Guai a catena e matrimonio fallito per la relazione tra cuori solitari dai temperamenti incompatibili in ”C’è sempre un’altra possibilità”

Data:

Al Teatro Manzoni di Roma, fino al 27 gennaio 2019

Non sempre la ricerca della propria anima gemella,attraverso l‘agenzie matrimoniali,l’annuncio pubblicato sui giornali od i contatti virtuali sui cellulari,è idonea,prudente e consigliabile,poiché potrebbe riservare delle sorprese e lasciare frastornati, delusi, fino all’esasperazione nervosa. Ciò è quanto avviene al povero dipendente pubblico LEONARDO che è il coprotagonista dell’ironica, sarcastica e didascalica commedia dello scrittore Americano “Sam Bobrick” c’è sempre un’altra possibilità, che censura appunta la facilità con cui si costruisce tecnologicamente un contatto per conoscersi senza indagare troppo su chi si va ad incontrare. Se ne renderà conto subito il nostro soggetto che fissa un convivio galante con la nubile di mezz’età passata Miriam, un’esilarante, briosa, seducente, Rita Forte che impersona con smaliziate parole tartufesche la ”mantide religiosa”mentalmente instabile e disturbata che si diverte per contrappasso ad incastrare e rovinare i suoi spasimanti, dopo che tre corteggiatori l’hanno prestamente abbandonata,fuggendo dopo il primo approccio.Con velenosi e satirici quadretti, sketches, l’autore ci mostra tutto il gretto opportunismo interessato ed egoista,mediante la collaborazione dei suoi squallidi e pragmatici familiari come la sorella Gelsomina obesa che mangia per  4 alla trattoria “lo zozzone” a Centocelle. La pseudoterapeuta GLORIA, cugina di MIRIAM che arriva in limousine,spillandogli sempre un’enorme quantità di soldi. Il massimo è lo zio Carmelo, avvocato di diritto civile che fa l’inventario di tutti i beni in casa di Leonardo che sembra viziare in partenza il matrimonio, come sosteneva il grande V. Alfieri nella sua allusiva commedia ilare e suggestiva”il divorzio”. Purtroppo Leonardo pur avendo compreso con chi a che fare, non possiede la personalità spiccata e decisa per sbatterla alla porta con qualche frase brusca e necessaria alla circostanza. Il danno sciagurato tocca l’apice allorché è costretto pure a sposarla per evitare le spese di risarcimento ad un teatro in cui è precipitato dalla galleria durante uno show musicale; tuttavia la dimostrazione del suo buon animo ed oneste intenzioni è che comincia ad affezionarsi alla nuova vita familiare ed alla compagnia solidale ed affettuosa di MIRIAM,ma questa non ne vuole più sapere della quotidiana routine esistenziale, sempre più presuntuosa ed arrogante svela finalmente se stessa con la richiesta al costernato marito di lasciar stare e divorziare,avendo sprecato tanto tempo.Dopo qualche anno che si sono persi di vista,si ritroveranno ai giardinetti pubblici ed egli dalla cortesia innata la saluterà con indifferenza;come stanno le loro esistenze?Chi dei due,la preda o la novella cacciatrice Diana seduta a leggere su una panchina e dedita ai malati del santa maria della pietà, avrà o meno raggiunto la felicità e pace dei sensi? Lo spettacolo sarà in cartellone sino  al 27 c. m. con un esemplare Longhi.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

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