Giovanni Nuti: una carriera musicale ricca di poesia

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Per sedici anni lo abbiamo visto a fianco della grandissima poetessa Alda Merini (scomparsa nel 2009), incontrata nel 1993. Sto parlando del musicista e cantautore Giovanni Nuti che oggi ci concede un po’ del suo tempo. Prima di fare le domande, riassumiamo la sua biografia. Giovanni Nuti, Toscano di Viareggio e milanese di adozione, ha all’attivo otto album e ha collaborato con Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Lucio Dalla, Mango, Enzo Avitabile, Milva, Dario Gay, Marco Ferradini e Simone Cristicchi. Dall’incontro e collaborazione con la Merini – definito dalla stessa “matrimonio artistico” – sono nati numerosi spettacoli che li vedono protagonisti insieme sul palcoscenico e anche quattro cd: 1. Milva canta Merini (2004), che rappresentò il ritorno discografico della “Rossa”, di cui Giovanni Nuti firma tutte le musiche; 2. Poema della Croce, una moderna opera sacra rappresentata anche nel Duomo di Milano e definita da Sua Eminenza card. Gianfranco Ravasi «opera di finissima e intensa esegesi musicale» della «grande poesia di Alda Merini»; 3. Rasoi di seta, con 21 liriche della poetessa milanese musicate dal cantautore, tra cui Poeti, duetto con Simone Cristicchi; 4.Una piccola ape furibonda, con otto testi inediti della Merini, pubblicato il 21 giugno 2010. Nel 2012 esce Una pequeña abeja enfurecida – Giovanni Nuti canta Alda Merini in spagnolo con la partecipazione straordinaria di Lucia Bosè, che ha curato le versioni in castigliano di tutte le poesie-canzoni. Ad agosto 2013 Giovanni Nuti musica il mantra hawaiano del perdono HO’OPONOPONO (“Mi dispiace. Perdonami. Grazie. Ti amo”) e pubblica la registrazione in 10 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, russo, greco, cinese, giapponese. Giovanni Nuti rende omaggio al cantautore Georges Moustaki, a pochi mesi dalla sua scomparsa, proponendo in 4 lingue il celebre brano Lo straniero (in vendita digitale dal 6 settembre 2013 anche nella versione originale francese Le méthèque, tedesca Ich bin ein Fremder, spagnola El extranjero). A dicembre 2014 viene pubblicata la composizione di Giovanni Nuti Cantico delle creature, suite di 11 brani per pianoforte eseguiti dalla pianista Elena Papeschi (Sagapò in coedizione con Casa Musicale Sonzogno). Ispirata dalle laudi di San Francesco – da Fratello Sole a sora nostra Morte corporale – e dedicata “a Papa Francesco promessa e speranza di una Chiesa povera e cristiana”. Il 20 ottobre 2017 esce il cofanetto Accarezzami musica – Il “Canzoniere” di Alda Merini: tutta la sua produzione in musica con la poetessa milanese: 6 CD, 1 DVD, 114 canzoni di cui 13 inedite, 21 brani con Alda Merini recitante, duetti con 29 Artisti ospiti (Nar International/Sagapò): Renzo Arbore, Fabio Armiliato, Peppe Barra, Alessio Boni, Lucia Bosè, Sergio Cammariere, Rossana Casale, Fabio Concato, Aida Cooper, Valentina Cortese, Simone Cristicchi, Daniela Dessì, Grazia Di Michele, Marco Ferradini, Eugenio Finardi, Dario Gay, Enzo Gragnaniello, Monica Guerritore, Mariangela Melato, Iskra Menarini, Milva, Andrea Mirò, Rita Pavone, Omar Pedrini, Piccoli Cantori Di Milano, Daniela Poggi, Gigi Proietti, Enrico Ruggeri, Lina Sastri. Vincenzo Mollica nella sua introduzione al libretto contenuto nel cofanetto scrive: “…Insieme hanno scritto canzoni in forma di poesia memorabili. Hanno scritto un vero e proprio canzoniere, che finalmente viene pubblicato in un cofanetto. Le loro canzoni non sono mai state figlie di un progetto nato a tavolino, ma è come se seguissero la forza del destino. C’era una sintonia artistica tra loro che si nutriva di meraviglia, che aveva come porto la bellezza che solo l’arte sa regalare”.
Massimo Cotto scrive: “Questo cofanetto è quanto di più struggente, lacerante e sublime possa esserci per descrivere la grandezza di Alda Merini… Ecco, più di tutto, in questa cattedrale di emozioni c’è la bellezza del rapporto con Giovanni Nuti, che, attenzione, non è colui che ha musicato le poesie di Alda Merini: è l’uomo che ha creato le uniche musiche possibili. Le loro canzoni sono un connubio perfetto di musica e testo”.
Giovanni Nuti ha cantato i versi di Alda Merini in Germania con Milva, in Spagna con Lucia Bosè, e sta portando da 3 anni in giro per l’Italia lo spettacolo Mentre rubavo la vita insieme a Monica Guerritore. Un grande percorso artistico fatto da una carriera che va oltre alla musica e che abbraccia la poesia. Credo che questa sua attitudine sia sbocciata prima dell’incontro con la Merini, perché ricercando la sua storia artistica ho trovato anche una sua partecipazione al Festival di Saremo 1991, con Non è una poesia, di Paolo Recalcati e Giovanni Nuti. Partecipazione che forse pochi ricordano. Tornando indietro nel tempo, la mia memoria mi porta a quella edizione del Festival di Sanremo. All’epoca ero piccolo, ma seguivo già con attenzione la musica e ho il ricordo di questo artista e di quella sua canzone che oggi mi è tornata alla memoria. Avevo dimenticato il nome dell’artista e il titolo del suo brano, ma la canzone mi è rimasta impressa nella memoria. In ogni modo, conosciamo più da vicino Giovanni con questa intervista:

La tua è una bellissima carriera musicale e poetica. Un viaggio che si può percorrere forse solo se si ama la musica e la poesia. Come è avvenuto l’incontro tra Giovanni e la musica e la poesia?

Non so quando ho cominciato ad amare la musica. Mi verrebbe da dire da prima di nascere, perché mia madre, che aveva una bellissima voce, amava cantare e sono sicuro che io la ascoltavo, quando ancora vivevo dentro di lei, “addormentato dentro il dolce rumore della vita”, per citare un poeta, Sandro Penna. La poesia l’ho incontrata forse allo stesso modo, con le sue filastrocche e ninnananne e poi a scuola, perché alle elementari allora si insegnavano molte poesie da mandare a memoria.

Mi viene spontaneo domandarti se da bambino sognavi di fare il musicista e il cantautore, ma forse questa è una domanda molto frequente, e allora ti voglio chiedere quando hai iniziato a scrivere e da dove nasce tale bisogno?

Ricordo che da molto piccolo, intorno all’età di 5 anni, quando mi veniva chiesto: “cosa farai da grande?” – io rispondevo senza esitazioni: “il cantante”, e all’età di nove anni ho musicato due poesie di Giovanni Pascoli. Unire la musica alla poesia è sempre stata per me un’esigenza naturale.

Quando è avvenuta la tua prima esibizione artistica?

La mia prima esibizione artistica avvenne a Viareggio al Caffè Concerto Margherita, un luogo molto conosciuto allora e meta di tanti musicisti e cantanti, perché ogni giorno d’estate si faceva musica dal vivo.

Ti conosciamo come artista, ma chi è Giovanni al di là di questo. Ti va di raccontarci un po’ di te?

Non è facile separare la mia parte artistica da quella che vive la “quotidianità”. Cerco di fare di ogni giorno una festa, o almeno ci provo, facendo rientrare anche i problemi (e ahimè anche per me sono tanti!) in una specie di copione teatrale e in questo modo riesco, con l’esercizio, a sentirli più distanti e meno “devastanti”.
Poi, proprio per non farmi mancare mai le luci della ribalta, ho creato in casa mia un teatrino con tanto di palco e poltroncine da teatro. Il mio pubblico? I miei 13 gatti.

Hai dichiarato “Alda era poesia viva, ha superato la poesia come letteratura, come lettura solitaria: Alda ha staccato i versi dalla pagina scritta. Voleva che i suoi versi fossero cantati, fossero scritti sui muri, andassero per strada, entrassero nella vita di tutti. Per questo i suoi versi li capiscono tutti, dal letterato alle persone incolte”. Sono parole profonde e vere e ipotizzo che non è facile accoglierle, in un’epoca in cui forse – correggimi se sbaglio – la musica e la poesia sembrano divenuti dei mestieri lavorativi, perdendo così la propria profondità, anche se poi forse qui c’è da fare una riflessione, un’analisi molto lunga, poiché probabilmente l’arte cammina insieme al tempo e all’epoca a lei contemporanea. Sulla base di questa riflessione, ti voglio chiedere: Oggi possiamo ancora parlare di poesia e musica? Esistono ancora queste o si sono disperse? E da artista con una grande carriera come la tua, ispirandoti a queste tue dichiarazioni su Alda e sulla vostra collaborazione e sulla tua personale esperienza, cosa consigli ai giovani artisti?

Anche se viviamo in un’epoca in cui, a mio avviso, difetta un poco la creatività, poesia e musica ci saranno sempre perché rispondono a un’esigenza profonda e imprescindibile degli esseri umani, esprimere con le note e le parole la meraviglia delle emozioni e dei sentimenti. Ai giovani artisti non ho molto da dire se non di coltivare il proprio talento, cercare di trovare una propria strada personale e non porsi come fine il successo ma sempre il piacere e la gioia di esprimersi e creare.

A luglio 2018 è uscito L’infinito di Giacomo Leopardi, interpretato dal tenore Fabio Armiliato: la celeberrima poesia è musicata da te ed è stata presentata in anteprima nella manifestazione “Siamo fatti per l’Infinito”, organizzata dall’Accademia Mondiale di Poesia presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona il 24 marzo scorso. Il 30 agosto hai ricevuto il Premio Franco Enriquez 2018 – Città di Sirolo sezione Poesia e musica. Quindi sempre grandi impegni con l’arte, raccogliendo anche delle soddisfazioni. Mi hai parlato anche del “Poema della Croce”, l’opera sacra che tu hai composto sul testo di Alda Merini. Ci parli di questa composizione?

Un critico l’ha definita “una liturgia per il tempo presente” e davvero i potenti versi religiosi di Alda Merini sono molto vicini alla nostra moderna sensibilità perché restituiscono a Gesù e Maria tutta l’umanità e il calore, togliendo loro quella distanza e quell’immagine un po’ fredda e stereotipata che secoli di cristianesimo hanno sovrapposto alla loro realtà storica.
La mia musica ha cercato di sposare e amplificare questa profonda verità “emotiva” dei personaggi e devo dire che tutte le rappresentazioni che abbiamo fatto del Poema della croce, a partire da quella nel Duomo di Milano nel 2006, hanno coinvolto ed emozionato il pubblico. Sono molto felice perché sto progettando un nuovo allestimento del “Poema della croce” in cui sarò affiancato da una grande artista, una stella internazionale, Carla Fracci, nel ruolo recitante che fu di Alda. E verranno aggiunti anche dei momenti di danza interpretati da alcuni giovani danzatori per la regia di Beppe Menegatti.

Giuseppe Sanfilippo

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