BELLA FIGURA. L’affanno di vivere in maschera

Data:

Roma, Teatro Ambra Jovinelli, dal 9 al 27 gennaio 2019

Bella figura, il testo di Yasmina Reza che è in scena dal 9 gennaio al Teatro Ambra Jovinelli, giunge a Roma dopo una lunga tournée e mantiene quanto promesso dalla scrittura tagliente, quasi surreale, della sua autrice. In effetti, nessuno dei personaggi fa una bella figura, quella che si dovrebbe conservare pubblicamente, perché la drammaturgia raffinata della Reza, coi suoi dialoghi affilati, sconfinanti nel teatro dell’assurdo, scarnifica l’apparenza dalla sostanzialità degli esseri umani, mettendone a nudo le meschinità, le nevrosi, le fragilità devastanti. Seppure con il sorriso, si affronta non tanto una storia quanto un flusso di vita (individuale e sociale), come la stessa Reza precisa, in cui da ridere c’è ben poco. Il paradosso dell’umorismo dentro le dinamiche tragicamente buffe degli esseri umani.  Due coppie, una clandestina formata da Andrea (Anna Foglietta) e Boris (David Sebasti), in pieno litigio nel parcheggio di un ristorante, l’altra da Eric (Paolo Calabresi) e sua moglie Francoise (Anna Ferzetti) arrivati per festeggiare il compleanno di Yvonne, l’anziana madre di lui, una straordinaria Simona Marchini. Un piccolo incidente provocato dall’auto di Boris che colpisce in retromarcia la vispa Yvonne, darà il via ad una situazione imbarazzante da cui nessuno saprà uscire fuori. Una tensione surreale avvolgerà l’intera serata nel ristorante, in cui i cinque personaggi troveranno apparenti vicinanze per poi isolarsi nel proprio comodo cinismo. “L’incerta, ondeggiante trama della vita”, afferma l’autrice Forse sono proprio le donne a salvarsi, consapevoli del proprio ruolo, ma i due uomini ne escono a brandelli, nell’illusione di una normalità banale ma assolutamente nevrotica. Tutti, comunque, disperatamente bisognosi di aiuto, che sia umano o farmacologico.

Bella figura è un testo dalla grande potenzialità, ma la resa scenica dello spettacolo non convince del tutto. La scelta dei cambi scena, ad esempio, lascia perplessi, spezzando il ritmo della pièce, sensazione del tutto personale. Anna Foglietta e Paolo Calabresi sono bravissimi nei rispettivi ruoli, Simona Marchini è il tocco di classe, David Sebasti credibile nell’esasperazione e nel tormento di Boris, Anna Ferzetti rende perfettamente la rigidità moralista del suo personaggio. Bella figura chiude in modo malinconico, amaro. Il giusto epilogo, stante l’incapacità di uscire dal cul de sac delle relazioni rappresentate così causticamente dalla penna di Yasmina Reza. Particolare, sottile, interessante.

Paolo Leone

Roma, Teatro Ambra Jovinelli, dal 9 al 27 gennaio 2019
Gli Ipocriti Melina Balsamo presenta:
Bella Figura, di Yasmina Reza. Traduzione di Monica Capuani.
Con: Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, David Sebasti e con Simona Marchini.
Scena e luci Gianni Carluccio; Costumi Gemma Mascagni. Regia di Roberto Andò
Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Ambra Jovinelli, nella persona di Benedetta Cappon

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