(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione di Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua

Data:

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Bartoli. Dal 18 ottobre all’11 novembre 2018

Massimo Cirri, lo psicologo che è “anche” autore teatrale, stuzzica e incalza benevolmente Peppe Dell’Acqua, lo psichiatra che è “anche” protagonista e testimone di memoria. Assieme ricordano, seduti su una panchina rossa posta al centro del palcoscenico l’inimmaginabile rivoluzione pacifica avvenuta in poco meno di vent’anni grazie all’intelligenza e alla caparbietà di Franco Basaglia, lo psichiatra veneziano che era “anche” filosofo.  Con troppo poco tempo per cambiare la testa ai vecchi psichiatri aveva scommesso sui giovani appena specializzati, dotati certamente di un’altra visione per intraprendere qualcosa di grande, ma anche tanto lieve.

Prima di lui soltanto la lungimiranza del Presidente John Fitzgerald Kennedy era riuscita a smuovere in qualche modo la pesante nebbia capace di portare al fallimento ogni tentativo di ridare dignità alle persone la cui mente si trovava a vivere l’esperienza della follia. Quel che fino al Settecento era stato considerato parte dell’esperienza umana, da accogliere come risorsa necessaria per poter comprendere ogni angolo, anche il più doloroso e buio della vita di una comunità, fu a un certo punto percepito come qualcosa di vergognoso da nascondere ai più, da allontanare dalla quotidianità, da negare perché non corrispondente all’idea utopistica di un’umanità in cui tutto doveva funzionare secondo una logica basata esclusivamente su rapporti di causa/effetto.

Ma cosa scatta nella mente di un pescatore, nipote, figlio e fratello di pescatori nel momento in cui, arruolato nella Marina Militare, affonda con la nave su cui è imbarcato in un’azione di guerra?

Quale miracolo avviene se poi, dopo anni di internamento in manicomio, qualcuno libera questa persona e, a poco a poco, riesce a riportarlo a riprendere il mare sulla barca di famiglia, lo aiuta a reintegrarsi nel contesto che gli era proprio prima di essere travolto dagli abissi del disagio mentale?

“L’impensabile liberazione” delle persone che in anni e decenni di internamento erano stati ridotti  a corpi privati della volontà, automi senza nome, numeri in un registro, fu operata da Franco Basaglia ai confini della penisola, iniziata nel 1961 a Gorizia e culminata con l’apertura, nel 1977,  dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste e la successiva creazione dei primi Centri di Salute Mentale a seguito della Legge 180, varata il 13 maggio 1978 (quattro giorni dopo l’assassinio di Aldo Moro) e sostenuta con gran forza dalla democristiana Tina Anselmi, un tempo staffetta partigiana, allora Ministro della Sanità.

Presidente della Provincia di Trieste era allora un altro democristiano, il giovane Michele Zanetti che con fermezza, coraggio e anche una certa dose di temerarietà sostenne le idee libertarie di Franco Basaglia, favorendone la realizzazione.

Con leggerezza Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri raccontano tutto questo e ricordano a tutti noi che in un periodo molto difficile per gli equilibri democratici del Paese colpiti gravemente dalla violenza terroristica, la nostra repubblica riuscì a far prevalere il rispetto per le persone trasformando il disagio mentale, considerato fino a quel momento un problema di ordine pubblico, in questione di natura etica e sanitaria con il fine chiaro e preciso di riannodare un filo spezzato e far ritornare a una vita socialmente degna chi da essa era stato allontanato mettendo “tra parentesi la malattia” senza dimenticare di mettersi in ascolto e sostenere in questo difficile, ma necessario cambiamento chi, da fuori, temeva l’abbattimento dei muri del manicomio.

Furono anni esaltanti, difficili, carichi di dense emozioni e di confronti anche aspri, critici in diversi momenti, esempio ancora oggi, per noi tutti di quanto la mitezza possa combinarsi con la determinazione, di come sia possibile essere al contempo pragmatici e visionari trovando sulla propria strada insospettabili alleati.

Paola Pini

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Sala Bartoli
Dal 18 ottobre all’11 novembre 2018
(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione
di Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua
regia di Erika Rossi
con Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua
luci di Alessandro Macorigh
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

 

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati

“Chiamatemi Woody”. L’ironia di Allen a Roma

Roma, Teatro Lo Spazio, dal 9 al 14 gennaio...

ALESSIA CAPUTO, BELLEZZA E SENSUALITA’

Bella e sensuale come poche altre ragazze, Alessia Caputo...

Roberta Carluccio, una bellezza italiana scolpita in palestra

Dalle sfilate per Pitti Bimbo a Temptation Island. Da...