Terra madre/ Salone del Gusto… i suoi presidi

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Terra Madre – Salone del Gusto a Torino

Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino uniti per una grande manifestazione dove trova posto al Lingotto, che ospita Cibo, Sapori e Cultura, con conferenze aperte a un dialogo sul cambiamento mondiale del cibo, sostenendo percorsi come Slow Meat, Slow Fish, Salute, Semi, Api e insetti. I visitatori troveranno nei due settori (Lingotto Fiere e Oval) argomenti in apposite aree di conferenze, degustazioni, laboratori o semplicemente potranno andare alla scoperta di tutto quello che offre TERRA MADRE/SALONE DEL GUSTO, appuntamento che si rinnova ogni due anni e che quest’anno ritorna nella dimora dove ha visto la sua prima luce, al Lingotto di Torino.

L’Italia è presente con i suoi Presìdi ”legati alla lumachina” dal lontano 1999 attraverso la Fondazione Slow Food fondata da Carlo Petrini, proponendo al visitatore l’imbarazzo della scelta per confrontarsi e gustare le proposte degli espositori, dalla birra artigianale fatta in Piemonte, ai prosciutti, le molteplici iniziative dei caseari con formaggi d’alpeggio, per arrivare sino alle colline di Enna (Sicilia), rivalutando alcune specie dimenticate del territorio, come la lenticchia nera, il fagiolo quarantino di Volturno Irpinia, piuttosto che il pomodoro giallorosso di Crispiano, senza dimenticare le pesche nel sacchetto e le fave larghe di Leonforte e altro ancora. Spostandoci, potremmo trovare un salume a base di carne di renna, il gurpi, che i pastori Sàmi trasportavano durante le transumanze… e che dire del Suino nero dei Balcani orientali! Allargando lo sguardo nel resto del mondo, l’Africa è presente con nuove produzioni di arance e caffè. Il Messico è attento a non compromettere l’ecosistema corallino, preservando la continuazione del “Chakay”, che in lingua Maya è l’aragosta spinosa (panulirus argus), pertanto la pesca viene fatta senza reti, lasciando un’area protetta per il ripopolamento. In Cina invece troviamo Piero Ling, anima dello Slow Food Cina e ristoratore a Torino, che spiega le diverse cucine: Pechino con la sua anatra laccata, quella dello Jan Su, con pesci di acqua dolce, maiale e pollame, per concludere con la regione del Se Chuan, famosa per l’abbondanza sui piatti di pepe e peperoncino. La Corea c’insegna un modo meditativo sul mangiare, che non è solo nutrimento, bensì la riflessione sull’origine del cibo e la sua gratitudine. Leisha Parkinson (Australia) oltre a riciclare le capsule usate del caffè e utilizzarle come fertilizzante produce un “fungo ostrica”, la quale si differenzia da tutti i tipi di funghi conosciuti. Il pubblico curiosando tra gli stand sarà invaso dai sapori, culture e nuove conoscenze delle cucine ospiti come Lituania, Lettonia, Tanzania e Russia o la cucina del crudo in Giappone. I lettori di Tex Willer hanno conosciuto attraverso le avventure i Navajo un popolo che da anni è il principale custode della biodiversità… anche il Canada rispetta l’ambiente portando in tavola le sue alghe marine commestibilissime, richieste non solo da grandi chef, ma anche da distillerie per aromatizzare il gin. Ormai è consuetudine usare lo zucchero di canna… quello in bustina, poiché si pensa che sia più genuino essendo “grezzo”. Niente di tutto ciò, quello che troverete nel contenuto è solo zucchero bianco, caramellato! Esiste in commercio quello vero, grezzo, fatto dalla canna da zucchero, questo era o forse lo è ancora, usato per i riti Voodoo: così nasce il rum del popolo di Haiti, il Clairin. Queste sono alcune delle “vetrine sul mondo” che il pubblico troverà in questa dodicesima edizione. Troppo poche le giornate del Salone per visitarlo e apprendere la cultura, gustarne i sapori, capirne i segreti che Terra Madre offre con i suoi Presìdi, tesori di un valore inestimabile che dovremmo salvaguardare e non sprecare. Da qualche tempo, alcuni nel mondo hanno iniziato ad essere “paladini” difendendo la biodiversità per uno sviluppo sostenibile.

Daniele Giordano

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