Veronica Rossi. La fotografia è un traguardo…

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Questa è una storia vera. Cruda. Senza mezze misure. Salite e discese vissute tanto come metafora quanto on the road in sella ad una bicicletta che l’ha tenuta aggrappata alla voglia di farcela. Anche grazie alla fotografia e alla voglia di rimettersi in gioco, Veronica “Sky” Rossi ha ritrovato se stessa e il piacere di piacersi. A guardarla, si fatica davvero ad immaginare il suo passato complesso, in perenne conflitto con un corpo che oggi le invidiano le ultra40enni di tutta la Penisola. Curve, eleganza e sorriso, normale che in foto venga bene. Anzi benissimo. Nella vita, trovato l’amore e il lavoro che la appaga, la svolta sembra aver lasciato alle spalle le difficoltà della tarda giovinezza. “Ma, quelle come me, non riescono mai definitivamente a sganciarsi da quello che le ha colpite” raccolta con franchezza. “Quelle come lei” sono le tante ragazze, più o meno giovani, che nel cibo hanno visto un nemico. Lei, da poco più che maggiorenne, lo ha sconfitto dedicandosi al lavoro, ad infinite pedalate in biciclette, ad ossessive sessioni di palestra e jogging. Magra a tal da piacersi, ma da non piacere più alle agenzie che invece solo pochi anni prima l’avevano ingaggiata per shooting, hostess, presenza ad eventi. Un tunnel da cui, pian piano, è definitivamente uscita. Ecco che, a distanza di anni, la fotografia le si è riproposta anche grazie ai social. E Veronica ha accettato la sfida. Quando può nei ritagli di tempo lavorativi o nei fine settimana, prepara il borsone e realizza shooting fotografici. Quando si riguarda, trova soddisfazione in quel che ha saputo fare. Una sorta di rewind a quando, poco più che adolescente, arrivò a Milano dalla sua Sarzana, incantevole cittadina in Provincia di La Spezia. Gonnellina e lunga chioma di capelli al vento, dovette sembrare una campagnola diversa dallo stereotipo di ragazza di città. Piacque al primo istante. Le porte della fotografia e del mondo dell’immagine le si spalancarono. Tappeto rosso. Poi, quelle stesse porte, le richiuse lei stesse. Capita nella ruota della vita. A qualche anno di distanza, le sliding doors sono di nuovo lì. Farsele sfuggire adesso sarebbero diabolico. Sbagliare è concesso, non perseverare. Ed allora eccola Veronica rossi nuovamente davanti all’obbiettivo, col fascino di una donna che tiene al suo corpo, che si piace e che vuole valorizzarsi.

Riavvolgiamo il nastro: che bambina sei stata?

Molto sognatrice: volevo diventare veterinaria, avvocato, cantante… Ecco, la musica è una passione che mi è rimasta, l’ho coltivata e ancora adesso un karaoke è per me una bella occasione di divertimento. Poi sono cresciuta, mi sono laureata in Relazioni pubbliche anche per superare la mia timidezza. Ho un’indole sincera e spontanea, sono fedele e do fiducia al 100% in chi crede in me disinteressatamente.

Tu e il tuo corpo.

Storia di un rapporto… difficile. Già a 10 anni raccoglievo le foto delle modelle e mi segnavo le loro misure. Non ero oggettiva nei miei confronti, a 18 anni le macchine mi suonavano quando passavo e io pensavo lo facessero per prendermi in giro. Mi piaceva farmi notare, quando arrivai a Milano all’inizio degli anni Novanta le agenzie mi intercettarono quasi subito. Ho sempre avuto le mie curve, i miei colori, il mio corpo.

E così nacquero le prime collaborazioni.

Proprio così: attraverso gli scouter venivo richiesta in continuazione. I casting mi hanno aperto le porte di qualche shooting, di tanti eventi, di hostess per importanti manifestazioni. Poi il rapporto col mio corpo si è complicato, le porte si sono richiuse.

E sono iniziate le salite.

Quelle psicologiche, ma anche quelle su strada. Per sentirmi magra la mia giornata era un insieme di lavoro, corsa, palestra e lunghissimi giri in bicicletta. Pian piano, quella diventò la mia routine. Il fitness integrava il lavoro ed esauriva tutte le ore della giornata. Ero sola con me stessa, senza una storia, con la difficoltà di provare sentimenti ed emozioni.

Strada in salita.

Intervallata da qualche discesa. Ricominciai ad assaporare il gusto di uscire, di cantare in privato, di farmi fotografare. Ho sempre avuto il desiderio di essere al centro dell’attenzione, decisi di non reprimerlo più. Volevo poter sorridere, ritrovare l’energia.

Sembra la svolta giusta.

Finchè nel 2011 mi colpisce un lutto gravissimo, la morte di mamma, della persona che nonostante tutto e contro tutti aveva sempre creduto in me. Lì capisco di essere a un bivio: salita o discesa. Il filo è tesissimo, basta un’altra goccia e può spezzarsi. Decido di credere in me. Lo devo per rispetto a lei.

Qui inizia la seconda vita di Veronica Sky Rossi.

Rinasco, ritrovo persone, ritrovo me stessa, supero le difficoltà lavorative e inizio a vedere i bicchieri mezzi pieni. Trovo il compagno giusto per me, ritrovo la fotografia attraverso i social network. Racconto me stessa attraverso immagini che abbiano sempre un messaggio importante nel contesto in cui si trovano.

Persone giuste, al momento giusto, nel contesto giusto.

Nella mia vita ho una filosofia molto semplice: dico e faccio solo ciò che mi convince e mi piace. Se mi sono ributtata nel mondo delle foto, è perché quello era il momento giusto per farlo. Ne sono orgogliosa, il risultato finale mi stupisce sempre: vedo me stessa in modi diversi, ma sono sempre me stessa. Riesco a vedere oggettivamente il mio corpo. Pazienza se ha qualche difetto. Sono orgogliosa delle mie spalle, del mio seno, del mio sorriso.

Tu hai scelto di stare sulla strada dell’eleganza.

E questa regola vale sia nel mondo della fotografia che nella ruotine quotidiana. Non mi piace esagerare, lo fanno già tutte e lo trovo banale, scontato, avvilente. È molto più femminile una schiena scoperta o una scollatura appena accennata. Importante è essere sempre perfette con se stesse: trucco, parrucco, mani, unghie. Ecco in cosa voglio distinguermi.

Per ora dici no al nudo.

Esatto: non mi va di farlo davanti all’obbiettivo, senza giudicare chi lo fa. Ognuno scatta per motivi personali ed è straordinario costruire un proprio percorso. Io, ad esempio, ho scattato in un parco con abito da sera e guantoni. Adoro i contrasti, amo far vedere il mio look femminile e il mio lato sportivo. Ho venduto la bicicletta da corsa, ma alla palestra non potrei mai rinunciare. L’ho già detto: quelle come me hanno un passato che volenti o nolenti ci segue sempre. Basta impedirgli di tornare ad avere il sopravvento.

Tu alla fotografia dai anche un valore terapeutico.

È così: ho capito che avevo sbagliato ad abbandonarla, che è bellissimo vedersi in fotografia. Ogni set mi mostra in un modo diverso, con caratteristiche e peculiarità differenti. È utile, perché in quegli scatti ci sono sempre io.

E si nota un fisico “da urlo” per una 42enne.

Lo sport è stato parte di me sin da piccola. Ci ho provato con tennis e ginnastica ritmica, ma ero proprio negata. La bicicletta lo vedevo solo come mezzo di spostamento ed invece è diventata la mia compagna di vita, fedele avventuriera per Gran fondo e cronoscalate. Mi sono aggrappata allo spinning appena è arrivato in Italia: prima come allieva, poi come istruttrice.

Oggi ti piaci?

Finalmente posso dire di sì. Con i miei difetti, ma sto bene con me stessa. Adoro vestirmi in modo da mostrare qualche dettaglio, per condividere con gli altri chi sono. E far immaginare su tutto il resto…

Luca Fina

Foto di copertina Roberto Del Bo

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