Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Screzi amorosi, lavoro alternativo, improvvisa violenza nella notte di San Silvestro in ”CALL CENTER 3.0”

Data:

Al Teatro de’ Servi di Roma, fino al 10 marzo 2019

I ragazzi oggi come oggi sono sempre più afflitti dalla disoccupazione e dall’inutile ricerca dei posti di lavoro, specie se non hanno una buona preparazione di base, per cui molti sono inattivi e restano a casa senza più cercarlo, oppure aspettano l’opportunità dai centri per l’impiego secondo la normativa sul reddito di cittadinanza ed avranno adesso l’obbligo d’accettare l’offerta dagli 850 euro in su. Su tale urgente e grave questione sociale ha posto l’accento il lavoro di D’Alessandro: CALL CENTER 3.0 in cui si mostra come questi siano luoghi, ambienti, che danno la prima possibilità ai giovani di guadagnare qualcosa,chiamando privati cittadini a casa per conto di network, social, industrie, ditte ed imprese che si fanno la concorrenza al ribasso sul libero mercato oppure trovano il primo stipendio operando sondaggi DOXA a campione per istituti di statistica. Luisa dirige uno di codesti spazi e litiga con il suo fidanzato che desidera scegliere la docenza di filosofia invece che aiutarla sul lavoro, mentre le chiamate sono opera di Giovanna, una splendida ed intrigante Milena Miconi, che prima era una donna di facili costumi su strada e poi è divenuta una fattiva, aitante e volitiva dipendente, connessa telefonicamente grazie al suo nume tutelare Filippo,un ironico, burbero e scherzoso F. Oppini, che vorrebbe corteggiarla e che ha il trauma istintivo e pulsazioni emotive al solo sentire il nome cane o il suo abbaiare dopo essere stato morso da un dobermann fuggendo da una fedifraga relazione adulterina. La sera dell’ultimo dell’anno,mentre ci si prepara per il veglione, Giovanna, desiderosa di guadagnarsi una crociera, con la millesima telefonata s’imbatte via cavo con un depresso adirato con il mondo intero per essere stato licenziato e cacciato di casa dalla moglie rumena, che è andata a fare le pulizie nel “call center”. Egli arriva nell’ufficio di LUISA e vorrebbe sparare a tutti,dopo averli accusati di farsi sfruttare socialmente dalla proprietaria perdendo la propria libertà; poi Luisa, con cruda verità espressiva, precisa che il suo è un ”do ut des”, utile a chi non ha nulla e Giorgio s’acquieta nella sua adirata ”vis oratoria” di pregnanza politica lasciandosi assumere. Intanto Giovanna centra la sua millesima vendita di programma digitalizzato e servizio cellulare con un cliente di Bolzano, brindando alla conquistata crociera,mentre Luisa si riconcilia con il suo amore, che è contento della vita professionale didattica,arrivato umilmente con  una rosa in mano per ottenere il fatidico si al matrimonio sospirato.I costumi sono di Susanna Proietti in chiave medio borghese, le musiche del maestro Mariano Perrella e la regia attenta al divertimento trasgressivo per rompere la monotonia del lavoro è di R. D’Alessandro,che s’è ritagliato il ruolo di vigile notturno sorvegliante la struttura. Dunque si tratta d’una sitcom allegra e briosa,con una rosea prospettiva, che resterà in cartellone fino al 10 marzo.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

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