LA COMMEDIA DI GAETANACCIO. Popolare, coltissimo Gigi Magni

Data:

Roma, Teatro Eliseo, dal 19 febbraio al 10 marzo 2019

La Commedia di Gaetanaccio in scena ora all’Eliseo fino al 10 marzo, dopo ben 40 anni dall’unica edizione con Gigi Proietti protagonista, ci ricorda, se già non la conoscessimo,  la grandezza del patrimonio culturale ereditato da Luigi Magni. Rivivono sul palco le vicende e i morsi della fame del povero Gaetano Santangelo, burattinaio romano che non si piega di fronte agli editti papali che ordinano la partecipazione al precetto pasquale e vietano ogni espressione considerata lasciva o sovversiva, tra cui le attività culturali “le quali che, quando va bene, nun servono a gnente”. Teatri chiusi e stenti per gli attori. Gaetanaccio, col suo teatrino delle marionette, non si arrende al potere e alla fame, spera nell’amore di Nina, attrice disperata ma sognatrice, e tenta vanamente di metter sotto i denti un po’ di pane, eludendo l’ingiusta legge. Giorgio Tirabassi veste i panni consunti del povero Gaetano e Carlotta Proietti quelli di Nina, popolana e attrice saggia ma innamorata dell’amore e del suo spasimante. Intorno ai due, ruota il mondo di allora e di oggi, in un gioco eterno in cui cambiano i costumi, i linguaggi, ma poco le dinamiche. Il teatrino della vita, la commedia delle commedie, dove i burattini si agitano finchè non vengono tagliati loro i fili dalla morte, a Roma conosciuta come la Commare Secca, si palesa sulla bella scena di Fabiana Di Marco.

La Commedia di Gaetanaccio, sicuramente un classico della tradizione popolare pur se raramente rappresentata, rispecchia in pieno quella che era la sensibilità del suo autore. Popolare, appunto, nelle sue espressioni artistiche, ma coltissimo. Ne è esempio questo testo (bellissimo) e questo spettacolo, apparentemente semplice nel suo svolgimento, ma molto complesso da mettere in scena, ricco di riferimenti colti, a partire da quel Meo Patacca e i “Trionfi di Vienna”, citata opera teatrale del 1823, nonché di diverse chiavi di lettura a cui si presta l’intera commedia coi suoi personaggi emblematici e, in alcuni casi, enigmatici. Non possono passare inosservati due ruoli importantissimi, quali quello di Fiorillo, maschera “figlia” di Pulcinella, voce della coscienza o pericoloso ingombro nella vita di Gaetano, e quello della Morte che ironicamente, con paradossale leggerezza, si palesa nei due atti a monito inevitabile negli affanni umani, affidati rispettivamente a due grandi interpreti del teatro quali Carlo Ragone ed Elisabetta De Vito, una delizia vederli all’opera. Giorgio Tirabassi ha il volto e il corpo giusti per il ruolo del protagonista, l’ironia tipicamente romana e lo sguardo astuto, meno convincente nel canto. Carlotta Proietti conferma la sua bella voce e quella naturalezza interpretativa ammirata in diverse altre occasioni. Enrico Ottaviano, che non conoscevo, e Daniele Parisi, rispettivamente nei doppi ruoli di Meo Patacca/Papa e Prologo/Governatore, sono divertenti espressioni del sarcasmo di Magni. Armonico il resto del cast e bravissimi i musicisti. Uno spettacolo bello visivamente, diretto dall’esperienza di Giancarlo Fares, che lavora molto sull’aspetto onirico, favolistico, della storia. Meravigliosi i costumi e i burattini ideati da Santuzza Calì, esponente dell’eccellenza delle maestranze italiane.

Paolo Leone

 

Roma, Teatro Eliseo, dal 19 febbraio al 10 marzo 2019
Produzione Eliseo presenta Giorgio Tirabassi e Carlotta Proietti in:
La Commedia di Gaetanaccio, di Lugi Magni. Musiche originali Gigi Proietti – Piero Pintucci – Luigi Magni.
Con: Carlo Ragone, Elisabetta De Vito, Daniele Parisi, Marco Blanchi, Enrico Ottaviano, Matteo Milani, Pietro Rebora, Martin Loberto e Viviana Simone. Musicisti in scena: Massimo Fedeli piano e fisarmonica; Diego Bettazzi clarinetto e flauto; Stefano Ratchev violoncello; Claudio Scimia violino e chitarra; Alessandro Vece violino, mandolino, piano.
Costumi e burattini Santuzza Calì. Scene Fabiana Di Marco. Light designer Umile Vainieri. Sound designer Manuel Terralavoro. Vocal coach Maestro Massimo Fedeli. Coreografie Ilaria Amaldi. Regia di Giancarlo Fares.
Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Eliseo nelle persone di Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio

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