AgGREGazioni, ossia Greg di Lillo&Greg senza Lillo. All’Off/Off theatre di via Giulia

Data:

Off/Off theatre, Roma. Fino al 1° dicembre 2019

Di solito li si vede e sente in coppia, tanto che i due ci scherzano con delle canzoni. A volte. Altre volte ci vanno giù pesante, perché Lillo resta Lillo e Greg è Claudio Gregori: due entità autonome. Così, per chi potesse e volesse, il solo soletto Greg è a teatro con uno spettacolo tutto suo. Meglio, è spalleggiato dal fido m° Attilio Di Giovanni, che da sempre accompagna Lillo&Greg – oltre ad un drappello di artisti Rai, fra cui i “conigli ruggenti” Dose&Presta, Max Paiella e Renzo Arbore. Di Giovanni è abituato ai tempi comici, li segue, quando non li crea. L’alchimia c’è. E il pubblico gradisce.
L’atto unico proposto all’Off/Off è tratto dall’omonimo libro AgGREGazioni di Claudio Gregori. Operazione non facile, perché l’autore è dovuto passare da uno spassosissimo zibaldone bidimensionale ad uno spettacolo teatrale. Se nel libro ha potuto alternare pagine di poesie dissacranti ad aforismi e racconti brevi, sul palco ha creato una cornice spaziotemporale per fermarci, sotto vetro, una storia intricata, quella di un’investigazione. Un noir anni Quaranta. Il pretesto narrativo è la scomparsa di un ragazzino della periferia romana, Polpetta, colpevole di essersi distinto dal gruppo per aver concepito un’idea. Il ragazzo è sparito proprio dopo aver chiesto l’aiuto del detective Mallory (Greg): perché avrebbe avuto un’idea? Cosa poteva significare?
Interpellato dai pittoreschi genitori, Mallory non può sottrarsi al suo ruolo e si mette a investigare, fra locali notturni e sagrestie di dubbia fede. Greg dà voce ovviamente a tutti i personaggi, compresi i cantanti dei night club – confermando doti canori e padronanza dei tempi.
Ad un primo ascolto, i personaggi interpretati da Greg fanno ridere, sono comici, alcuni grotteschi, assurdi. A ben intendere, però, le loro battute sono pillole di cinismo che portano a riflettere su certe debolezze umane goffamente malcelate.
Il messaggio della doppia lettura è affidato al primo personaggio monologante della serata, tanto fuori contesto quanto illuminante. È Ivan Ivanovic Njuchin, frutto della penna di Checov ne “I danni del tabacco”, un professore e conferenziere scientifico che vorrebbe suscitare timore reverenziale, ma finisce col confidare al pubblico le vessazioni subìte dall’odiata moglie. Insomma, le apparenze montate ad hoc non salvano, ridicolizzano.
Chiusa la parentesi russa, la galleria di personaggi greghiani resta confinata dentro il raccordo anulare. Sono tutti romani, sebbene l’investigatore si ostini a darsi un tono d’Oltreoceano.
Lo spettacolo è un ritorno della fortunata cricca di Mallory&co. Il registro di Greg non smette di piacere. L’inizio è probabilmente un po’ lento, ma per oltre un’ora e mezza la struttura regge bene.

Maria Vittoria Solomita

 

Off/Off theatre, Roma. Fino al 1° dicembre 2019
Drammaturgia: Claudio”Greg” Gregori
Regia: Massimo Mandolini
Con Claudio”Greg” Gregori e il m° Attilio Di Giovanni al pianoforte
Costumi: Carlo Poggioli
Scene: Andrea Simonetti
Fonica: Maurizio Capitini
Produzione: LSD

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