SEGRETI E CIPOLLE in un condominio a piazza Vittorio

Data:

Al Teatro de’ Servi di Roma, fino al 4 novembre 2018

Ancora un’analisi sociologica di sano realismo in un palazzo condominiale della vecchia ”suburra” QUIRITE, ossia nel cuore della Roma popolare di Piazza Vittorio diventata alternativa ed abitata in maniera predominante dalle minoranze etniche, pur se rinnovata in meglio con la porta alchemica ed il giardino dopo lo spostamento del mercato nell’ex caserma di via Principe  Amedeo. Qui abitava in uno dei palazzoni del perimetro urbano la scrittrice ed attrice Monica Lugini, che affacciandosi ad una finestra del cortile interno osservava le vite ed il comportamento degli altri condomini ed inquilini, che le s’impressero nella mente tanto che n’ha fatto oggetto d’un lavoro che va in scena in questi giorni, fino al 4 novembre al teatro de’ Servi. Aveva dunque ragione De Filippo quando sosteneva che erano i tipi della strada ad ispirare i soggetti del suo teatro, la cui finzione alludeva alla realtà considerata criticamente. Naturalmente non tutti potevano figurare e dunque compaiono degli esemplari rappresentativi di quella”fauna”metropolitana studiata all’interno delle cucine, ambiente principale di codesti casermoni le cui finestre venivano tenute chiuse per i cattivi odori di zuppe e minestroni a base di cipolle, specie  per le pietanze asiatiche.I protagonisti sono Mario, disoccupato e sposato con Marisa, la stessa autrice che nella prima scena gioca a carte con Cesare un “parvenu” arricchito come immobiliarista e primo compagno d’infanzia e fidanzato nella prima giovinezza con la padrona,attualmente delusa dalla misera vita costretta a condurre e desiderosa di maggiori agi con sbandate amorose con lo stesso ed il suo medico personale già sposato e padre. L’Amica benefattrice è una donna matura di facili costumi di origine greca e precisamente di Santorini che, ispirandosi alle idee innate di Platone non vuole coinvolgimenti relazionali e pratica il sesso come eros libero; mentre il segreto svelato è l’amore puro del parrucchiere gay di nome LEA che corteggia un dogman come Leandro, che attore mancato,canta in un ristorante cinese.Appunto a tale etnia appartiene il ragazzo di seconda generazione, emblema del problema d’integrazione ed intolleranza razziale, mentalità incarnata da Marisa, perché gli extracomunitari rubano il lavoro al volenteroso e depresso marito in cui si cala con credibilità PAOLO PIOPPINI. Alla fine i nodi verranno al pettine, i rancori per la subdola offerta di lavoro ed i tradimenti scoppieranno,ma forse il pentimento ed una resipiscenza amorosa per una volta prevarranno. Si medita con buon gusto fino al 4 novembre.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini     

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