’immersione in un’atmosfera da fiaba briosa e solare assieme ai costumi da lui stesso disegnati, variopinti senza essere eccessivi evitando così di cadere in un troppo facile e gratuito macchiettismo.

In un tale contesto la caratterizzazione dei personaggi suggerita dalla musica di Rossini, satura di ironia e comicità discreta fin dalle prime battute dell’Ouverture, è stata resa con grande leggerezza da parte degli interpreti tutti che, nei rispettivi ruoli vocalmente ineccepibili, hanno fatto ben emergere in modo personale le diverse specificità, offrendo così delle letture interessanti e leggermente diverse.

Ad esempio, il Mustafà di Nicola Ulivieri aggiunge al burbero personaggio una certa qual nota di autoironia assente in Daniele Antonangeli, che risulta altrettanto divertente nel suo prendersi più sul serio; mentre Chiara Amarù  accentua di più il lato “imperativo” di Isabella, in Laura Varrecchia  si evidenzia quello giocoso; se la voce e l’espressività di Antonino Siragusa denotano maggior maturità, Ruzil Gatin fa emergere la parte ingenua di Lindoro; simili invece le due Elvira, Giulia Della Peruta e  Viktoria Kholod. Il ruolo di Taddeo è davvero congeniale alla vocalità e alla vis comica di Nicolò Ceriani e adeguati risultano gli interventi di Shi Zong nei panni di Haly e di Silvia Pasini (Zulma).

Il Coro, sempre ben preparato da Francesca Tosi, ha contribuito notevolmente anche dal punto di vista scenico favorendo di molto la generale levità gestita e diretta con costanza e continuità da George Petrou che, oltre a guidare con tanta verve l’Orchestra e a dedicarsi all’esecuzione strumentale dei recitativi ha seguito con grande partecipazione le numerose scene d’assieme dei protagonisti.

L’atmosfera gradevolmente frizzante ha contagiato con grande amabilità il pubblico che ha gratificato tutti con lunghi applausi a scena aperta, convinti e generosi anche nel finale.

Paola Pini

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi
Dal 25 maggio al 3 giugno 2018
 
L’Italiana in Algeri
Dramma giocoso di Gioachino Rossini
Libretto di Angelo Anelli
 
Maestro concertatore e direttore: George Petrou
Regia di Stefano Vizioli
Scene e costumi di Ugo Nespolo
Assistente alla regia: Pierluigi Vanelli
Maestro del coro: Francesca Tosi
 
Mustafà, Bey d’Algeri
Nicola Ulivieri (25, 27, 29 e 31/V)
 
Daniele Antonangeli (26/V e 3/VI)
 
 
Elvira, moglie di Mustafà
Giulia Della Peruta (25, 27, 29 e 31/V)
 
Viktoria Kholod (26/V e 3/VI)
 
 
Zulma, schiava confidente di Elvira
Silvia Pasini
 
 
Haly, capitano dei corsari algerini
Shi Zong
 
 
Lindoro
Antonino Siragusa (25, 27, 29/V)
giovane italiano schiavo favorito di Mustafà 
Ruzil Gatin (26, 31/V e 3/VI)
 
 
Isabella, signora italiana
Chiara Amarù (25, 27, 29 e 31/V)
 
Laura Verrecchia (26/V e 3/VI) 
 
 
Taddeo, compagno d’Isabella
Nicolò Ceriani
 
Coro di Eunuchi del serraglio, di Corsari algerini, di Schiavi italiani, di Pappataci
Comparse di Femmine del serraglio, di Schiavi europei e di Marinai
La scena si finge in Algeri
 
Nuovo allestimento in coproduzione tra Fondazione Teatro di Pisa e Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
 
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

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