Al Verdi di Trieste esaltante interpretazione di Kirill Troussov diretto con sapienza da Nikša Bareza

Data:

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi, 21 e 22 settembre 2018

Il secondo concerto sinfonico al Teatro Verdi di Trieste ha presentato una netta separazione tra le due parti del programma, funzionali a creare un percorso logico che leghi tra loro i diversi appuntamenti della Stagione, pur potendosi in ogni caso individuare alcuni elementi comuni, quali ad esempio il tipo di ricerca estetica da parte dei due compositori e la sostanziale novità di entrambe le opere rispetto al tempo in cui vennero composte.
Se infatti il “Concerto per violino e orchestra” di Pëtr Il’ič Čajkovskij è capace di creare un magico nesso tra il tributo allo stile classico e l’espressività dell’anima russa, fortemente presente nell’intera partitura e in particolare nel primo e nel terzo tempo, la novità e il livello di ricerca stilistica del “Daphnis et Chloé” di Maurice Ravel è facilmente individuabile a partire dall’indicazione “Symphonie chorégraphique” e dalla presenza del Coro, voluta dall’autore dietro le quinte di questo balletto sinfonico e purtroppo non sempre rispettata nelle non frequenti esecuzioni. Meritoria quindi la scelta del Teatro e del Direttore Nikša Bareza di scegliere la versione integrale dell’opera, impegnando così parte dell’organico vocale alla vigilia della partenza di una sua parte assieme ad alcuni Professori d’Orchestra per il Giappone dove saranno impegnati nella Lucia di Lammermoor.

Al di là di ciò, quel che importa maggiormente è dar conto dell’esaltante interpretazione del solista Kirill Troussov che ha entusiasmato il pubblico con naturale disinvoltura assieme allo Stradivari “Brodsky” del 1702, il violino con cui Adolph Davidovich Brodsky eseguì nel 1881 la prima assoluta dello stesso concerto. Lo strettissimo dialogo, al punto da sembrare in alcuni momenti essere una cosa sola fra Kirill Troussov e lo strumento dal suono ammaliante, l’assoluta leggerezza di certi passaggi tale da creare l’impressione che l’archetto non stia sfiorando le corde, il virtuosismo di vaglia, il vorticoso e leggero ricamo creato dall’incontro con l’Orchestra sapientemente diretta dal M° Nikša Bareza ed evocanti vivide immagini con i colori degli incredibili spazi russi.
Il bis offerto, il “Carnevale di Venezia” di Niccolò Paganini, ha chiuso in modo spumeggiante la prima parte del concerto.

Importante e per niente pleonastica la presenza del Coro nel “Daphnis et Chloé” di Maurice Ravel, il balletto in un atto commissionatogli dal direttore dei Ballets Russes Sergej Pavlovič Djagilev su libretto di Michel Fokine e Ravel stesso da Longo Sofista, a dimostrazione di quanto possa essere utili seguire con rispetto le indicazioni date dall’autore, soprattutto quando chiaramente espresse. In questo caso l’articolata tessitura della composizione, molto varia al suo interno, satura di colori pieni e intensi dati dal considerevole organico , riceve dalla presenza vocale “senza parole” suggestioni lievi dai toni eminentemente onirici evocanti esotismi che, ispirati all’antichità greca, si rivelano di fatto fuori dal tempo.
Nikša Bareza ha diretto Orchestra e Coro in modo sapiente, esperto ed equilibrato, con attenta e partecipe sobrietà, traendo il meglio da tutte le sezioni e offrendo così al pubblico attento la possibilità di cogliere la pienezza della narrazione dalle molteplici ambientazioni presente nella partitura.
Lunghi e convinti gli applausi finali.

Paola Pini

Foto Fabio Parenzan
Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi
21 e 22 settembre 2018
II Concerto Sinfonico
Direttore Nikša Bareza
Violino Kirill Troussov
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Concerto in re magg. per violino e orchestra op. 35
Maurice Ravel
Daphnis et Chloé, “Symphonie chorégraphique” in 3 quadri

Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Maestro del Coro Francesca Tosi

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