Anagoor ritorna a Trieste con “Rivelazione”: l’arte di Giorgione diventa magico ponte fra passato e futuro  

Data:

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Bartoli. Dal 12 al 17 febbraio 2019

La compagnia teatrale Anagoor propone, con “Rivelazione – Sette meditazioni intorno a Giorgione”, un’esperienza estetica di vero incanto, realizzata attraverso una sapiente combinazione di parole, suoni, immagini.

Al centro di tutto sta la figura mitica e misteriosa di Giorgione, il pittore veneto vissuto a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, della cui vita pochissimo si sa, pur essendone ormai accertata l’importanza e la fama già tra i contemporanei di quel lontano Nord-Est.

Il loro mondo era strettamente legato a Venezia, allora all’apice della potenza, dominatrice delle terre vicine e del mare fino all’Isola di Cipro.

Era, per la città, una posizione di grandissima forza che cominciò a perdere poco dopo, impercettibile inizio di un lento ma inesorabile declino.

L’affascinante monologo di Marco Menegoni procede lungo un sentiero scandito da sette soste, sette stazioni dense di significato: il silenzio, la natura umana, il desiderio, il nemico, la battaglia, il diluvio, il tempo.

Ognuna di esse, preceduta dal suo titolo, prende in esame una o più opere dell’artista, nato di certo a Castelfranco, ma la cui paternità non è tuttora altrettanto sicura.

È un percorso che immediatamente cattura e procede in crescendo; è caratterizzato da una narrazione rapsodica che prende spunto dalle opere scelte, descritte nella totalità e proposte visivamente a partire da particolari; da esse poi si allontana per far prevalere, con coerenza, un senso che sia innanzitutto umano: l’arte come via per comprendere e, in qualche modo convivere, con il nemico che in noi stessi si nasconde.

Attraverso alcuni straordinari dipinti – tra i quali, la “Pala di Castelfranco”, “Giuditta con la testa di Oloferne”, “La Tempesta”, “Laura”, la “Venere dormiente”, “Tre filosofi” e il “Fregio delle arti liberali e meccaniche” –  viene costruito un magico ponte, un meraviglioso legame attraverso i secoli: gli affreschi del Maestro veneto descrivono situazioni che ci appartengono, prospettive da lui intraviste già nella sua epoca, periodo di passaggio come il nostro, non sempre chiaro, spesso confuso.

Allora, come oggi, si vivevano ansie apocalittiche, si intuiva l’arrivo di uno sconvolgimento che avrebbe modificato gli equilibri esistenti; si esorcizzavano le paure abbandonandosi a eccessi di ogni tipo, partecipando a feste senza fine, testimoniando nella sfrenatezza un inconsapevole desiderio di annientamento.

Di fronte a ciò, Giorgione dipingeva privilegiando il colore anziché la linea del disegno, sorprendeva i contemporanei per la rara capacità di render vive le figure rappresentate, nascondeva nelle opere elementi esoterici tratti da tradizioni bibliche, letterarie o filosofiche.

Il suo lavoro era ambito dagli intellettuali e dai patrizi, generalmente lontani da visioni bigotte e sedotti dai paesaggi posti nello sfondo, dietro a figure dotate di sguardi carichi di una profondità psicologica rara.

Il “Fregio delle arti liberali e meccaniche” racchiude, in una struttura fluida e circolare, ogni cosa. Dà speranza, apre a possibilità ancora impensate, ci ricorda la presenza di un filo che ci collega tutti: esseri umani, natura, trascendente.

Paola Pini

 

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Sala Bartoli
Dal 12 al 17 febbraio 2019
Rivelazione – Sette meditazioni intorno a Giorgione
Con Marco Menegoni
Drammaturgia di Laura Curino e Simone Derai
Video di Simone Derai e Moreno Callegari
Suono di Mauro Martinuz
Regia di Simone Derai
Produzione Anagoor 2009
Co-produzione Operaestate Festival Veneto e Centrale Fies

 

 

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