Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

ROBERTA CATARZI HA DATO IL… SUO BENVENUTO ALL’ESTATE!

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Sorriso stampato in volto ed energia da vendere. Chi se non lei, Roberta Catarzi, poteva non dare il “benvenuto all’estate” edizione 2019? Naturalmente, non se l’è fatto dire due volte. Abito delle grandi occasioni, voce squillante e sul palco ci è salita lei. È una grande estate quella che ogni anno riempie spiagge, hotel e lungomare della Toscana. E Roberta, orgogliosamente di Prato con accento doc, ormai da qualche anno è il volto dell’inaugurazione della kermesse che accoglie turisti e residenti in una delle Regioni più belle d’Italia. Anche quest’anno è stata lei ad aprire uno degli eventi più attesi da popolazione e da chi è arrivato da ogni paese per un po’ di meritato riposo. Per Roberta Catarzi, è così arrivata l’occasione di aprire “Arcobaleno d’Estate”, una cerimonia inaugurale ospitata al Forte Belvedere di Firenze con meravigliosi fuochi arcobaleno che hanno illuminato la notte fiorentina. Un 20 giugno da urlo, difficile da dimenticare per le migliaia di persone che hanno voluto esserci. La sera seguente, naturalmente, il grande bis. Per Roberta Catarzi è stata “doppietta”. Nel borgo dei VIP, la bella e fatata Forte dei Marmi, “davanti ad una folla sterminata abbiamo dato il via all’estate 2019 con la prima tappa del tour degli Stadio” racconta una Roberta ancora emozionata.

Eppure, non è finita lì…

Pochi giorni dopo ho presentato un altro bellissimo evento al Tennis Club di Prato. Spero sia il primo di molti altri che verranno.

Cosa ti spinge a salire sul palco?

Quando lo stress è troppo, riflettori e microfono sono il mio scarica stress! Essere al centro dell’attenzione mi piace, dopo un periodo in cui tutto è stato più difficile. Certo, salire su un palco e aprire un evento davanti a migliaia di persone impone un importante carico emotivo, ma l’importante è imparare sempre di più a gestirlo. Ed è quello che sto facendo.

Il tuo curriculum si allunga di anno in anno con kermesse sempre più importanti.

Eppure penso che la preparazione e la formazione facciano davvero la differenza. ‘La prima laurea in Progettazione e Gestione delle Imprese dell’Arte e dello Spettacolo mi interessava e mi ha dato basi per lavorare in maniera più efficace e sincrona nel mondo degli eventi, mia grande passione dai tempi delle scuole medie.

Poi, però, si è aperto un mondo.

La seconda laurea, quella in Pedagogia Clinica, rappresenta una vera e propria vocazione. Ho sempre amato i bambini: poter aiutare i minori in difficoltà e le loro famiglie è un qualcosa per cui mi sento portata. Avevo quindi bisogno di formarmi per poter rispondere nel migliore dei modi alle esigenze delle persone.

Luca Fina

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