“Per favore, lascia il mio naso!” Uno spettacolo egiziano alla maniera della Commedia dell’Arte

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Al teatro di “Al- Hanager” nel Cairo, Egitto

Quando i rapporti sociali si stanno lacerando nell’attuale società egiziana, nella stessa famiglia, e tutto per effetto della differenza dei pensieri, la risata teatrale è la soluzione.

Il teatro di “Al-Hanager”, presso la sede dell’Opera nel Cairo, mette in scena attualmente l’ultimo spettacolo di Eslam Emam Lascia il mio naso, per favore!, che dura 90 minuti.

Assistono allo spettacolo ogni sera molte persone, nonostante che gli attori siano giovani e non ancora famosi. La questione trattata nello spettacolo riguarda tutta l’umanità ed è valida per tutte le società, soprattutto arabe. Si parla de “la fobia di classificazione”, che affligge le persone a cominciare da dopo la primavera araba, che classifica in due gruppi le società a seconda dei loro pensieri politici.

Corriere_Dello_SpettacoloLa commedia racconta di due amici stretti da bambini. Un giorno, da grandi, mentre bevono un succo insieme, litigano dopo che uno di questi prende in giro l’altro per il suo naso. Il che trasforma l’amicizia tra le due famiglie in due gruppi nemici, e, quando stanno per cociliarsi, interferiscono quelli che accendono di nuovo il fuoco e il palcoscenico si trasforma in una guerra tra il partito dei nasi grandi e l’altro dei nasi piccoli, in modo ironico, satirico e comico, con le battute che si referiscono alle situazioni attuali dell’Egitto e del mondo arabo.

Un cittadino normale e ingenuo casca nelle mani dei due gruppi al palcoscenico, rifiutando di essere classificato, e cerca un compromesso tra i due gruppi, organizzando una festa in cui tutti si mettono le maschere alla maniera della Commedia dell’Arte.

Ci si deve accettare nella società, respingendo le differenze di colore, di religione, ma soprattutto di pensiero, per garanire una società sana e coerente. “O curiosista, butta via il tuo naso dalla vita altrui, affinché guarisca la società”, afferma Mohamed Desoky, Direttore generale del Centro per le arti Al Hanger.

“Sul palcoscenico sono presenti i numerosi colori dei vestiti, capelli e luci”, dichiara Eslam Emam, drammaturgo e regista della commedia, aggiungendo: “Ho anche introdotto il personaggio di Alice, che racconta le fiabe ai bambini come fosse una Commedia dell’Arte italiana, con maschere e performance per esprimere l’idea farsesca del conflitto tra i cittadini nella società.”

Il giovane drammaturgo egiziano ha precentemente messo in scena il suo spettacolo di successo intitolato “Uomini e donne”: “Mi ha ispirato l’idea del libro più venduto nel mondo “Le donne vengono da Venere, gli uomini da Marte”, e ho deciso di trasformarlo in una commedia farsesca che spiega in modo chiaro e comico le differenze nella psicologia tra la donna e l’uomo, presentando una proposta per comprendere l’uno e l’altro, e lo spettacolo ha avuto un gran successo per tre anni”.

La missione di questi spettacoli appartiene al teatro educativo con un linguaggio capace di raggiungere le vari classi sociali con la rappresentazione di questioni sociali.

Nermin Shawky

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